La settimana scorsa si è svolta, al tribunale di Potenza, l’udienza che vede la Fiat contrapposta a Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai di Melfi licenziati da Fiat in seguito ad uno sciopero e reintegrati dal giudice del lavoro.
Il processo è stato aggiornato a martedì prossimo e la Fiat, che sostiene le responsabilità degli operai nel blocco delle linee di produzione, ha presentato come prova una fotografia del luogo nel quale si sarebbero svolti i fatti contestati. “Notavo che in quella foto c’era qualcosa che non andava, era un altro corridoio” ci ha detto Giovanni Barozzino “abbiamo portato le prove che il luogo non era quello”.
La Fiat vuole dimostrare che alle 2.20 gli operai erano davanti ai carrelli ma dalle prove si capisce chiaramente che i tre non si trovavano sul posto. Dai tabulati telefonici risulta infatti che gli operai si telefonarono quella notte alle 2,24. “Io mi trovavo a più di 200 metri dai carrelli e sono arrivato sul posto alle (continua…)
















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