Ivrea: perché i lavoratori hanno votato Grillo

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Si è capito dai numeri, lo hanno ammesso anche Giovanni Barozzino e Rosa Giancola: molti lavoratori hanno votato per Grillo. Abbiamo notato una cosa, lo Tsunami Tour del Movimento 5 Stelle è andato esattamente nei posti di cui su questo blog scriviamo da anni. Il Sulcis dei minatori e dell’Alcoa. Taranto e l’Ilva. Ivrea, città dei cassintegrati Olivetti ed Agile Eutelia. E allora si capisce il perché del voto: Grillo è andato proprio nei posti abbandonati dalla politica, quelli di cui denunciamo la crisi da tempo nel silenzio più assoluto. Cadigia Perini, cassintegrata Agile Eutelia, ex Olivetti, candidata di Rivoluzione Civile e storica collaboratrice di questo sito, ci racconta perché ad Ivrea ha vinto Grillo. 

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Il 15 febbraio Grillo – unico fra i leader di partito – è venuto ad Ivrea per un comizio nella piazza centrale. Ha fatto il pieno, tra convinti e curiosi. La piazza inizia a riempirsi presto di giovani ma non solo, persone di tutte le età e anche molti anziani. Si parla di 3.000 persone. Parte con i suoi cavalli di battaglia: “Siamo in emergenza, mandiamoli tutti a casa”, poi l’attacco ai giornalisti “Tutti collusi”, l’attacco alla magistratura “La legge protegge i delinquenti e manda in galera gli innocenti”, poi la mannaia su tutti i partiti “Sono dei morti, dei traghettati dall’aldilà. Vanno in televisione a prenderci per il culo”. Delirio di applausi e grida dalla piazza ad ogni sferzata.

Poi, come fa in ogni città, localizza il comizio, e ad Ivrea non può non parlare di Olivetti: “Insegnavamo l’informatica al mondo, qua ci lavoravano 20.000 ingegneri”, e ancora scroscio di applausi e non fa niente se ha esagerato alla grande coi numeri. Segue l’attacco a Carlo De Benedetti che: “Come tutti i capitani d’industria spolpano le industrie e lasciano dei cadaveri”, e la piazza trema. L’affondamento dell’Olivetti è ancora una ferita aperta ad Ivrea. Grillo non accenna però a Telecom, che ha appena chiuso l’ultimo stabilimento Olivetti ad Arnad. Parla anche della Banca Monte dei Paschi: “Quello del MPS è il più grande scandalo finanziario della storia della Repubblica”, ma non accenna alla condanna di esponenti MPS per la bancarotta di Agile Eutelia.

Questi sono dettagli di cui non ha bisogno perché al grido di “Tutti a casa!” aveva già conquistato mezza piazza, quelli che cercano semplicemente un megafono per il loro disagio, e fra questi molti lavoratori, anche se di soluzioni per il lavoro Grillo non ne parla. Anche se di ripristinare diritti cancellati dai precedenti governi, nemmeno. Alcuni, una minoranza, va via prima della fine. Maria mi dice: “Non si può ascoltare oltre, urla solo slogan per esaltare la piazza ma non ho capito cosa propone”. Nonostante Maria saranno invece moltissimi i lavoratori di Ivrea a votare M5S (Camera: 24,2% ad Ivrea, e 29,1% a Torino e provincia). Ho chiesto a qualche collega il perché di questa scelta, le risposte sono praticamente univoche: “Perché non ci fidiamo più dei programmi, i politici hanno fallito, pensano solo ai loro interessi”. Invece Grillo: “Attacca la casta, vuole tagliare i costi della politica, manda tutti a casa”, sembra che altro in questo momento non importi.

È tanti anni ormai che anni la classe lavoratrice ha smesso di votare compatta per un unico partito. Negli anni novanta buona parte dei lavoratori ha preferito seguire le favole confettate raccontate da un riccone, lontanissimo dai loro problemi – quando non causa degli stessi – e si è buttata nel sogno di Cenerentola: la povera lavoratrice sfruttata che sale di classe sociale grazie al un principe che la nota. Perché mai, ci chiedevamo nel ’94, l’operaio vota Berlusconi? Vota il padrone (termine desueto, lo so). Sindrome di Stoccolma? Perché, ci chiediamo oggi, un lavoratore, un precario, un esodato, non ha votato i partiti che hanno nel loro programma il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, la cancellazione dell’art. 8 della legge 138/2011 che permette alle aziende di non applicare i contratti collettivi di lavoro, la cancellazione della Riforma Fornero sulle pensioni? Perché la grande maggioranza dei lavoratori ha votato Grillo e non Rivoluzione Civile, o Sel?

I più tradizionalisti hanno votato Pd, nonostante questo partito nell’ultimo anno abbia fatto approvare la Riforma del Lavoro, degli ammortizzatori sociali e delle pensioni, creando un’emergenza sociale che nei prossimi mesi peggiorerà. Qualcuno poi avrà ancora votato il sogno del successo di un altro, il Pdl. Ma la maggior parte, nonostante tutto, ha votato Grillo. Hanno votato per chi ha saputo urlare per loro, il M5S, non importa se nel programma del movimento la parola “lavoro” compare solo due volte e non riferita a proposte di salvaguardia, sviluppo, diritti. Ma pare che questo non importi più a nessuno. Ad Ivrea, nel Sulcis, nel resto d’Italia.

di Cadigia Perini | @cadigiaperini

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