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	<title>L&#039;isola dei cassintegrati &#187; Aiazzone</title>
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		<title>Cassintegrati, l&#8217;inferno è doppio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta erano operai, colletti bianchi, operatori di call center, e molte cose li rendevano diversi. Chi andava a lavorare in tuta e chi in cravatta, chi stava in catena di montaggio, chi davanti a un computer: ora sono tutti uguali, accomunati da quella che definiscono &#8220;la livella&#8221;. La cassa integrazione. Una realtà che oggi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-17604" title="cassintegrati" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/12/cassintegrati.jpg" alt="" width="730" height="365" /></p>
<p>Una volta erano operai, colletti bianchi, operatori di call center, e molte cose li rendevano diversi. Chi andava a lavorare in tuta e chi in cravatta, chi stava in catena di montaggio, chi davanti a un computer: ora sono tutti uguali, accomunati da quella che definiscono &#8220;la livella&#8221;. La cassa integrazione. Una realtà che oggi riguarda quasi un milione di lavoratori e ovviamente le loro famiglie.</p>
<p>E tutti si sono infuriati martedì scorso, quando a &#8216;Ballarò&#8217; il presidente dell&#8217;Inps Antonio Mastrapasqua ha lodato l&#8217;efficienza del suo istituto: «Avvisiamo i lavoratori con un sms quando versiamo la cassa integrazione». Come se un sms rendesse più efficiente una realtà già dolorosa di suo, ma resa ancora ancora più drammatica dall&#8217;inefficienza e dalla burocrazia: ritardi nei pagamenti lunghi mesi, cifre che non corrispondono, impiegati che non sanno darti spiegazioni, uffici Inps che usano procedure diverse da una regione all&#8217;altra.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cassintegrati-linferno-e-doppio/2173467//0" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Continua a leggere l’inchiesta sul sito de L’Espresso…</strong></em></span></a></span></p>
<p>di<strong><em> Michele Azzu</em></strong> <strong><em>| <a href="http://twitter.com/micheleazzu" target="_blank">@micheleazzu</a></em></strong></p>
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		<title>TAVOLO LAVORO. Aiazzone, 320 giorni senza paga</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 06:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cadigia Perini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aiazzone]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad inizio giugno scrivevamo che i lavoratori, senza stipendio da 7 mesi, speravano di ricevere i primi soldi della cassa a luglio. Ad oggi, quasi fine settembre, non hanno ancora visto un euro. C’erano anche loro il 10 settembre al Tavolo sul Lavoro a Piazza San Giovanni a dire la loro rabbia. “Per spiegare qual [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13011" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/09/21/tavolo-lavoro-aiazzone-320-giorni-senza-paga/aiazzone_01/" rel="attachment wp-att-13011"><img class="size-full wp-image-13011 " src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2011/09/Aiazzone_01.jpg" alt="Aiazzone" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I lavoratori Aiazzone sono senza soldi da 320 giorni</p></div>
<p>Ad inizio <a title="I furbetti del comodino" href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/02/aiazzone-i-furbetti-del-comodino/"><strong>giugno</strong></a> scrivevamo che i lavoratori, senza stipendio da 7 mesi, speravano di ricevere i primi soldi della cassa a luglio. Ad oggi, quasi fine settembre, non hanno ancora visto un euro. C’erano anche loro il 10 settembre al <strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/09/18/un-asinara-revolution-e-possibile/" target="_blank">Tavolo sul Lavoro</a></strong> a Piazza San Giovanni a dire la loro rabbia.</p>
<p>“Per spiegare qual è oggi la situazione basterebbe una sola parola ‘pietosa’, basti pensare che siamo da <strong>320 giorni senza un becco di un euro</strong>. Molti colleghi sono stati protestati o risultano cattivi pagatori con le finanziarie, non sanno come far fronte alle spese scolastiche dei figli, mortificati per non poter adempiere al loro compito di genitori, ma la cosa più brutta e che non sanno cosa mettere a tavola a pranzo e a cena.”<span id="more-13006"></span></p>
<p>Questo lo sfogo di Carmine, uno dei lavoratori di Aiazzone-Emmelunga, alla domanda qual è oggi la loro situazione. Come dire che ormai i dettagli sui <strong>procedimenti di fallimento</strong>, le procedure di cassa, le trattative di vendita, è inutile raccontarli, sono tutti uguali per tutte le vertenze: lentezze ministeriali da una parte, imprenditori spregiudicati dall’altra e in mezzo migliaia di posti di lavoro che se ne vanno e famiglie che si trovano di colpo sotto la soglia di povertà.</p>
<p>Proviamo comunque a fare un riassunto della situazione. Diciamo subito che l’ultimo stipendio ricevuto dai lavoratori è quello di ottobre 2010 e <strong>la cassa non è ancora partita</strong>. I curatori fallimentari per avviare la Cigs hanno aspettato che fallissero tutte le società in capo ad Aiazzone ed Emmelunga. Poi si è aggiunto un conflitto tra i vari curatori, siamo difatti davanti a diversi fallimenti (Holding dell’Arredo, B&amp;S, Panmedia) in diversi Tribunali (Roma e Torino), conflitto che fa slittare a marzo 2011 l’attivazione della procedura di Cigs.</p>
<p>Quindi ci si è messo il Ministero del Lavoro che ha preso quasi due mesi per deliberare la Cigs e che solo alla fine si è accorto che <strong>non conosceva il numero esatto dei dipendenti</strong> (!), bloccando di conseguenza la procedura. Quando poi avevano i numeri, sono riusciti a sbagliare la data di inizio cassa, quindi il decreto andava rettificato, ma essendo arrivati ad agosto … si è dovuto aspettare che tutti i personaggi necessari rientrassero dalle ferie.</p>
<p>Lo so, sembra un film di Totò e Peppino, invece è la triste realtà!</p>
<p>Nel frattempo i lavoratori non sono mobilitati ed hanno iniziato ad inviare a cascata <a title="Una mail per Aiazzone" href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/14/una-mail-per-aiazzone/#more-11492"><strong>mail</strong></a> al ministero, ai curatori, alla stampa, ma inutile dire che nessuno si è disturbato di seguire la vicenda.</p>
<p>Alla fine comunque il 7 settembre questo benedetto decreto Cigs viene emesso. Tutto bene? Affatto! Nel leggerlo <strong>Carmine si accorge di un ennesimo errore</strong> (ma deve accorgersene un lavoratore!?), questa volta è la data di scadenza della cassa ad essere sbagliata. Evidentemente nessuno dei firmatari si è preso la briga di leggere con attenzione il decreto  “tanto sappiamo bene che il problema è sempre di chi ce l’ha”, dice Carmine che segnala l’errore alla coordinatrice sindacale nazionale.</p>
<p>Ora pare che martedì 20 settembre il decreto venga riemesso, ce lo auguriamo proprio! Anche se non è la cassa integrazione la soluzione, ma il ritorno al lavoro che insieme ai soldi di restituisce la dignità.</p>
<p><strong><em>Cadigia Perini</em></strong><br />
<em>(21 settembre 2011)</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;"><strong><em><span style="color: #000000;">Iscriviti alla pagina Facebook <a href="http://www.facebook.com/asinararevolution" target="_blank">Asinara Revolution</a> e lasciaci un messaggio!</span></em></strong></span></span><br />
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<p><em><strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/09/02/lisola-ai-macchianera-blog-awards-votazione-finale/" target="_blank">Vota il nostro blog per i Macchianera Blog Awards 2011</a></strong></em></p>
<p><em><strong><em><strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/09/18/un-asinara-revolution-e-possibile/" target="_blank">Una ‘Asinara Revolution’ è possibile</a></strong></em></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/08/24/asinara-revolution-il-romanzo/" target="_blank">La “revolution” de L’isola dei cassintegrati è in libreria</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/09/20/lisola-dei-cassintegrati-su-presadiretta/" target="_blank">PresaDiretta: L’isola dei cassintegrati in meno di due minuti</a></strong></em></p>
<p><em>Finalmente in libreria (anche online) il nostro romanzo autobiografico: <strong><a href="http://www.bol.it/libri/Asinara-Revolution/Michele-Azzu-Marco-Nurra/ea978884526787/" target="_blank">Asinara Revolution</a>.</strong> Manifesto e testimonianza in prima persona di un nuovo modo di fare protesta.</em></p>
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		<title>Una mail per AIAZZONE</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Azzu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aiazzone]]></category>
		<category><![CDATA[emmelunga]]></category>
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		<category><![CDATA[L'isola dei cassintegrati]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Azzu]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dello Sviluppo Economico]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scandalo Aiazzone, prima ancora dei clienti truffati a migliaia, coinvolge 850 lavoratori, 6 mesi senza stipendio e ora senza lavoro. &#8220;Non possiamo fare nulla &#8211; ci dice Carmine Improta dal punto vendita di Mariglianella (NA) &#8211; nemmeno occupare perchè i curatori fallimentari hanno staccato acqua e luce&#8221;. I lavoratori, allora, hanno pensato di inviare email [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11493" title="email-marketing-2008" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2011/06/email-marketing-2008.jpg" alt="" width="189" height="189" /><em>Lo scandalo Aiazzone, prima ancora dei clienti truffati a migliaia, coinvolge <strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/02/aiazzone-i-furbetti-del-comodino/">850 lavoratori</a></strong>, 6 mesi senza stipendio e ora senza lavoro. &#8220;Non possiamo fare nulla &#8211; ci dice Carmine Improta dal punto vendita di Mariglianella (NA) &#8211; nemmeno occupare perchè i curatori fallimentari hanno staccato acqua e luce&#8221;. I lavoratori, allora, hanno pensato di inviare email a cascata, a ministero e curatori. Aiutiamoli! Sotto il testo da inviare, in fondo gli indirizzi email.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Egregi signori,<br />
anzitutto ci preme sottolineare il fatto che l&#8217;unione delle suddette sociètà &#8211; Holding Arredo Spa, Emmeuno, Emmedue, Emmecinque, B&amp;S, Panmedia &#8211; che hanno i nomi sopraffiancati ai vostri, che allo stato attuale risultano fallite, e che vi trovate in questo momento a dover gestire con ruoli diversi, costituisce da sempre il <strong>complesso di una tanto si vasta Azienda conosciuta ai più con i nomi di AIAZZONE ed EMMELUNGA.</strong> Un concentrato fatto di oltre 40 negozi,tre sedi sociali amministrative e legali e di diverse logistiche dislocato su quasi tutto il territorio italiano ad eccezione di sole 5 regioni (Sardegna, Val d&#8217;Aosta, Marche, Molise, Basilicata) dove non ci sono state aperture di showroom di questo brand, e che nell&#8217;immediato remoto passato è stato capace di balzare alla ribalta con fatturati da capogiro, grazie alla nostra abilità, la nostra conoscenza del lavoro e la sagacia di noi tutti che costituiamo la forza lavoro. <span id="more-11492"></span></p>
<p>E&#8217; proprio partendo dal presupposto dell&#8217;amalgama in AIAZZONE/EMMMELUNGA di tutte queste società  e soprattutto della gravissima ed ormai insostenibile situazione che è al limite del collasso in cui versiamo noi tutti 850 lavoratori (di cui ben 700 circa ancora a libro paga, sotto contratto) che si vuole volgere in queste righe l&#8217;ennesimo appello che fa eco e si associa a tutti gli altri innumerevoli che vi sono sono giunti in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si denuncia la scarsa attenzione dimostrata nel volere affrontare davvero la questione lavoratori oltreché la mancanza di univocità di intenti e si sollecita interventi chiari e risolutivi volti davvero a portare a termine ed in tempi brevi la questione che ormai si porta avanti da troppo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vorremmo che al danno della dignità ci sia anche la beffa di vedersi ancora una volta costretti in un tunnel di cui mai vedremo l&#8217;uscita. Noi <strong>siamo quelli che hanno scritto la storia di questa Azienda, l&#8217;abbiamo vista nascere</strong> e l&#8217;abbiamo fatta crescere fino a portarla ad occupare una posizione di privilegio nel mercato del mobile. Era un progetto che ci stava a cuore. Ed è proprio grazie a questo che tra le mani avete un potenziale non indifferente e avete trovato ancora un margine di utile che vi consente di vendere.</p>
<p>Da settimane e soprattutto ancorché in questi giorni assistiamo invece solo ad un rimpallo di responsabilità senza che mai se ne venga davvero a capo. Siamo una palla al piede di cui a nessuno importa. Non è più tempo di rinvii purtroppo, la questione va affrontata, presa di petto e risolta assumendosene le responsabilità. Nel più breve tempo possibile, questo è chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sino ad allora <strong>continueremo a rivolgerci ad organi di stampa, trasmissioni televisive, ed istituzioni pubbliche per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica il più possibile,</strong> in modo che si potrà comprendere che non solo i 13.000 clienti truffati che saranno accontenatati e risarciti, ma anche e soprattutto noi tutti, il personale dell&#8217;azienda da sempre onesto e diligente, vittima di altrettanto e più grosso raggiro, che ci ha ridotto sul lastrico.</p>
<p style="text-align: justify;">Cordialmente, le 850 famiglie dei lavoratori Aiazzone ed Emmelunga</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Oggetto dell&#8217;email: &#8220;lavoratori AIAZZONE&#8221;</strong>, di seguito gli indirizzi email a cui inviare, da copiare tutte assieme come sono scritti (a separare gli indirizzi bastano le virgole inserite):</em></p>
<p style="text-align: justify;">fallimentobesspa@libero.it, pagliero@studiocommercialisti.it, m.paramucchi@studiolegalescicchitano.it, segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it, drl-Campania@lavoro.gov.it, drl-Lazio@lavoro.gov.it, drl-Lombardia@lavoro.gov.it,</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AIAZZONE: I furbetti del comodino</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 10:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cadigia Perini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aiazzone]]></category>
		<category><![CDATA[Cadigia Perini]]></category>
		<category><![CDATA[carmine improta]]></category>
		<category><![CDATA[isoladeicassintegrati.com]]></category>
		<category><![CDATA[L'isola dei cassintegrati]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul fallimento Aiazzone si è parlato soprattutto delle decine di migliaia di clienti truffati, e troppo poco degli 850 lavoratori vessati e con mesi di stipendi non pagati. La vicenda parte da lontano ed è la solita storia di scatole cinesi e mala imprenditoria. &#8220;Nel punto vendita dove lavoravo, qui a Mariglianella (NA) non possiamo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11210" title="Aiazzone0" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2011/05/Aiazzone0.jpg" alt="La protesta dei lavoratori Aiazzone" width="260" height="260" />Sul fallimento Aiazzone si è parlato soprattutto delle decine di migliaia di clienti truffati, e troppo poco degli 850 lavoratori vessati e con mesi di stipendi non pagati. La vicenda parte da lontano ed è la solita storia di scatole cinesi e <em>mala imprenditoria</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel punto vendita dove lavoravo, qui a Mariglianella (NA) non possiamo nemmeno occupare, ci hanno<strong> tagliato acqua e luce apposta per impedircelo&#8221;</strong> ci racconta Carmine Improta. &#8220;Abbiamo iniziato a mandare molte email al ministero e ai curatori fallimentari, per smuovere le acque. Più di questo&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2008 il marchio con tutte le attività e negozi <strong>Aiazzone</strong> viene rilevato dalle famiglie di <strong>Renato Semeraro</strong> (da non confondere con il mobiliere Giovanni Semeraro) e <strong>Gianmauro Borsano</strong>, viene creata la B&amp;S Spa. A giugno 2009 B&amp;S acquisisce anche la catena <strong>Emmelunga</strong>, già in crisi. Fra gli azionisti di B&amp;S, la Mete Spa di Borsano titolare del marchio <em>Per Sempre </em>Arredamenti e Aiazzone Network Srl di <strong>Giampiero Palenzona</strong>, fratello maggiore del vicepresidente di Unicredit e presidente di AdR, Fabrizio.  Mica “soliti ignoti”, qui si tratta di persone ben note!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 la situazione esplode: non vengono pagati i fornitori (se non con cambiali e assegni a vuoto) e gli stipendi ai dipendenti che si mobilitano in tutta Italia anche per la mancata applicazione del contratto nazionale.  Eppure Aiazzone ed Emmelunga vendevano bene. Dove sono finiti i soldi?</p>
<p style="text-align: justify;">In una successiva inchiesta<span id="more-11205"></span> per <strong>evasione fiscale della Procura di Roma vengono fuori anche società del gruppo Aiazzone e vengono indagati Palenzona, Semeraro e Borsano</strong>, con i figli Margherita e Giovanni.  I soliti noti, appunto, ormai denominati “i furbetti del comodino”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’agosto 2010 gli 850 dipendenti e i 44 negozi che facevano capo a B&amp;S, Holding dell&#8217;Arredamento, Emmedue ed Emmecinque vengono ceduti alla torinese Panmedia, piccola società guidata da <strong>Giuseppe Gallo</strong>.   Accade però che anche Panmedia continua &#8211; sorpresa &#8211; a non pagare nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Si arriva così al 28 marzo 2011 quando gli “imprenditori” Renato Semeraro, Giovanni Borsano e Giuseppe Gallo vengono arrestati per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e riciclaggio.  E subito dopo il tribunale di Torino dispone il fallimento di Panmedia. Un tracollo che si porta dietro, oltre alle migliaia di clienti truffati, le vite di centinaia di famiglie rimaste senza reddito e con stipendi non pagati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Cadigia Perini</em></strong><br />
<em>(2 giugno 2011)</em></p>
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