Ex Golden Lady, a un anno dalla riconversione il progetto è già fallito

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Sono due anni che questi lavoratori oscillano tra gli ammortizzatori sociali e la disoccupazione, in seguito alla chiusura dello stabilimento Golden Lady di Gissi. Poi dopo la tanto attesa riconversione opera di due aziende tessili, a Natale sono stati licenziati nuovamente. Una riconversione fallita, che è durata appena un paio di mesi.

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Esattamente un anno fa i lavoratori della ex Golden Lady di Gissi si illudevano di avere nuovamente un lavoro e, con questo, un futuro. Sono passati 365 giorni dalla firma di quegli accordi che avrebbero dovuto risollevare le sorti dei 365 lavoratori di Nerino Grassi (115 erano destinati alla New Trade e 250 alla Silda Invest). È un anniversario amaro, il primo compleanno di una riconversione fallita in pochi mesi.

Giuseppe Rucci della Filctem-Cgil di Chieti, in un’intervista realizzata dal giornale locale Histonium.net, espone tutto il suo disappunto ricordando che quegli accordi vennero usati come slogan sui manifesti di qualche partito politico, che se ne attestava la paternità. Un dettaglio che non può lasciare indifferenti se si pensa che i primi ostacoli alla riconversione sono arrivati proprio dalla politica. In relazione all’accordo con Silda Invest che doveva assorbire 250 lavoratori, spiega Rucci: “L’abolizione della formazione on the job con la legge di stabilità 2012 – relatori furono due parlamentari abruzzesi come Legnini del Pd e Tancredi del Pdl – fu il primo drammatico colpo assestato dalle stesse Istituzioni alla riconversione. Da allora si è cercato di trovare soluzioni alternative, che non hanno prodotto quanto auspicato”.

Per quanto riguarda la New Trade (progetto che coinvolgeva 115 lavoratori inizialmente, scesi poi a 75 per via di chi scelse la mobilità) il segretario locale della Filctem parla di “disastro totale”, argomentando che “con la benedizione del Ministero e di tutte le Istituzioni locali, si è permesso di far insediare sul nostro territorio una azienda che sin da subito ha iniziato a manifestare una certa ripulsione verso il sindacato, i contratti nazionali da rispettare, le legittime richieste delle lavoratrici e dei lavoratori e il rispetto degli accordi sottoscritti. Ad oggi lavorano soltanto 10 ex Golden Lady dei 75 previsti, con il paradosso che alcuni sono stati immediatamente licenziati“.

Facendo i conti, quindi, la Silda Invest occupa 160 persone, la New Trade 10, mentre i licenziati ex Golden Lady al momento della fuga in Serbia erano 380. Una vera e propria umiliazione per chi è rimasto tagliato fuori dagli accordi. Intanto, per non spegnere i riflettori sulla propria situazione, i lavoratori dell’ex Golden Lady si sono riuniti davanti lo stabilimento, per osservare un minuto di silenzio in ricordo della ‘scomparsa’ riconversione.

I lavoratori oggi si domandano come sia possibile che la New Trade possa infischiarsene degli accordi, senza che nessuno muova un dito. L’impresa grazie a quell’accordo – oggi disatteso – ha ottenuto il capannone dove ha sede la sua fabbrica, perché le istituzioni non lo sequestrano? È davvero possibile che in Italia gli accordi siano carta straccia? Dove sono tutti gli attori della vicenda, Golden Lady, Regione e Provincia? Questi e altri dubbi attanagliano chi è stato tradito dalle false promesse di istituzioni e imprese.

di Marco Nurra | @marconurra
Video: iltrigno.net – Foto: Graziella Marino (modificata)

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