Almaviva Contact, lettera aperta a Giorgio Napolitano

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I lavoratori Almaviva Contact di Catania, Palermo, Roma e Napoli annunciano un flashmob, il 6 aprile,  per protestare contro le delocalizzazioni che danneggiano il settore del call center. E da Catania parte la lettera-appello di due lavoratori, Stefano Zappalà e Isabella Cassibba, diretta al Presidente della Repubblica.

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“Ill.mo Signor Presidente della Repubblica a scriverle sono i lavoratori di Almaviva Contact S.p.A, distintamente dalle sedi di Catania, Palermo, Napoli e Roma. Almaviva Contact Spa è una società che offre sul mercato servizi di Customer Relationship Management nel settore Telco, Media e Utilities; si propone come partner per le attività di Business Process Outsourcing.

Ci rivolgiamo alla S.V. Ill.ma in qualità di massimo rappresentate del popolo italiano nella speranza di ricevere risposta scritta sulla problematica denominata “delocalizzazione”. È da ritenersi delocalizzata un’attività di call-center “qualora le commesse acquisite da una azienda con sede legale in Italia e già avviate nel territorio nazionale siano trasferite – prima della naturale scadenza del relativo contratto – a personale operante all’estero, sia attraverso la successiva apertura di nuove filiali fuori dal territorio nazionale, sia attraverso un meccanismo di subappalto”, giusta richiamo alla circolare n° 14/2013 prot. 37/ 0005914 Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Orbene, alla luce di quanto anzi detto chiediamo alla S.V. di indirizzare, anche grazie a questo contributo, i Saggi che presto dovranno discutere di tematiche politico-sociali, per far sì che possano essere realizzati interventi legislativi rispettosi dei principi di cui agli art. 2,3 della Costituzione, molto spesso in questi ultimi tempi dimenticati, in nome di una libertà d’impresa. Frequentemente si ricerca l’ottimo economico a scapito di quello sociale, eppure non sarebbe difficile debellare questo male, tutto questo Ill.mo Sig. Presidente non è più tollerabile, non è più ragionevole.

Gli operatori dei call centers siamo noi.

Alcuni di noi sono laureati, altri invece stanno terminando, altri ancora mantengono le proprie famiglie, proprio con questo lavoro. Non abbiam voluto dimenticare la nostra Repubblica, non siamo andati via, siamo noi quel popolo che oggi le scrive e le chiede aiuto. Aiuto per far sì che nel prossimo futuro ci siano regole chiare per chi usufruisce di incentivi statali per l’attività d’impresa e decide di delocalizzare; aiuto per far sì che possano essere fermati questi fenomeni di dumping nazionale e internazionale; aiuto affinché possa essere tutelata la privacy; aiuto affinché venga fatto salvo il diritto di ogni individuo a poter condurre un’esistenza libera e dignitosa.

La delocalizzazione sta depauperando la nostra Repubblica ed in particolare quelle condotte attuate dalle grosse società multinazionali committenti, che con mente certosina realizzano i loro ricavi dimenticando le bombe sociali e le varie ricadute correlate che genera questo modus operandi. Condotta che ad oggi ha portato all’aumento degli ammortizzatori sociali con ovvie ricadute sul Pil, all’aumento del tasso di disoccupazione, all’aumento del disagio sociale, in due parole: alla “crisi attuale”. Questa crisi possiamo vincerla insieme, Uniti si Vince il grido forte che parte da Catania, Palermo, Napoli e Roma e noi vogliamo esserlo con la nostra Repubblica.

Le chiediamo Ill.mo Sig. Presidente un suo gesto un suo interessamento a tutta questa problematica. Certi di un suo interessamento le porgiamo i più distinti saluti e la preghiamo di voler accogliere a nome di tutti i sottoscrittori i sensi della più profonda stima nei Suoi confronti e dell’Istituzione che rappresenta.”

Firmato: Isabella Cassibba e Stefano Zappalà

di Redazione | @cassintegrati

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