L’isola dei cassintegrati in collaborazione con L’Espresso (Leggi il reportage completo) pubblica la registrazione della telefonata tra l’operaio iscritto alla Fiom Marco Forgione e il caporeparto dello stabilimento Fiat di Melfi Gaetano Perrini, che ammette come lo spostamento di alcuni lavoratori sia dovuto alla loro iscrizione alla sigla sindacale. Ascoltatela bene, perché questo è il mondo del lavoro in Italia!
La trascrizione integrale:
Gaetano Perrini: «Io vi faccio vedere, vi indico quello che mi hanno detto. Voi, dal momento in cui io vi lascerò, o vi addestrerò fate le vostre… i vostri passi, le vostre richieste, le vostre denunce, cioè… io… sono una persona che ha le mani legate, da questo punto di vista».
Marco Forgione: «Però comunque non ti va bene quando facciamo le denunce perché poi dice, eh, vabbè…».
Gaetano Perrini«Ho capito, perché io sono il vostro preposto… come state…».
Marco Forgione: «Non è che è una questione personale».
Gaetano Perrini: «Ho capito, ma come è stata lei onesta, a dire? Perrini in fondo in fondo, sì è vero è il mio preposto, ma che cazzo c’entra Perrini…’».
Marco Forgione: «Ma pure io lo so che tu non c’entri niente, però tu mi hai collocato».
Gaetano Perrini: «Chi va a fare la denuncia a (incomprenibile), a chi cacchio lo ha deciso questo… ».
Marco Forgione: «E io che ne so…».
Gaetano Perrini: «…perché io ho ricevuto una mail…».















Al minuto 13.00 del video sotto, sul palco di TUTTI IN PIEDI il discorso di Maurizio Landini, segretario Fiom, di cui si festeggiano i 110 anni. Parole dure, di chi ha lavorato davvero: “Quando ero ragazzo ci chiedevano di lavorare al gelo”. Le persone si rompono, dice. Faremo causa a Marchionne, e lo fermeremo. Questo è un sindacato vero. W LA FIOM!