350.000 esodati: il Governo ha sbagliato i conti

 

Immagine di repertorio

Il Governo avrebbe sbagliato i calcoli sul numero degli esodati (coloro che perdono pensione e stipendio) secondo questo articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera.

Il governo aveva calcolato un numero oscillante fra i 50 e i 70mila lavoratori intorno ai 60 anni, non riassumibili, che rischiavano di trovarsi entro breve senza più lavoro e senza assegno pensionistico. Quindi senza reddito. Ma in realtà secondo calcoli dell’INPS la cifra sarebbe decisamente superiore.

Anche se ancora non c’è stata la conferma ufficiale da parte dell’INPS, secondo l’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano (PD) gli esodati sarebbero 357.000: cinque volte tanto quelli calcolati da Elsa Fornero. E i soldi previsti dal Ministero per risolvere il problema non sono più sufficienti.

E se questo è il Governo Tecnico, quello dei professori illustri, possibilmente i più preparati per tirarci fuori dalla crisi, come è possibile accettare un errore di questo genere? Perché, è bene ricordarlo, quei numeri non sono cifre astratte ma lavoratori. Persone dimenticate nel limbo della Riforma.

di Marco Nurra | @marconurra
(30 marzo 2012)

Tags: , , , , , , ,

8 Responses to “350.000 esodati: il Governo ha sbagliato i conti”

  1. Claudio scrive:

    è pazzesco… e questo sarebbe un paese civile? bisogna azzerare tutta questa classe dirigenziale di burocrati , tecnici/politici. Riprenderci i valori VERI della costituzione e ripartire da zero … ma l’Italia è un paese di pecore.. comode.. che guardano solo il loro praticello da brucare, e se hanno la possibilità vanno a mangiare sull’erba del vicino.. fregandosene altamente delle conseguenze. Complimenti Italia!

  2. Alessandro scrive:

    Come si può combattere la crisi se la maggior parte di quello che compriamo viene prodotta fuori dall’Italia. E’ normale che ci sarà sempre meno lavoro si stanno portando tutte le produzioni fuori. Un appello a tutti i consumatori ogni volta che comprate qualche cosa pensate che se è prodotta fuori dall’Italia state dando lavoro ad un altro paese e togliendo lavoro al tuo paese.
    Visto che la classe politica passata, odierna e futura difficilmente penserà al benessere dei lavoratori/consumatori italiani ci dobbiamo pensare da NOI. Bisogna tornare alla filiera corta al Km zero, almeno per quello che è possibile e si può fare.

  3. sasa' scrive:

    ma xkè nessuno di noi si ribellaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  4. Alfredo 7735 scrive:

    Forse sará un detto liso e consunto, peró che “ogni popolo ha il governo che si merita” mi sembra molto aggiornato per quanto ci riguarda.
    Condivido quello che dicono Claudio e Alessandro. Purtroppo ci troviamo in queste condizioni per i motivi da loro detti.

  5. Nicola scrive:

    siomo tornati all’impero romano:pochi potenti che navigano nel lusso, corrotti ed opportunisti che hanno il potere di decidere della vita di interi popoli…… l’impero collassò su se stesso!! .. la storia si ripeterà è inevitabile.. anche senza la discesa dei “barbari” .

  6. Farfallalegger@ scrive:

    Il 13 saremo a roma…chissà…

  7. verdiano scrive:

    governo di professori presentuosi incapaci di scelte eque e di attenzione verso i più deboli il massimo dei voti in arroganza.poi la fornero che pensa di rendersi amata da chi più soffre versando due lacrime. un personaggio da grande fratello

  8. Antonino scrive:

    Incominciamo a non votare !!!!!!!!!!!!!!!

Top post

Post recenti