I lavoratori Indesit incontrano Laura Boldrini

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  • In attesa del tavolo tecnico sulla crisi della compagnia, i lavoratori incontrano il Presidente della Camera.
  • I Sindacati aprono ai contratti di solidarietà, “ma devono essere finalizzati a salvare la continuità produttiva”.
  • Intanto la protesta degli operai continua negli stabilimenti di tutta Italia.

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Sono giorni fondamentali per la vertenza Indesit e per il futuro dei 1.425 lavoratori coinvolti nel piano industriale proposto dai vertici della società. Oggi una delegazione di lavoratori Indesit incontrerà il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. In attesa della riunione del 17 settembre tra azienda e parti sociali, i sindacati chiederanno alla Boldrini “un interessamento urgente di tutto il Parlamento sulla drammatica situazione in cui versa il territorio di Fabriano”.

Sul Corriere della Sera l’amministratore delegato Marco Milani ha parlato di 300 contratti di solidarietà, ma non è chiaro cosa succederà agli altri dipendenti in esubero. E mentre il titolo azionario scala la Borsa, i lavoratori del gruppo hanno iniziato gli scioperi articolati. Lunedì 9 settembre è toccato ai dipendenti dello stabilimento di Melano, mentre martedì hanno incrociato le braccia i lavoratori di Albacina a gatto selvaggio (di mezz’ora in mezz’ora, reparto per reparto).

Si protesta contro il piano Salvaguardia e Razionalizzazione proposto dall’azienda. Un piano che il super manager di Indesit ha presentato al Corriere come una panacea, ma che non piace ai sindacati. Le critiche sono dovute all’evidente depotenziamento della produzione nazionale che andrebbe in una sola direzione: la delocalizzazione verso l’est. Nonostante queste obiezioni, la Fiom è aperta all’ipotesi dei contratti di solidarietà: “Ma devono essere finalizzati a salvare i posti di lavoro e la continuità produttiva”, spiega Fabrizio Bassotti, leader della Fiom Cgil.

“I contratti di solidarietà sono ammortizzatori sociali difensivi, e come tali dovrebbero essere applicati, non per altri scopi”, dice Bassotti. “Se l’azienda invece ne vuol fare un uso diverso, per poi cessare l’attività industriale e trasferirla all’estero, come fatto nel Nord Italia, noi non siamo più d’accordo”. I lavoratori saranno costretti, probabilmente, ad accettare sulla fiducia il piano industriale proposto da Indesit. La proposta dell’amministratore delegato di adottare i contratti di solidarietà come “soluzione temporanea”, è valida solo se nel 2015 il colosso dell’elettrodomestico sarà nuovamente in crescita, altrimenti i lavoratori a tempo parziale non potranno essere reincorporati a tempo pieno. Un speranza, appunto, che lascia il tempo che trova.

Aggiornamento 13:45 – Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rinviato il tavolo tecnico previsto per il 17 settembre. Nuova data: lunedì 23 settembre, ore 15:30.

di Francesco Marini 

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