Roy Paci: “Salviamo SuonInCava”

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Roy Paci in concerto

Da 13 anni nel paese di Apricena, in provincia di Foggia, si realizza SuonInCava, un’importante rassegna musicale nella splendida cornice della Cava Pizzicoli. Quest’anno però la nuova amministrazione ha deciso di eliminare l’evento, con i conseguenti danni economici che ne deriveranno. La scusa? “Necessita troppe autorizzazioni” dice il nuovo sindaco, ma gli organizzatori ci assicurano che in 13 anni non si era mai presentato questo problema e lanciano un appello: Riportateci in Cava!

Nei giorni scorsi la protesta per salvare il festival ha incontrato il sostegno di diversi artisti, come potete vedere in questo video appello di Roy Paci che gli organizzatori di SuonInCava hanno concesso in esclusiva a L’isola dei cassintegrati:

E non siamo solo noi o Roy Paci a chiedere che il festival venga salvato, ma anche tutti quelli che negli anni scorsi ci hanno suonato come la Bandabarò (video), Vinicio Capossela, Polo Conte, Ivano Fossati, Pino Daniele, Modena City Ramblers Lucio Dalla, Enzo Avitabile e tanti altri artisti.

Come più volte abbiamo ripetuto su questo blog (parlando di proteste come Teatro Valle, Teatro Coppola, o MACAO) la Cultura non è mai uno sfizio o un capriccio (come vorrebbero farci credere alcuni) ma un settore importantissimo dell’economia italiana. Il mercato del lavoro che gira attorno alla Cultura coinvolge tantissime persone con professionalità diverse: dai tecnici di palco agli attori, dai musicisti ai fonici, dagli addetti alla sicurezza a quelli della pulizia, e la lista potrebbe essere infinita.

Come gli stessi organizzatori ci assicurano, infatti, la cancellazione di SuonInCava sarebbe un brutto colpo per Apricena dato che “oltre ed essere un importante impulso economico per la città, è anche l’occasione per promuovere la nostra identità”, spiega Luigi Di Maso alludendo alla famosa pietra di Apricena, estratta proprio in quella cava. “Pensate inoltre a tutti quelli che ci lavorano direttamente o indirettamente: tecnici dell’impianto elettrico, tecnici della logistica per il palco, la location e l’organizzazione dell’evento in sé, servizio di ristorazione, tipografie e litografie che si occupano della promozione, tecnici per tutti gli impianti necessari e per la sicurezza dell’evento…”, dice Luigi confermando le nostre preoccupazioni. “Ecco chi spiega a tutti questi lavoratori che SuonInCava dovrà andarsene? ”

Invitiamo quindi i nostri lettori a firmare la petizione online diretta al sindaco, perché se l’amministrazione non cambierà idea il festival sarà costretto ad abbandonare la città.

di Marco Nurra | @marconurra
(19 luglio 2012)

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