L’Ispettorato del Lavoro indaga su Almaviva Contact

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In seguito all’incontro con il Ministro Fornero della settimana scorsa l’Ispettorato del Lavoro ha aperto un’indagine per stabilire la legittimità della richiesta di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della sede romana di Almaviva Contact. Intanto in Sicilia l’azienda manda a casa 300 lavoratori a progetto.

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ROMA. Sono 632 gli impiegati del call center più famoso d’Italia ad essere stati sospesi dal lavoro con l’accusa di “scarsa produttività” e la scusa della crisi, ma la verità è un’altra. In questo momento Almaviva Contact non sta soffrendo nessuna crisi che giustifichi il ricorso agli ammortizzatori sociali, le ragioni dell’azienda sono in realtà lucrative e non economiche (è importante riflettere sulla differenza che questo comporta, anche legalmente): è in corso un’operazione di delocalizzazione del lavoro in Calabria usufruendo di finanziamenti pubblici, e la Cigs richiesta per la sede di via Lamaro è solamente la maniera più semplice per scaricare i propri dipendenti sulle spalle dell’Inps.

I lavoratori, che da mesi protestano contro quella che considerano una “cassa integrazione fasulla”, hanno potuto parlare faccia a faccia con Elsa Fornero della loro situazione, spiegare le loro ragioni, e chiedere un impegno formale del Ministero del Lavoro. Il Ministro ha sollecitato un’indagine dell’Ispettorato del Lavoro per fare luce sulla richiesta di Cigs (che verrà esaminata dal Governo a marzo).

Il 24 gennaio, con una tempestività contraria alle aspettative, gli ispettori si sono recati nelle sedi della società. E in seguito a questo sopralluogo hanno convocato un incontro con le Rsu per il 14 febbraio.

L’indagine dell’Ispettorato del Lavoro è iniziata.

PALERMO. “Il problema si estende anche alle leggi che attualmente regolano il settore”, avevano fatto presente i lavoratori durante l’incontro con il Ministro. E le conseguenze negative della Riforma sono già evidenti per i lavoratori a progetto impiegati nella sede palermitana di Almaviva: circa 300 di loro hanno ricevuto una lettera dall’azienda che annuncia la fine anticipata del rapporto di lavoro “per non aver raggiunto gli obiettivi”.

Queste persone all’inizio dell’anno avevano firmato la nuova tipologia di contratto targata Fornero, con la relativa previsione di una retribuzione minima garantita. Ma quali sono gli “obiettivi non raggiunti” che permettono ad Almaviva di mandare a casa 300 persone dopo appena un mese? Su Blogsicilia.it leggiamo la testimonianza di uno dei lavoratori: “Ci sono stati richiesti 1320 contatti mensili per ottenere il fisso pattuito. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, come accadrà fin da questo mese, sarà sancita la fine anticipata del rapporto lavorativo”.

Questo è quanto sta succedendo ai dipendenti di Almaviva Contact, una delle più grandi aziende di call center in Europa, di cui pochi (pochissimi) giornali parlano.

di Marco Nurra | @marconurra

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