Esodati a Fornero: “Vogliamo un Osservatorio”

 

Fornero pensa: “Gli esodati mi son rimasti qui”

È stato firmato ieri dal Premier Monti e il Ministro Fornero il decreto per tutelare gli esodati, coloro che sono rimasti senza pensione per via della riforma. Purtroppo il decreto riguarda solo 65.000 esodati, quelli inizialmente contemplati dal Governo, mentre per le rimanenti migliaia (l’Inps non ha ancora capito quanti siano, per Cgil e Pd sono 350.000) si dovrà attendere una soluzione. L’Inps aveva sbagliato i conti, e la Fornero confessa che: “Abbiamo sbagliato”.

Capita a tutti. Però agli errori si può riparare, si deve se si ricopre un incarico pubblico, se si gioca con la vita delle persone. Altrimenti si fa il rigore sulla pelle degli altri. Avanziamo al Ministro e al Governo la proposta del movimento Esodati – di cui il gruppo postale il più forte – che ci invia il documento sotto per Governo e partiti: “Cara Isola, poiché i partiti non danno segni di attività sul nostro problema, tranne un ddl che allarga la platea del mille proroghe ma non risolve, dopo avere bussato a tutte le porte, presentiamo una nostra proposta. La porteremo ai partiti e sindacati, cercheremo di renderla pubblica”.

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Istituzione dell’ Osservatorio per la risoluzione del problema esodati

Viene costituito, presso l’Inps, l’Osservatorio  con la partecipazione delle parti sociali, il cui scopo  è il monitoraggio delle criticità e la facilitazione della loro soluzione.

L’Osservatorio non ha dotazioni economiche.

Ogni anno l’Osservatorio comunica all’Inps ed al Governo il numero di pensioni da erogare in base alle domande pervenute.

Per dare modo all’Osservatorio di avere il dato esatto anno per anno, le richieste di pensione degli aventi diritto vanno presentate un anno prima della decorrenza del primo rateo ed entro e non oltre il 30 giugno direttamente all’Osservatorio stesso (ad esempio per le pensioni a decorrenza 2013 la domanda va fatta, indipendentemente dal mese di decorrenza, entro il 30 giugno 2012).

Aventi diritto alle prestazioni pensionistiche con le regole ante riforma Fornero.

Hanno diritto alla prestazione, oltre alle casistiche già previste nel “Salva Italia” e nel “Mille proroghe”, le lavoratrici ed i lavoratori che al 31 dicembre 2011: 

  1. Siano stati inseriti in piani di mobilità e/o cassa integrazione (ad esempio Termini Imerese ed Alitalia).
  2. Abbiano sottoscritto con le aziende accordi individuali o collettivi di “esodo incentivato”, indipendentemente dalla data di effettiva uscita e dalla maturazione del diritto alla prestazione pensionistica. 
  3. Siano stati inseriti in “Fondi di solidarietà”, indipendentemente dalla  data di uscita dal lavoro, di fruizione delle prestazioni dei fondi e dalla durata degli stessi. 
  4. Siano stati licenziati – in prossimità della pensione – da aziende che, per la loro dimensione, non gli hanno permesso l’accesso ad ammortizzatori sociali. 
  5. Siano stati autorizzati alla contribuzione volontaria.

di Redazione | @cassintegrati
(2 giugno 2012)

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6 Responses to “Esodati a Fornero: “Vogliamo un Osservatorio””

  1. Giovanni Nuscis scrive:

    Ottima proposta.
    Considerando che il problema potrebbe però risolversi alla radice con l’attribuzione a tutti i disoccupati, inoccupati e inadeguatamente occupati (compresi dunque i 350.000 esodati) di un reddito di cittadinanza. 5 milioni di persone, strategicamente immesse o reimmesse strategicamente nei settori produttivi, dall’agricoltura (solo il 3,7 della forza lavoro complessiva) ai servizi (compresa la creazione di infrastrutture sui cui appalti lucrano lobby imprenditoriali-affaristiche-mafiose) ci costerebbero 62 miliardi all’anno. Il ministro Giarda ha ipotizzato a breve “economie di spesa” per 100 miliardi, che non è difficile ipotizzare la fine che potrebbero fare, dentro un sistema ancora infestato da squali di ogni genere. Pagare invece direttamente i lavoratori, da gestire sui territori a seconda delle esigenze locali sarebbe forse il modo migliore per risolvere più problemi contemporaneamente: togliere dalla povertà o precarietà milioni di persone, redistribuire meglio la ricchezza del Paese, “mettere in sicurezza”i nostri soldi dalle grinfie di affaristi, politici, finanzieri, imprenditori e mediatori senza scrupoli.
    Giovanni Nuscis – Referente di ALBA per Sassari (Alleanza per il lavoro, i beni comuni e l’ambiente)

  2. Giuseppe scrive:

    Io sono uscito dall’ azienda ( Telecom ) il 30/12/2011 in MOBILITà , in sintonia con la legge 214 del 22/12/2011 allora vigente ( ed ancora adesso in realtà ) , in cui , all’ art 24 , comma 14 a , era previsto che si continuavano ad applicare le vecchie disposizioni legislative per chi andava in mobilità in base ad accordi sindacali precedenti il 4 dicembre 2011 ( l’ accordo a cui si riferisce la mia uscita è del 2/11/2010 , quindi ben precedente ) . Il diritto alla pensione l’ ho maturato già il 10 aprile 2012 , per cui , con la finestra mobile di un anno avrei dovuto percepire materialmente la pensione dal 1/05/2013 con le vecchie regole . Come può il decreto legge FORNERO sugli esodati avere effetto retroattivo ed annullare dei provvedimenti e delle scelte fatte da cittadini dipendenti ed aziende in sintonia con la legge vigente al 30/12/2011 ed anche oggi ( 31/05/2012 ) ??? . Infatti sembrerebbe che , adesso con il decreto Fornero, ancora alla firma , continuerebbero a valere le vecchie regole solo per chi era materialmente già in mobilità il 4 dic 2011 e non per chi era coperto da accordi precedenti il 4/12/2011 , anche se uscito qualche giorno dopo . Normalmente se si fa un accordo in una certa data , i lavoratori aderiscono DOPO l’ accordo . Infatti nella legge MONTI 214 del 22/12/2011 la fatidica data era stata spostata dal 31 ottobre al 4 dicembre per recepire gli accordi FIAT sulla mobilità , anche se i lavoratori FIAT devono ancora uscire dall’ azienda . Cosa possiamo fare per dare i giusti correttivi alla situazione drammatica in cui siamo finiti ?

  3. Giovanni Nuscis scrive:

    “…risolvere più problemi contemporaneamente: togliere dalla povertà o precarietà milioni di persone, redistribuire meglio la ricchezza del Paese, “mettere in sicurezza”i nostri soldi dalle grinfie di affaristi, politici, finanzieri, imprenditori e mediatori senza scrupoli, creare le condizioni per un rilancio (ragionato) dell’economia, col supporto della formazione per riqualificare e specializzare là dove occorre. gn

  4. sebastiano scrive:

    Il decrerto attuativo e peggiorativo della legge e lascia a casa una sacco di persone.
    Sono un lavoratore che ha lasciato il proprio posto di lavoro al figlio nel 2009, ho chiesto la prosecuzione dei contributi volontari e in questi 4 anni che avevo previsto per andare in pensione ho svolto qualche mese di lavoro, ora in base al decreto attuativo perdo tutti i diritti senza considerare che sono disoccupato mi tolgono il diritto alla pensione , perchè in questi 4 anni ho fatto sporadicamente per poter vivere qualche lavoretto. tutto questo è assurdo sono leggi lotteria, questi politici che si mangiano l’italia pensano che le persone posssano vivere d’aria. ho 61 anni 37 anni di contributi , lavoro non c’è ne e nessuno vuolepersone di 60 anni mi sapete dire cosa dobbiamo fare. Aiutateci a risolvere questa situazione vergognosa. Il decreto non va bene, devono trovare i soldi per le persone che hanno lasciato il lavoro per accordi e che si trovano senza lavoro e senza pensione

    ne
    essuno mi vuole ,

  5. giuseppe scrive:

    sono in mobilità, a maggio 2013 raggiungerò i 39 anni e mezzo di contributi .Autorizzato hai contributi volontari (prima del 6/12/2011) arriverò pagando i contributi a ottobre 2013 con 40 anni di contributi, pensionabile gennaio 2015 Prima del decreto Fornero oltre a pagare i volontari restavo un anno e nove mesi senza nessun sostentamento . A maggio 2013 resterò senza mobilità senza un lavoro e senza la prospettiva della pensione ,tutto questo dopo avere versato i contributi per 38 anni e non essere stato incluso nei 65000

  6. Vittorio scrive:

    Sono un lavoratore uscito dalla Aziendadopo 18 mesi di CIGS con altri 50 lavoratori; Ho scelto la soluzione della mobilità in data 23-12 2011 quando la Legge Monti 214 allungava prorogava al 31-12-2011 l’applicazione delle vecchie disposizioni legislative per chi andava in mobilità in base ad accordi sindacali precedenti il 4 dicembre 2011.
    L’accordo di Mobilità è stato stipulato tra Azienda- Sindacati e Parti sociali il 10-01-2011 per riduzione di personale favorendo un esodo verso la pensione a quei lavoratori che, raggiungevano i requisiti nell’ambito della mobiltà in sintonia con la legge 214 del 22/12/2011 allora vigente ( ed ancora adesso in realtà ) , in cui , all’ art 24 , comma 14 a , era previsto che si continuavano ad applicare le vecchie disposizioni legislative per chi andava in mobilità in base ad accordi sindacali precedenti il 4 dicembre 2011.
    Maturerò il 12 ottobre 2012 il diritto alla pensione , per cui , con la finestra mobile di un anno avrei dovuto percepire la pensione dal 1/11/2013 con le vecchie regole . Adesso che il decreto legge FORNERO sugli esodati ha nei fatti annullato i diritti conseguenti a delle scelte legittime fatte da cittadini dipendenti ed aziende in sintonia con la legge vigente al 30/12/2011 cosa dicono Sindacati e Parti Sociali che tanto si sono spesi per allegerire le aziende in difficoltà?? L’Osservatorio di cui tanto si sta parlando spero che possa avere un ruolo di Vigilanza “istituzionale” al quale ogni cittadino potrà rivolgersi per monitorare la propria posizione.

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