Ex lavoratori Midal, quando la Giustizia arriva in Tribunale è sempre una sorpresa

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Questo è un mese frenetico per gli ex lavoratori Midal, impegnati in tribunale con i ricorsi per il reintegro al lavoro in seguito al licenziamento senza giusta causa (quando ancora esisteva l’art. 18). La settimana scorsa è stato il turno di Marilisa Spirito, mentre oggi tocca a Monica Neri, cuoca a GUSTObar, e a tre colleghi di GUSTOsidis: Andrea De Santis, caporeparto salumi/formaggi e gastronomia, Gennaro Mazzarelli e Concetta Maddaluni, anche loro addetti nello stesso reparto. Abbiamo intervistato Marilisa Spirito.

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Alcune ex lavoratrici Midal davanti al Tribunale di Latina: Monica Segala, Marilisa Spirito, Monica Neri e Antonella De Paolis

“Quanta fatica arrivare a questo ricorso”. La settimana scorsa è stata la prima udienza per Marilisa, sommelier, addetta alle vendite nel reparto vini di GUSTOsidis, il negozio fiore all’occhiello della Midal Spa di Latina. Ingiustamente licenziata il 20 ottobre 2011. “Quando scelsi d’impugnare il licenziamento assieme ad altri 33 colleghi, nella fase di assegnazione delle udienze capitai nell’ultimo gruppetto. Vi lascio immaginare lo scoramento…”

Nel frattempo il giudice a cui erano state affidate le sorti di Marilisa ottiene il trasferimento, e la prima udienza viene rinviata d’ufficio dal tribunale. “Man mano vedevo alcuni miei colleghi giungere al giorno della loro udienza pieni di aspettative, che purtroppo venivano puntualmente deluse a causa dei ripetuti rinvii, con le più svariate motivazioni”. C’è da dire che il sopraggiunto fallimento per bancarotta di tutte le società appartenenti al gruppo ha inevitabilmente complicato l’iter giudiziario per i lavoratori.

“Visti i tempi della Giustizia italiana ero scoraggiata”, dice Marilisa, “ma quasi per miracolo, verso fine aprile è arrivata una giovane sostituta dal Tribunale di Palmi, che ha dimostrato di aver letto tutte le carte della causa e di essere preparata”. La settimana scorsa Marilisa si presenta alla sua prima audizione, con qualche dubbio. “Ero pronta al solito rinvio”. Così non è stato.

“L’udienza è stata lungamente dibattuta e quando l’avvocato di una delle controparti ha chiesto di acquisire dei documenti inerenti alla mobilità, il magistrato si è risevato l’ammissione della prova”. Nel tardo pomeriggio, attraverso il suo legale, Marilisa scopre che la riserva è stata sciolta e che tale richiesta è stata addirittura respinta, per cui, il suo processo potrà proseguire e la prossima volta potrebbe persino giungere a sentenza.

“Dopo la mia, c’è stata un’altra udienza significativa, quella di Ettore Vecchio, dipendente di uno degli IperSidis gestiti dalla società Riz One srl”. Anche in questo caso erano tutti pronti ad incassare l’ennesimo rinvio, ma nuovamente il Giudice Simona Marotta ha dato avvio al dibattimento, e alla prossima udienza emetterà la sentenza. “Non sarà semplice arrivare a quel giorno, visto le nostre disastrose condizioni economiche”, spiega Marilisa. “Siamo senza indennità di mobilità da cinque mesi e stiamo cercando di recuperare, attraverso il fondo dell’Inps, parte del nostro TFR e delle altre spettanze”. Infatti, nonostante il giudice fallimentare che si occupa del crac Midal abbia ammesso i crediti al passivo dei lavoratori, è tutto bloccato perché i curatori fallimentari devono fornire dei documenti mancanti.

Solo lo spirito di sopravvivenza dà loro forza. Nonostante tutto, fiduciosi di uscirne vittoriosi.

di Marco Nurra | @marconurra
(Foto: Andrea de Santis)

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