Telecom agli spagnoli: a pagare saranno i lavoratori

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  • Denuncia del Sindacato: “Totale incertezza sugli investimenti e ricadute occupazionali rilevantissime
  • Dopo la cessione a Telefonica la minaccia della delocalizzazione dei Call Center si fa sempre più reale
  • L’acquisizione comporterà la svendita delle società in Brasile e Argentina per problemi di Antitrust

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“Si susseguono commenti politici che individuano come opportunità l’acquisizione del controllo di Telecom da parte di Telefonica. Mi piacerebbe sapere a cosa si riferiscano”. Questo il commento di Michele Azzola, segretario nazionale di Slc Cgil, alle dichiarazioni rilasciate da esponenti del Governo e di forze politiche in merito alla vicenda Telecom.

“L’acquisizione dell’azienda – prosegue il sindacalista – comporterà la necessità di svendere le società in Brasile e Argentina (vero e proprio motore di propulsione per lo sviluppo del Gruppo) per problemi di Antitrust, la totale incertezza sugli investimenti che saranno realizzati sull’ammodernamento della rete e ricadute occupazionali rilevantissime soprattutto nei settori dell’innovazione, dell’IT e dello sviluppo”. Oltre all’incognita sugli oltre 10.000 addetti alle attività di customer. “In tutto questo non vedo traccia di opportunità alcuna”, avverte Azzola.

Si avvicina quindi l’ennesima batosta per i lavoratori dell’impresa, che già prima dell’estate protestavano in seguito all’accordo firmato dai sindacati con l’azienda. Quattro mesi fa su questo blog Eduardo Improta, 63 anni, licenziato dopo 41 anni in Telecom, denunciava la mala gestione aziendale e lo spettro della delocalizzazione dei Call Center. Oggi, com’è facile intuire, la minaccia della delocalizzazione si fa ancora più pressante. 

Il presidente Letta, con i suoi richiami ad un semplice affare tra privati, si sta assumendo la responsabilità di velocizzare il declino industriale italiano. Il sindacalista conclude le sue dichiarazioni con un avvertimento: “È imbarazzante il richiamo allo scorporo della rete da riportare in mano pubblica. Primo perché tale bene è di proprietà di Telecom e difficilmente Telefonica ci rinuncerà; poi perché tale soluzione rischia di essere peggio del problema che si vuole risolvere. Non a caso non è stata adottata da nessun Paese al mondo”.

Telecom ha bisogno di un aumento di capitale. Il management ha il dovere, viste le dichiarazioni rilasciate dal presidente Bernabè, di uscire allo scoperto per dare spiegazioni a tutti gli azionisti. E il Governo del fare, invece, cosa farà?

di Redazione

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