Archive for the ‘Precari scuola’ Category

EURISTEO, il precario che voleva sposare la Carfagna

giovedì, luglio 21st, 2011

Euristeo Precario

Il pequeño Brunetta non è l’unico ministro ad aver “lanciato il bouquet” quest’estate. Anche Mara Carfagna ha detto il fatidico sì, mandando in frantumi i sogni di Euristeo, precario calabrese conosciuto in Rete per la sua pagina Facebook: Euristeo Precario… sposerò la Carfagna!. Il suo non è certo un amore platonico, ma l’orginale forma di protesta contro i tagli all’istruzione decisi dal ministro Gelmini.

Dopo aver sentito Silvio Berlusconi consigliare ad una giovane precaria di sposare “un uomo ricco come mio figlio”, Euristeo prese la decisione: “Sarò sincero, Piersilvio Berlusconi non è proprio il mio tipo, ma se questa è l’unica proposta del Governo per risolvere il problema del precariato…  allora io sposerò la Carfagna!”

Una maniera di manifestare ironica, provocatoria, ma soprattutto originale. Dopo aver parlato con lui via Skype abbiamo scoperto che questa è solo una delle tante protesta “non convenzionali” che ha messo in piedi negli ultimi anni. Dal vivere in una tenda da campeggio per strada, fino a candidarsi come “nuovo boss di Rossano”, questa è la storia di Euristeo Ceraolo:

Euristeo da quanti anni lavori nella scuola pubblica?
Sono precario da 10 anni… ma sto cercando di smettere!  -dice sarcastico- Ho iniziato nel 2001 con una supplenza di 15 giorni e dopo qualche sbalzo ho potuto lavorare per molto tempo con dei contratti a rinnovo annuale, senza nessuna sicurezza sul futuro. Sia chiaro che la mia non è una situazione isolata o anomala, si può dire anzi che nella scuola pubblica italiana questa è la prassi, purtroppo. L’istruzione nel nostro paese va avanti così. (continua…)

PRECARI al matrimonio di Brunetta, un’idea per l’estate

venerdì, luglio 8th, 2011

Nelle ultime settimane il ministro Brunetta (rinunciò al Nobel per il bene dell’Italia) se n’è dovuto inventare una più del diavolo per comparire sui giornali. Tra nani e ballerine, mentre si scopre che nessuno nel Pdl paga l’affitto, lui ha fatto notizia.

Prima lo show con la precaria: “Siete l’Italia peggiore!”. Poi il teatrino col ministro Tremonti, che gli dà del cretino davanti a tutti. Ora la lista nozze del ministro, della lieta cerimonia che si celebrerà questa domenica. Una lista (continua…)

Il nostro tempo è adesso

giovedì, aprile 7th, 2011

www.ilnostrotempoeadesso.it/

Con il termine precariato si intende, generalmente, la condizione di quelle persone che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa che rileva contemporaneamente due fattori di insicurezza:

1. mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro;

2. mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

È la definizione che ho trovato su Wikipedia. Il vocabolario della mia generazione che vive su internet la metà delle sue giornate.

Per continuare a descrivervi questa parola dovrei passare in rassegna altri elementi che la influenzano. Per esempio le forme in cui si manifesta: lavoro nero, contratti a termine, contratti interinali. Oppure, dovrei parlarvi delle cose che mancano: assenza in certi casi di Tfr, dell’adeguato compenso, della presenza o meno della copertura assicurativa (continua…)

Gisa Dessì, insegnante di trincea

lunedì, aprile 4th, 2011

“In Italia l’uomo comanda”. “No, in Italia l’uomo fa quel cazzo che vuole. È diverso” (Amici miei atto II). Voglio iniziare questa intervista a Gisa Dessì, una donna precaria ma soprattutto un’insegnante, citando Mario Monicelli, perché credo che l’unico antidoto al machismo sia proprio l’istruzione scolastica, e visto che la maggior parte dei docenti è donna, alle donne l’ardua sfida…

Gisa Dessì

Cara Gisa, secondo te colpire la scuola pubblica significa colpire il lavoro femminile?
Se si pensa alla percentuale della presenza femminile nelle scuole la risposta è si. Ma l’obiettivo dei tagli non è questo. Lo scopo è indebolire la scuola come istituzione, e da insegnante donna preferisco che l’attenzione rimanga su questo aspetto. Sicuramente ne risente il mondo lavorativo femminile, sopratutto perché molte insegnanti sono anche madri e mogli. Ora diventa quasi impossibile conciliare lavoro, casa, famiglia a causa della permanenza a scuola tra riunioni e lezioni.

Il corpo come merce di scambio ha origine da un’educazione maschilista e affarista, come insegnante e come donna non reputi che la colpa sia anche delle donne che a casa come madri e a scuola come docenti non sono riuscite a imporre modelli diversi?
Spesso mi ritrovo ad affrontare questi argomenti in classe: quello che maggiormente mi spaventa, considerata la giovanissima età delle mie alunne, è che si sta diffondendo sempre di più l’idea di una comunicazione fatta attraverso la fisicità, la provocazione. A 13 anni alcune si sentono già donne e utilizzano più o meno consapevolmente il loro corpo per provocare, e si compiacciono di questo. In alcuni casi incontriamo madri attente e preoccupate che ci chiedono aiuto perché si rendono conto di non poter far nulla contro dei falsi miti che arrivano nelle loro case direttamente dalla televisione, in altri casi ci scontriamo, senza successo, con una cultura superficiale e maschilista i cui modelli sono rappresentati direttamente dai genitori: in questo caso siamo noi ad avere le mani legate. (continua…)