Archive for the ‘Jabil ex-Nokia’ Category

I lavoratori Jabil occupano il Comune

martedì, febbraio 14th, 2012

Ci scrive Anna Lisa Minutillo, che da oltre otto mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda a tutela del posto di lavoro. Stiamo parlando della Jabil che quattro anni fa ha rilevato i lavoratori da Nokia.

I lavoratori Jabil occupano il Comune di Cassina Dé Pecchi (Milano)

Stamani alle 9,00 ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di interrompere questi mesi di silenzio da parte del sindaco di Cassina Dè Pecchi, facendogli una visitina in Comune (avendo saputo che era in sede).

Abbiamo ottenuto la disponibilità da parte del sindaco ad essere presente nei nostri incontri in Regione (confidiamo che sia davvero sincero), la destinazione d’uso del terreno a quanto dice rimane industriale e abbiamo saputo che il sindaco all’incirca un mese e mezzo fa chiese un incontro al Ministro riguardo alla nostra situazione ma nn c’è ancora stata nessuna risposta (abbiamo potuto vedere con i nostri occhi la lettera che ha inviato). Manifestazioni violente non ce ne sono state (ovviamente), però erano presenti 3 vigili, 5 carabinieri e 2 agenti della Digos… Che dite, erano abbastanza? (continua…)

Jabil, lettera dalla fabbrica “Riaccendiamo i macchinari”

martedì, gennaio 17th, 2012

Su L’isola dei cassintegrati la terza lettera-testimonianza di Anna Lisa Minutillo, che da oltre 5 mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli della Jabil di Milano. Da quando hanno ricevuto i licenziamenti (14 dicembre) gli operai hanno occupato la fabbrica, e pochi giorni fa hanno deciso di rimettere in moto i macchinari convinti di trovare da soli un compratore. Per chi volesse aiutarli con donazioni, la loro pagina facebook

Dal presidio Jabil, Cassina Dé Pecchi, Milano

Anche se il gelo imbianca tutto, qui a Milano, non riuscirà a far breccia nella nostra volontà, che, scaldata dal calore della solidarietà ricevuta in questi mesi, ci spinge a continuare la nostra lotta. In questi giorni abbiamo avuto conferma di quanto siamo motivati nel proseguire la battaglia e stiamo reagendo all’abbandono delle istituzioni che ci chiedono di fare scarifici, ma che alla fine abbandonano chi cerca di mantenere intatta la sua dignità e il suo lavoro.

Non vogliamo arrenderci a questa mattanza che indisturbata sta mettendo in ginocchio la parte buona dell’Italia, la forza lavoro. Ci svegliamo quando c’è ancora buio, oppure non chiudiamo occhio quando trascorriamo le notti in fabbrica, cerchiamo di mantenere pulito ed ordinato il presidio che ci siamo costruiti, ci prepariamo i pasti con la buona volontà di chi tutti i giorni ci aiuta, teniamo in ordine l’azienda preoccupandoci di mantenere decoro, integrità e manutenzione delle linee produttive. (continua…)

Lavoratori Jabil: “Cari colleghi, il futuro è nostro!”

venerdì, dicembre 30th, 2011

Su L’isola dei cassintegrati la seconda lettera-testimonianza di Anna Lisa Minutillo, che da oltre 5 mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda a tutela del posto di lavoro. Stiamo parlando della Jabil che quattro anni fa ha rilevato i lavoratori da Nokia (il mandante di questa situazione scomoda e pesante). 

Forse sono io ad avere una visione differente della vita e del lavoro, delle relazioni interpersonali, dell’educazione e del rispetto. Forse di illusi ne sono rimasti anche pochi e forse fa meglio chi non ci crede più. Forse per qualcuno la vita e il rispetto per le persone sono solo parole vuote e prive di valore. Forse qualche soldo in più fa sentire ricco chi basa la propria esistenza sul denaro, non saprei. Forse ci si dimentica che chi circonda di attenzioni esseri che credono di avere in mano lo scettro del potere alla fine sono solo delle “povere persone”, poiché non hanno ancora compreso che i sentimenti non si comprano.

Ma forse è anche vero che questo Paese non ha bisogno di personaggi così e che noi con la nostra determinazione e con la trasparenza dei nostri ideali, se vogliamo e se restiamo uniti, possiamo far cambiare lo stato delle cose. Non riesco personalmente a comprendere come si possa continuare ad essere fieri dopo aver reso incubi i sogni di chi nel proprio lavoro ci credeva e pensava di poter semplicemente continuare a vivere onestamente. Non riesco a capire come si possa essere fieri delle lacrime stampate sui volti di persone che hanno sempre lavorato e che da sole se ne sono tornate a casa. Per il loro ultimo giorno di lavoro, senza nemmeno aver avuto la possibilità di salutare i colleghi, ritrovandosi a fissare per l’ultima volta gli interni dell’azienda dove hanno sempre prestato servizio quasi a non volerne dimenticare mai i contorni, quasi come se fosse stato tutto e solo un lungo sogno.

Non riesco a capire se e quanto valga questa spocchia arrogante nei confronti di chi con la parola “LAVORO” non si è solo riempito la bocca ma ha fatto andare sempre le mani, i pensieri, la competenza, la voglia di portare il suo contributo e non di essere appiattito e condannato al silenzio.  (continua…)

Anna Lisa e il suo Natale in presidio alla Jabil ex-Nokia

sabato, dicembre 3rd, 2011

Pubblichiamo la lettera-testimonianza di Anna Lisa Minutillo, che da oltre 5 mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda a tutela del posto di lavoro. Stiamo parlando della Jabil che quattro anni fa ha rilevato i lavoratori da Nokia (il mandante di questa situazione scomoda e pesante). 

Lavoratori Jabil ex-Nokia

Non abbiamo intenzione di arrenderci a questa mattanza che ogni giorno vede una nuova azienda chiudere, qualcuno si trincera dietro la crisi, ma per noi questo discorso non è valido. Noi il lavoro lo avremmo ma non c’è volontà di investire in Italia e si vuole speculare all’estero dove si pagano meno i lavoratori a scapito delle competenze e delle nostre professionalità. Questa situazione rigurada 325 famiglie oltre all’indotto che ruota intorno alla nostra azienda.

Mi chiamo Anna Lisa, ho 45 anni, e lavoro in questa azienda da 26 anni. L’ho vista crescere ed evolversi, l’ho vista mutare e progredire, l’ho vista diventare un’eccellenza nel settore delle telecomunicazioni e purtroppo la sto vedendo chiudere. Con la sua chiusura si decretano anche la fine dei miei sogni e l’inizio di una sopravvivenza precaria, incerta, deludente.

Non era ciò che avevo messo in conto per il mio futuro, non era quello che speravo di ottenere svolgendo sempre lealmente e puntualmente il mio compito, dedicandomi al mio lavoro con passione ed interesse in quanto (continua…)