
Sabato 16 luglio, a Milano
Milano, sabato 16 luglio 2011: i cassaintegrati ex Rockwool di Iglesias, saliranno sul tram numero 7 e, in equilibrio su un solo piede, racconteranno ai passeggeri la loro storia. Così per tutto il giorno. Un giorno di lotta, d’incontro… Una pagina di diario, un giorno di storia. L’isola dei cassintegrati da ancora una volta voce alla lotta degli ex lavoratori della Rockwool e vi invita a seguire la performance di protesta organizzata dalla GiuseppeFrau Gallery con i cassintegrati sardi.
“La storia dei lavoratori della ex Rockwool di Iglesias (CI, Sardegna del Sud-Ovest) è una storia ricca anche se parla di povertà, è un odissea dei singoli uomini, è l’ultimo capitolo del diario della storia dell’uomo-operaio. Racconta un Odisseo in equilibrio precario tra l’essere ed il non essere, tra il lavoro ed il non lavoro, tra l’essere escluso o l’essere protagonista; non ci sono vie di mezzo però.
In un equilibrio precario non si può restare fermi, altrimenti si cade. Non ha scelto lui questa forma di equilibrio, l’ha scelta chi ha chiuso la fabbrica, l’ha scelta chi ha creato una società dove prevalgono gli interessi finanziari e della grande economia sul lavoro e sul destino dell’uomo legato ad esso. Come in guerra, le grandi strategie sfruttano le energie dell’odio e dell’amore, l’istinto di sopravvivenza e la ferocia innata dell’uomo. La guerra fatta di carne bruciata e di sangue non crea più terrore nei nostri paesi, se non quello dei costi economici che deve subire la collettività… si esce dall’Afghanistan non perché si ha vinto o si è perso, non per una questione di giustizia, ma per recuperare risorse per restaurare i ponti americani…
La lotta dei lavoratori è una guerra civile, dove si muore senza versare sangue, dove a morire è la dignità e dove l’unica speranza è un diritto da conquistare giorno dopo giorno attraverso la lotta. Trasformare la lotta da scontro ad incontro, da odissea personale a diario collettivo. Un Ulisse ( i lavoratori) che cercano di ritornare a Itaca (il lavoro), ma attraverso un viaggio che ha trasformato il sudore in simbolo e l’esperienza in diario (storia) di tutti noi. Un viaggio che cambia l’uomo, che cambia gli uomini, che cambia, i lavoratori, che cambia il lavoro. Penelope invece che una tela ricama una perfida ragnatela che ricatta le coscienze, ma che non può fare a meno di amare ed aspettare Ulisse/Odisseo, in quanto il lavoro ha bisogno dei lavoratori così come loro hanno bisogno di esso.
(continua…)















Essere artefici… è il concetto ripetuto più volte da Michele Santoro nel monologo d’apertura dell’ultima puntata di Annozero. È proprio strano come delle volte alcuni concetti saltino fuori in determinati periodi, e sembrino ricorrenti nei più svariati contesti delle nostre vite. Pare sia questo il filo conduttore dei pensieri che oggi e nei giorni scorsi abbiamo fatto sul nostro Rockbus occupato.