Archive for the ‘Fincantieri’ Category

Fincantieri, occupano l’aeroporto di Genova

giovedì, gennaio 5th, 2012

E al cancello Fincantieri di Sestri Ponente spunta il simbolo dell'Isola dei cassintegrati

Ieri, martedì 4 gennaio, gli operai Fincantieri di Sestri Ponente hanno occupato per tutta la mattinata l’aeroporto di genova, per forzare l’azienda a dire che vorrà fare dello stabilimento ligure, e per ottenere un tavolo di trattative dal ministero dello sviluppo economico. La decisione di Fincantieri di licenziare 2500 dipendenti e di chiudere gli stabilimenti di Genova e Castellamare di Stabia (Napoli) aveva scatenato lo scorso Giugno pesanti scontri di piazza. “Qui a Sestri Ponente – racconta Pino Baglio, operaio di 35 anni – siamo in presidio ai cancelli del cantiere. Abbiamo deciso di invitare qui i genovesi, a passare con noi il capodanno“.

Dopo i disordini estivi il governo aveva annunciato lo spostamento di 830 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti per (continua…)

Fincantieri vuole chiudere… e Passera?

mercoledì, dicembre 14th, 2011

Fincantieri Sestri Ponente

Fincantieri Sestri Ponente

Fincantieri dettaglia gli esuberi cantiere per cantiere, ma le caselle di Sestri e Castellamare le ha lasciate in bianco… Non ha avuto il coraggio di scrivere un numero che corrisponde a tutti gli occupati? O si aspetta che sia il Ministero dello Sviluppo Economico a riempire quelle caselle?

C’è poco da fare, Fincantieri ha deciso di chiudere i due cantieri navali storici di Sestri Ponente (Genova) e Castellamare di Stabia (Napoli) e nulla li ferma, ma i lavoratori non ci stanno.

A giugno scorso la dirigenza aveva presentato un piano di tagli che sanciva la fine dei due cantieri e il licenziamento di 2500 persone. L’annuncio provocò un’immediata reazione di tutti i lavoratori, a Sestri e Castellamare vi furono scontri drammatici, perché la notizia fu un vero shock per questi lavoratori, ma anche per l’intero paese.

Ricordiamo che Fincantieri è un pezzo di Italia, non solo perché attraverso Fintecna appartiene per il 30% al Ministero dell’Economia, ma anche perché la costruzione navale è un fiore all’occhiello del Made in Italy. Per queste ragioni e perché i lavoratori reagirono subito e con forza, il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’allora Paul Romani, non poté non intervenire e il piano venne ritirato.

Ma si sa che l’imprenditore perde il piano ma non il vizio, di riprovarci.  «Il piano di giugno – dice Pino Baglio, lavoratore di Sestri – è stato ritirato solo sulla carta, perché di fatto (continua…)

Fincantieri, fabbrica occupata. Parlano gli operai

mercoledì, ottobre 12th, 2011

I lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente (Genova) si aspettavano una semplice cosa dall’incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico: lavoro. Purtroppo, dai primi messaggi arrivati dalla delegazione scesa a Roma, si capisce che l’incontro è stato il solito film stravisto di promesse e rinvii (al 9 novembre). Immediatamente esplode la rabbia dei 400 lavoratori, preoccupati per l’avvicinarsi della chiusura del cantiere in primavera. Ed immediata la decisione di riversarsi in strada per bloccare la sede Fincantieri occupando il cantiere.

I loro striscioni raccontano: “Duecento anni di storia cancellati da questo governo”. “Fincantieri specchio d’Italia. Grazie Governo”, o ancora “La nostra fine cancella Genova”. Dopo il ritiro del piano industriale - che prevedeva il licenziamento di 2.500 lavoratori – ci si aspettava un nuovo piano industriale, invece l’azienda ha presentato ipotesi e possibilità. Così a Genova scendono in strada dove si appiccano dei piccoli roghi, ma i lavoratori sono solo la miccia. Il detonatore è il governo.

Il Ministero dell’Economia è l’azionista di maggioranza Fincantieri, eppure è incapace di guidare la dirigenza verso il superamento della crisi del settore, ci dice Bruno Manganaro della Fiom dal pullman che da Roma lo riporta a Sestri Ponente. «In Fincantieri si è sempre fatta la redistribuzione del lavoro – continua Bruno – è una pratica storica la costruzione dei vari pezzi delle navi può essere fatta in cantieri diversi, per equilibrare i carichi di lavoro. Certo costa un po’ di più, ma perché la crisi la devono pagare sempre i lavoratori?».

Non dovrebbe convenire ad uno Stato mettere dei soldi per produrre dei beni, piuttosto che buttarli in ammortizzatori sociali che nulla producono se non degrado sociale? Non conviene ad uno Stato avere uomini fieri di lavorare in (continua…)

video TUTTI IN PIEDI: Benigni, Fincantieri, le operaie

sabato, giugno 18th, 2011

Un appassionato intervento di Roberto Benigni dal palco di TUTTI IN PIEDI, il proseguo post-Rai di Annozero in concomitanza con la festa dei 100 anni della Fiom da una Bologna gremita. “Amate il vostro lavorooh!”, dice Benigni. A seguire le parole dell’operaio Fincantieri.