Archive for the ‘Fiat’ Category

FIAT: “Siete stati puniti perché iscritti alla FIOM”

martedì, febbraio 21st, 2012

L’isola dei cassintegrati in collaborazione con L’Espresso (Leggi il reportage completo) pubblica la registrazione della telefonata tra l’operaio iscritto alla Fiom Marco Forgione e il caporeparto dello stabilimento Fiat di Melfi Gaetano Perrini, che ammette come lo spostamento di alcuni lavoratori sia dovuto alla loro iscrizione alla sigla sindacale. Ascoltatela bene, perché questo è il mondo del lavoro in Italia!

La trascrizione integrale:

Gaetano Perrini: «Io vi faccio vedere, vi indico quello che mi hanno detto. Voi, dal momento in cui io vi lascerò, o vi addestrerò fate le vostre… i vostri passi, le vostre richieste, le vostre denunce, cioè… io… sono una persona che ha le mani legate, da questo punto di vista».

Marco Forgione: «Però comunque non ti va bene quando facciamo le denunce perché poi dice, eh, vabbè…».

Gaetano Perrini«Ho capito, perché io sono il vostro preposto… come state…».

Marco Forgione: «Non è che è una questione personale».

Gaetano Perrini: «Ho capito, ma come è stata lei onesta, a dire? Perrini in fondo in fondo, sì è vero è il mio preposto, ma che cazzo c’entra Perrini…’».

Marco Forgione: «Ma pure io lo so che tu non c’entri niente, però tu mi hai collocato».

Gaetano Perrini: «Chi va a fare la denuncia a (incomprenibile), a chi cacchio lo ha deciso questo… ».

Marco Forgione: «E io che ne so…».

Gaetano Perrini: «…perché io ho ricevuto una mail…».

(continua…)

FIAT. Cara Emma, arrivederci e grazie

mercoledì, ottobre 5th, 2011

...vogliamo ricordarli così...

“Cara Emma, arrivederci e grazie”. Si potrebbe sintetizzare così la lettera con la quale Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, annuncia ad Emma Marcegaglia, presidente degli industriali italiani, l’uscita della Fiat da Confindustria a partire dal prossimo primo gennaio.

Marchionne, che già a giugno aveva ipotizzato l’abbandono di Confindustria “in assenza di ulteriori passi sull’esigibilità” in seguito all’accordo siglato da Cgil, Cisl e Uil con la stessa Confindustria, sottolineava la “necessità di disporre di regole che garantiscano certezze”. Le certezze delle quali Marchionne sentiva un così forte bisogno sono puntualmente arrivate grazie all’articolo 8 della manovra di bilancio del Governo che stabilisce la derogabilità dei contratti collettivi nazionali in favore di “contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale”.

L’istituzionalizzazione del ricatto ai lavoratori si è realizzata in tutta la sua meschinità e Marchionne, che in tempi non sospetti aveva dichiarato “senza Italia faremo meglio”, doveva essere rimasto contento del provvedimento. Il povero Sergio non deve preoccuparsi: se il Governo continuerà in questa direzione dell’Italia non rimarrà nemmeno il ricordo, anche grazie all’articolo 8 che riporta indietro il diritto del lavoro di più di mezzo secolo. (continua…)

video TUTTI IN PIEDI: Le persone si rompono

sabato, giugno 18th, 2011

Al minuto 13.00 del video sotto, sul palco di TUTTI IN PIEDI il discorso di Maurizio Landini, segretario Fiom, di cui si festeggiano i 110 anni. Parole dure, di chi ha lavorato davvero: “Quando ero ragazzo ci chiedevano di lavorare al gelo”. Le persone si rompono, dice. Faremo causa a Marchionne, e lo fermeremo. Questo è un sindacato vero. W LA FIOM!

FIAT MELFI: Prove false al processo

lunedì, maggio 30th, 2011

Il processo di Potenza

Mentre Marchionne dichiara che FIAT controllerà il 51% di Chrysler entro il 2011 e tutti aspettano di capire che ruolo giocheranno le fabbriche italiane in questo equilibrio, prosegue a Potenza il processo che vede contrapposte Fiat e Fiom per il reintegro dei tre operai dello stabilimento di Melfi, licenziati causa sciopero, poi costretti da una sentenza ad essere reintegrati al lavoro, dove vengono isolati.

Che la Fiat avesse deciso di prendersela con gli operai per far rinunciare la Fiom alla battaglia per il contratto nazionale era chiaro già da quando, in tempi non sospetti,  Marchionne dichiarava: “Niente firma, niente investimento” per lo stabilimento di Mirafiori.  Dall’inizio di questa brutta vicenda, nel luglio dell’anno scorso, i tre operai di Melfi, ai quali viene impedito di lavorare nonostante si rechino in fabbrica, hanno presentato in tribunale le prove della loro innocenza.

Nell’udienza della settimana scorsa, FIAT aveva presentato una foto come prova della colpevolezza dei tre operai. La prova era però risultata inutile dal momento che il luogo rappresentato non corrispondeva a quello nel quale si erano svolti i fatti. Giovanni Barozzino in aula aveva smentito la Fiat e indicato il luogo esatto dell’accaduto, nel quale erano disegnate per terra delle strisce gialle. Il giudice aveva ordinato un sopraluogo previsto per il prossimo sette giugno.

A partire dall’SMS di minacce ricevuto da Giovanni Barozzino poche settimane prima del licenziamento, fino ai tabulati telefonici che dimostrano che (continua…)