Archive for the ‘ThyssenKrupp’ Category

IL MONDO CHE VORREI, nasce il comitato delle stragi

lunedì, luglio 11th, 2011

Sono unite dal dolore, alla pretesa che venga fatta giustizia. Ma anche dalla speranza di riuscirci davvero, tutte assieme, in un futuro non troppo remoto. Le associazioni dei familiari delle vittime di tante tragedie italiane hanno deciso di fare un passo in avanti e di aggregarsi in un “comitato dei comitati”. Lo hanno fatto a Viareggio, il 29 giugno, in occasione del secondo anniversario dell’incidente del treno merci Trecate-Gricignano che in seguito alla fuoriuscita del gas da un carro cisterna causò la morte di 32 persone.

Non è un caso, quindi, che sia stata scelta la località toscana, simbolo di una strage senza precedenti nel nostro paese, che ha accolto come fratelli i comitati de L’Aquila, di San Giuliano di Puglia o di Casalecchio di Reno. Non è un caso che la dichiarazione d’intenti sia stata ratificata nel Palazzetto dello Sport: su quel pavimento due anni fa giacevano bare e fiori. Si torna a piangere, a ricordare chi non c’è più: vengono srotolati striscioni che invocano le dimissioni dell’a.d. di Trenitalia Moretti. Ma non ci solo lacrime e rabbia, c’è anche la volontà di non piegarsi alla lentezza della giustizia. Sono risoluti, determinati. Ognuno porterà avanti la propria battaglia, mantenendo la sua specificità ed autonomia, pronto ad unirsi agli altri quando ci sarà da alzare la voce. E un coro di decine o centinaia di persone fa più rumore di un solo grido.

In un paio d’ore, al Palazzetto, va in scena una rassegna delle tante tragedie nazionali dimenticate. È un pugno allo stomaco, un libro nero dell’Italia degli ultimi venti anni. Incidenti epocali, come l’incendio del Moby Prince o, appunto, la strage di Viareggio. Morti bianche sul lavoro, come quelle (continua…)

Thyssen: quegli applausi inopportuni di Confindustria

lunedì, maggio 23rd, 2011

Gli ispettori del lavoro appaiono sempre come personaggi pericolosi. In un Italia sotto ricatto come quella che ci troviamo a vivere oggi, per molti, che ormai accettano qualsiasi condizione di sfruttamento pur di lavorare, sono percepiti come i responsabili della chiusura di cantieri, aziende, stabili e così via. Invece sono le anime salvatrici di un paese che avrebbe bisogno di molti più angeli custodi come questi. Sia perché le morti bianche, come spesso ricordato in questo blog sono troppe, 3 al giorno negli ultimi tempi, sia perché il loro lavoro andrebbe divulgato e spiegato perché la cultura della sicurezza, del rispetto verso la persona umana prima che verso la persona giuridica –azienda, ha ancora tanta strada da fare.

Abbiamo intervistato per voi Alessandro Di Virgilio, ispettore del lavoro, per chiedergli come ha vissuto l’ultimo schiaffo, compiuto con quell’applauso, alle vittime della tragedia della Thyssenkrupp. (continua…)

NOMINATION: Lavoratori sotto ostaggio

lunedì, maggio 16th, 2011

Gli ultimi avvenimenti nel mondo del lavoro – separare tra lavoro e politica in questi casi è dura – parlano di lavoratori tenuti in ostaggio, senza via di scampo. Sottoposti a ricatti in cui la forza contrattuale è zero, con la pistola alla tempia, non quella della Bignardi ma di Marchionne: “O così, o trasferiamo in Serbia”. Se non è un ricatto questo. Pensiamo alla strage della Thyssen, alla condanna per omicidio volontario e all’applauso di Confindustria. Alla decisione dei vertici Thyssenkrupp di chiudere a Terni – che già vive la crisi del polo chimico Basell – direttamente ricondotta alla sentenza. Se non è un ricatto questo. O la borsa o la vita!, leggevamo nei fumetti di Topolino, ora invece: O il lavoro o la vita! Difficile scegliere. E allora andiamo in NOMINATION… (continua…)

NOMINATION. Espenhahn, Confindustria, gli operai

giovedì, maggio 12th, 2011

Il 7 maggio a Bergamo la Confindustria applaude Herald Espenhanh condannato a 16 anni e mezzo di carcere dal tribunale di Torino per omicidio volontario plurimo per il rogo che nel 2007 che costò la vita a sette lavoratori. Ora arrivano le scuse del direttore generale Galli, e pare che la Marcegaglia incontrerà i familiari delle vittime. Speriamo che questi chiederanno conto dell’alta percentuale di infortuni sul lavoro negli stabilimenti Marcegaglia. Le scuse formali non bastano a cambiare il senso del messaggio, spontaneo, che significava quell’applauso: “Siamo uniti”. Quindi complici? Vota la nomination! (continua…)