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	<title>L&#039;isola dei cassintegrati</title>
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		<title>Napolitano incontra i cassintegrati Vinyls</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Curis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due rappresentanti RSU della Vinyls di Porto Torres, Emanuele Manca e Roberto Quartu, hanno incontrato lunedì, presso la Prefettura di Cagliari, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della sua visita in Sardegna per il 150° dell’Unità d’Italia. All’incontro erano presenti rappresentanti di tutte le maggiori vertenze dell’isola. Tutti hanno avuto modo, nei pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14897" title="Napolitano" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/Napolitano.jpg" alt="" width="648" height="364" /></p>
<p>Due rappresentanti RSU della <strong>Vinyls di Porto Torres</strong>, Emanuele Manca e Roberto Quartu, hanno incontrato lunedì, presso la Prefettura di Cagliari, il <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong>, in occasione della sua visita in Sardegna per il <strong>150° dell’Unità d’Italia</strong>. All’incontro erano presenti rappresentanti di tutte le maggiori vertenze dell’isola. Tutti hanno avuto modo, nei pochi minuti a disposizione ciascuno, di esporre al Presidente la situazione della propria vertenza. Per la <strong><a title="Vinyls" href="http://www.isoladeicassintegrati.com/category/vinyls-2/" target="_blank">Vinyls</a></strong> e per il Sassarese nel suo complesso ha parlato Emanuele Manca. Ha esposto la disastrosa situazione economica e occupazionale della provincia di Sassari, già anticipata dai Sindacati in una lettera indirizzata al Presidente nei giorni scorsi.<span id="more-14892"></span></p>
<p>Per la Vinyls spicca la mancanza di certezze per l’eventuale riconversione Finambiente alla chimica verde. È stato ribadito che l’Eni non può farsi definitivamente da parte ma deve adoperarsi per facilitare la riconversione delle maestranze Vinyls  e dell’indotto. Il Presidente ha dimostrato di conoscere la vertenza, ha ricordato <strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/08/finisce-il-reality-dellasinara-senza-vincitori/" target="_blank">la visita al Quirinale</a> dei lavoratori Vinyls del 2011</strong>, fra i quali Emanuele stesso, ed è rimasto impressionato della gravità della situazione generale della Sardegna. Questo il sunto di un incontro dal quale poco ci si può aspettare se non l’impegno del Presidente nello stretto ambito dei suoi compiti istituzionali, ma utile occasione per portare al Garante della Costituzione le sofferenze di una TERRA CHE SOFFRE, che attraversa un momento drammatico sotto tutti i fronti: uno storico deficit  infrastrutturale, energetico e nei trasporti che di fatto rende difficile ogni possibilità di sviluppo, soprattutto in un periodo di profonda crisi economica a livello globale.</p>
<p><strong>VINYLS: il punto della situazione</strong></p>
<p>Nulla o quasi è cambiato quindi per la Vinyls. Dopo la cessione dello stabilimento di <strong>Ravenna</strong> alla <strong>IGS Varese </strong>che presto riavvierà le produzioni, per <strong>Marghera</strong> resta ancora in sospeso la possibilità di riconversione da parte <strong>dell’Oleificio MedioPiave</strong>. Per <strong>Porto Torres</strong> l’ipotesi del progetto industriale di <strong>Finambiente</strong> ancora alle prime battute, dopo l’incontro tenutosi al Ministero dello Sviluppo Economico martedì scorso fra il Governatore<strong> <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=219768441373428&amp;set=a.174687282548211.53463.158703440813262&amp;type=3" target="_blank">Ugo Cappellacci</a></strong>, la Finambiente e il Ministro, un primo incontro più che altro interlocutorio al quale seguirà giovedì 23 un altro che si spera sia più produttivo per soluzione dell’annosa vertenza.</p>
<p>Il progetto <strong>Matrìca</strong> di chimica verde, che sembra prendere forma dopo l’inaugurazione del Centro Ricerche del 13 febbraio, salutato con favore da tutte le istituzioni presenti come la soluzione del problema occupazionale nato dalla chiusura degli impianti, la panacea di tutti i mali, in realtà allo stato attuale non prevede ancora di fatto un reintegro delle maestranze Vinyls che con la loro lotta hanno contribuito non poco a concretizzare questa prospettiva nel territorio. Su questo punto sembra si sia taciuto di proposito, visto e considerato che nella conferenza  i Rappresentanti Sindacali territoriali non hanno potuto esprimersi in merito. All’orizzonte, prima della chimica verde, c&#8217;era la chiusura definitiva dello stabilimento di Porto Torres senza una reale riconversione, a parte l’accordo sul grande deposito costiero che comunque non prevedeva un significativo recupero in termini occupazionali. Se c&#8217;è qualcosa a cui ci hanno abituato negli ultimi anni è ad aspettare, aspettare ed aspettare.</p>
<p>di <em><strong>Pietro Curis | <a href="http://twitter.com/pietrocuris" target="_blank">@pietrocuris</a></strong></em><br />
<em> (22 Febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>FIAT: &#8220;Siete stati puniti perché iscritti alla FIOM&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;isola dei cassintegrati in collaborazione con L&#8217;Espresso (Leggi il reportage completo) pubblica la registrazione della telefonata tra l&#8217;operaio iscritto alla Fiom Marco Forgione e il caporeparto dello stabilimento Fiat di Melfi Gaetano Perrini, che ammette come lo spostamento di alcuni lavoratori sia dovuto alla loro iscrizione alla sigla sindacale. Ascoltatela bene, perché questo è il mondo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/isoladeicassintegrati" target="_blank" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=158703440813262">L&#8217;isola dei cassintegrati</a> in collaborazione con L&#8217;Espresso (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/melfi-la-verita-degli-operai/2174357" target="_blank">Leggi il reportage completo</a>) pubblica la registrazione della telefonata tra l&#8217;operaio iscritto alla Fiom Marco Forgione e il caporeparto dello stabilimento <strong>Fiat di Melfi</strong> Gaetano Perrini, che ammette come lo spostamento di alcuni lavoratori sia dovuto alla loro iscrizione alla sigla sindacale. Ascoltatela bene, perché <strong>questo è il mondo del lavoro in Italia!</strong></p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0QDwY4MI_PQ?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/0QDwY4MI_PQ?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong><em>La trascrizione integrale:</em></strong></p>
<p><strong>Gaetano Perrini:</strong> «Io vi faccio vedere, vi indico quello che mi hanno detto. Voi, dal momento in cui io vi lascerò, o vi addestrerò fate le vostre&#8230; i vostri passi, le vostre richieste, le vostre denunce, cioè&#8230; io&#8230; sono una persona che ha le mani legate, da questo punto di vista».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Però comunque non ti va bene quando facciamo le denunce perché poi dice, eh, vabbè&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>«Ho capito, perché io sono il vostro preposto&#8230; come state&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Non è che è una questione personale».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Ho capito, ma come è stata lei onesta, a dire? Perrini in fondo in fondo, sì è vero è il mio preposto, ma che cazzo c&#8217;entra Perrini&#8230;&#8217;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Ma pure io lo so che tu non c&#8217;entri niente, però tu mi hai collocato».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Chi va a fare la denuncia a (incomprenibile), a chi cacchio lo ha deciso questo&#8230; ».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «E io che ne so&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;perché io ho ricevuto una mail&#8230;».</p>
<p><strong><span id="more-14877"></span>Terza persona</strong>: «Da chi l&#8217;hai ricevuto la mail?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Eh, da chi&#8230; per il momento&#8230; allora, quella è gente troppo furba&#8230;».</p>
<p><strong>Terza persona</strong>: «Ho capito».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;troppo furba, non si espone&#8230;».</p>
<p><strong>Terza persona</strong>: «Allora aspetta Nino, allora parliamo un attimino solo noi tre (&#8230;) Io non ti voglio fare la denuncia a te. Giusto? Allora, io&#8230; tu mi devi anche aiutare a dire&#8230; a chi io la devo fare sta denuncia&#8230; capito?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini:</strong> «Allora, posso chiudere il cerchio, e poi parliamo di questo? Mò&#8230; onestamente, vi dico&#8230; siccome questo lavoro lo dovete fare in due&#8230; perché tu e lui state qua, posizionati&#8230; ma voi avete (incomprensibile)».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Si, però Perrì scusami&#8230; nel momento in cui io sono venuto tu mi hai posizionato vicino alla saldatrice&#8230; io ti ho detto che c&#8217;avevo dei problemi&#8230; perché mò mi stai mettendo qua?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Perché, perché&#8230; perché non c&#8217;era, perché voi avete fatto delle richieste&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;abbiamo fatto le denunce&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;sono venuti i medici di competenza&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;abbiamo fatto le denunce&#8230; senza le denunce a quest&#8217;ora stavo vicino alla saldatrice&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Ma io quando ti ho rievuto qui&#8230; che sapevo di vostre indicazioni?».</p>
<p><strong>Marco</strong>: «Il sigep (database con informazioni sul lavoratore) non parla?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «No, perché il sigep vostro non lo gestivo io&#8230; e su indicazione, su indicazione».</p>
<p><em><strong>(Qui inizia la parte che si può ascoltare nel video)</strong></em></p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Si, ho capito, però tu non mi puoi collocare, nel momento in cui tu non sai io cosa ho, tu non mi puoi mettere in postazione&#8230; io non so come funziona&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Marco, quella fu fatta una forzatura&#8230; voi siete stati puniti per delle colpe che sinceramente io&#8230; non conosco, non lo so&#8230; ho subito questo trasferimento, non è che a me mi fa piacere che voi state qua e soffrite&#8230; assolutamente&#8230; mettetevelo bene in testa questo&#8230; cioè a me non mi fa&#8230; adesso, chiudiamo questo cerchio&#8230; considerando che quella gente lì ha deciso che voi dovete stare qua&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;per forza&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;e non ci piove&#8230; e non ci piove che la verità è questa&#8230; perché nonostante tutto&#8230; siete in due qua, che puttanate (incomprensibile)».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Ma siamo d&#8217;accordo, ma adesso?&#8230; però io quando sono arrivato qua, quando io sono arrivato qua, cioè io comunque c&#8217;ho una problematica seria io mò non conosco le altre però a me&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Ma io la conosco la tua perché Giovanni (Barozzino) all&#8217;epoca mi parlò, ma tu pensi che a me non mi dispiace di questo?».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;ti sembra una cosa normale? Cioè, aggravare il mio stato di salute significa anche non poter tornare più indietro&#8230; ma a me per guadagnare mille euro al mese, ma che me ne frega a me?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Io sti capisco, io ti ca&#8230; ecco perché ti dico&#8230; chiudendo il cerchio e analizzando il tutto&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano</strong> <strong>Perrini</strong>: «&#8230; dicevo, tutto sommato, tra i quattro, siete andati quelli più di lusso&#8230; perché lontani dai fumi, un lavoro che non dipende dalla catena di montaggio&#8230; vi fate i vostri contenitori qua e state tranquilli&#8230; vivete bene, state, state lontano da quella merda di montaggio&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Ma no, il problema&#8230; scusami&#8230; il problema non è il lavoro, perché io al montaggio ho sempre lavorato&#8230; io con le mani in tasca non sono mai stato&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Marco!».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;quindi il problema mio non è il lavoro (&#8230;) se io mi devo mettere a rischio, mò, parliamoci onestamente&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano</strong> <strong>Perrini</strong>: «Allora, voi avete pagato delle, delle colpe perché appartenete a una sigla sindacale. Si è capito questo, non è che, non è che è&#8230; per altri motivi che voi vi trovate qua, no&#8230; si è voluto punire quella persona (Giovanni Barozzino ndr) che faceva, eh&#8230; purtroppo difendeva i lavoratori fino allo spasimo&#8230;».</p>
<div id="attachment_14880" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-14880" title="fiatmelfi" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/fiatmelfi.jpg" alt="" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">FIAT Melfi</p></div>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;ed è un peccato questo&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;l&#8217;azienda, purtroppo, non la pensa come me o come te o come lei&#8230; lo hanno punito e chi lo seguiva più da vicino è stato&#8230; non mi fate aggiungere altro&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Perrì, ti posso dire una cosa? Quel ragazzo che è venuto qua&#8230; è stato tredici anni alla due a montare pedaliere senza un giorno di malattia, puoi controllare, tu sei un capo&#8230; sicuramente ti puoi informare».</p>
<p><strong>Gaetano</strong> <strong>Perrini</strong>: «Adesso sì, ma prima no».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Quando una persona c&#8217;ha un infarto, c&#8217;ha un problema. Eh?».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Mò pensa a te&#8230; mò pensa a te&#8230;».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «No, voglio dire io magari, io magari sono della Fiom, ho fatto delle scelte&#8230; lui non è manco tesserato alla Fiom!».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Pensa a te, pensa a te! Io ho imparato una cosa dalla vita, ho imparato&#8230; che mi guardo solamente il portafoglio mio&#8230;ok? (&#8230;) E rispetto le persone e voglio essere rispettato. Caso per caso, analizzeremo. Non pensare che io me ne frego di Corbosiero, non lo pensare minimamente».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «No, no, no, non sto dicendo questo, sto dicendo che se ne frega l&#8217;azienda, non tu, io non ne faccio una questione personale&#8230; io ti ho dovuto citare (nella denuncia)&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Perciò vi dico, chi si è trovato meglio siete voi due, secondo me&#8230; ».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «&#8230;io nella questione ti ho dovuto citare perché tu sei il mio responsabile&#8230; poi tu potrai dire, a me mi hanno comandato a fare questa cosa qua e te ne lavi le mani&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Non è così».</p>
<p><strong>Marco Forgione</strong>: «Eh, io non voglio mettere te&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano</strong> <strong>Perrini</strong>: «&#8230;non è così, perché poi quella è una denuncia personale. L&#8217;azienda, si, è vero ti difende ma&#8230;».</p>
<p><strong>Terza persona</strong>: «&#8230;fino a un certo punto&#8230;».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «&#8230;capisci?».</p>
<p><strong>Terza persona</strong>: «E io per questo ti ho detto a te, dopo dobbiamo parlare io e te, singolarmente».</p>
<p><strong>Gaetano Perrini</strong>: «Quando mò, aspè&#8230; si ok, quando mò avete problemi che un contenitore, allora, chiamate il carrellista, quello c&#8217;ha il carrello che ruota, prende e vi scarica lì, però mò guardate, non toccate niente, fate, state tranquilli&#8230;».</p>
<p><strong>Terza persona</strong>: «&#8230;lo sappiamo, lo sappiamo&#8230;».</p>
<p>di <strong><em>Michele Azzu | <span style="color: #ff0000;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/melfi-la-verita-degli-operai/2174357" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">L&#8217;Espresso</span></a></span> | <a href="http://twitter.com/micheleazzu" target="_blank">@micheleazzu</a></em></strong><br />
<em>(21 febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>#AsinaraRevolution vola a Firenze</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Asinara Revolution Tour, che da 6 mesi ormai ci porta in giro per l&#8217;Italia a raccontare la storia de L&#8217;isola dei cassintegrati, fa tappa a FIRENZE il prossimo sabato 18 febbraio, ospiti dei Giovani Democratici. È la nostra 17esima presentazione di Asinara Revolution (Bompiani 2011) e speriamo che veniate numerosi e carichi, per parlare di lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-14871" title="50517_273650686041686_14041383_n" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/50517_273650686041686_14041383_n.jpg" alt="" width="126" height="177" />L&#8217;<strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/asinara-revolution-3/asinara-revolution-tour/">Asinara Revolution Tour</a></strong>, che da 6 mesi ormai ci porta in giro per l&#8217;Italia a raccontare la storia de <em>L&#8217;isola dei cassintegrati</em>, fa tappa a <strong>FIRENZE </strong>il prossimo sabato 18 febbraio, ospiti dei <a href="http://www.facebook.com/pages/Giovani-Democratici-Firenze/174593789303576" target="_blank">Giovani Democratici</a>.</p>
<p>È la nostra 17esima presentazione di <a href="http://www.ibs.it/code/9788845267871/azzu-michele-nurra-marco/asinara-revolution.html" target="_blank"><em><strong>Asinara Revolution</strong></em> (Bompiani 2011)</a> e speriamo che veniate numerosi e carichi, per parlare di lavoro, creatività, nuovi strumenti di protesta e per raccontare ognuno la propria esperienza. Proietteremo anche le vignette del nostro illustratore ufficiale <strong>Manuel de Carli</strong>.</p>
<p>Interverranno: gli autori <strong>Michele Azzu</strong> e <strong>Marco Nurra</strong><br />
Alessio Gramolati, Segretario Regionale CGIL<br />
Elisa SImoni, Assessore al Lavoro della provincia Firenze</p>
<p>Inoltre il dibattito verrà trasmesso in diretta su <a href="http://www.controradio.it/" target="_blank">Controradio</a>!</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span id="more-14864"></span><br />
Nel frattempo su skype&#8230;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Michele</strong>: &#8220;Marco hai già preparato l&#8217;evento Facebook per la presentazione di Firenze?&#8221;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Marco</strong>: &#8220;Ora lo preparo, mi ricordi l&#8217;ora e il posto?&#8221;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Michele</strong>: &#8220;Te l&#8217;ho detto trecento volte cazzo e c&#8217;è scritto anche sul blog: <a href="http://www.facebook.com/events/273650686041686/" target="_blank">sabato 18, Ore 18.00<strong> – </strong>Caffè letterario Le Murate<strong> - </strong>Firenze &#8211; Italia</a>&#8220;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Marco</strong>: &#8220;Ma ormai è giovedì. Dici che se faccio l&#8217;evento due giorni prima serve a qualcosa..?&#8221;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Michele</strong>: &#8220;Boh, tu fallo lo stesso. H<em>ai comprato i biglietti dei treni?</em>&#8220;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Marco</strong>: &#8220;E come faccio? Il sito di Trenitalia è una merda! Si blocca ogni volta e non si capisce un cazzo di niente&#8230; spero almeno che gli orari siano giusti&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Michele</strong>: &#8220;Illuso.&#8221;</em></p>
<p>Queste sono le conversazioni che precedono ogni presentazioni di <em>Asinara Revolution</em>, ma alla fine va tutto alla grande. Ci vediamo sabato a Firenze!</p>
<div id="attachment_14870" class="wp-caption aligncenter" style="width: 615px"><img class="size-full wp-image-14870 " title="Trenitalia" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/treno.jpg" alt="" width="605" height="356" /><p class="wp-caption-text">Asinara Revolution Trenitalia Tour</p></div>
<p>di<strong><em> Redazione | <a href="http://twitter.com/cassintegrati" target="_blank">@cassintegrati</a></em></strong><br />
<em>(16 febbraio 2012)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I lavoratori Jabil occupano il Comune</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci scrive Anna Lisa Minutillo, che da oltre otto mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda a tutela del posto di lavoro. Stiamo parlando della Jabil che quattro anni fa ha rilevato i lavoratori da Nokia. Stamani alle 9,00 ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di interrompere questi mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci scrive <strong>Anna Lisa Minutillo</strong>, che da oltre otto mesi porta avanti coi suoi colleghi un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda a tutela del posto di lavoro. Stiamo parlando della<strong> <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/01/17/jabil-lettera-dalla-fabbrica-occupata-riaccendiamo-i-macchinari/" target="_blank">Jabil</a></strong> che quattro anni fa ha rilevato i lavoratori da Nokia.</em></p>
<div id="attachment_14856" class="wp-caption aligncenter" style="width: 638px"><img class="size-full wp-image-14856    " title="Digital Camera" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/PIC_1356.jpg" alt="" width="628" height="470" /><p class="wp-caption-text">I lavoratori Jabil occupano il Comune di Cassina Dé Pecchi (Milano)</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Stamani alle 9,00 ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di interrompere questi mesi di silenzio da parte del <strong>sindaco di Cassina Dè Pecchi</strong>, facendogli una visitina in Comune (avendo saputo che era in sede).</p>
<p>Abbiamo ottenuto la disponibilità da parte del sindaco ad essere presente nei nostri incontri in Regione (<strong>confidiamo che sia davvero sincero</strong>), la destinazione d&#8217;uso del terreno a quanto dice rimane industriale e abbiamo saputo che il sindaco all&#8217;incirca un mese e mezzo fa chiese un incontro al Ministro riguardo alla nostra situazione ma nn c&#8217;è ancora stata nessuna risposta (abbiamo potuto vedere con i nostri occhi la lettera che ha inviato). Manifestazioni violente non ce ne sono state (ovviamente), però erano presenti 3 vigili, 5 carabinieri e 2 agenti della Digos&#8230; Che dite, erano abbastanza?<span id="more-14855"></span></p>
<p>Speriamo che non siano solo parole, perchè <strong>dopo otto mesi di presidio e due di occupazione dell&#8217;azienda</strong> pensiamo di avere diritto quanto meno ad essere ascoltati e supportati da chi di dovere.</p>
<p>Un abbraccio a <em>L&#8217;isola dei cassintegrati</em> e a presto! Anna Lisa</p></blockquote>
<p>di <strong><em>Redazione | <a href="http://twitter.com/cassintegrati" target="_blank">@cassintegrati</a></em></strong><br />
<em>(14 febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>Alcoa, così fallisce un territorio (video)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effetto domino causato da <strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/02/10/alcoa-il-caso-che-fa-della-sardegna-la-nostra-grecia/" target="_blank">Alcoa</a></strong>, un territorio in ginocchio, i costi elevatissimi e inutili degli ammortizzatori sociali quando la soluzione sarebbe trovare dei nuovi acquirenti per le industrie che vanno via dall&#8217;Italia, il futuro del Sulcis nelle bonifiche ambientali, i costi dell&#8217;energia mai davvero risolti. Tutto questo in un breve video che percorre i principale problemi di questa regione e le tappe storiche che ne hanno segnato la crisi, dalle miniere alle cattedrali nel deserto, dalle bellissime spiagge ai veleni delle fabbriche.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zKvGlCWXzUM?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/zKvGlCWXzUM?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><span id="more-14827"></span></p>
<p>di <strong><em>Claudia Sarritzu | <a href="http://twitter.com/CSarritzu" target="_blank">@CSarritzu</a> |</em></strong> <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/31318441" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">L&#8217;Espresso</span></a></strong></span><br />
Riprese di<em><strong> Moreno Pisano</strong></em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>Alcoa, il caso che fa della Sardegna la nostra Grecia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Cobianchi, giornalista autore del libro Mani Bucate, riassume in poche frasi e con ammirevole lucidità il grande problema dell&#8217;Alcoa in Sardegna. Riportiamo a seguito il video preso dal suo blog su Panorama. Alcoa, la multinazionale americana dell’alluminio che ha la sede in Sardegna chiuderà i battenti. La sua storia è il simbolo dell’ignavia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Marco Cobianchi, giornalista autore del libro <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/mani-bucate.php" target="_blank">Mani Bucate</a>, riassume in poche frasi e con ammirevole lucidità il grande problema dell&#8217;Alcoa in Sardegna. Riportiamo a seguito il video preso dal suo <a href="http://blog.panorama.it/economia/tag/burattino-senza-fili/" target="_blank">blog </a>su Panorama.</em></p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/X25tQwhlFFU?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/X25tQwhlFFU?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong>Alcoa</strong>, la multinazionale americana dell’alluminio che ha la sede in Sardegna chiuderà i battenti. La sua storia è il simbolo dell’<strong>ignavia della politica italiana</strong> nel programmare lo sviluppo industriale. Il caso paradigmatico di come possa fare gravi danni quando si ferma al consenso elettorale e non pensa agli investimenti di lungo termine. In effetti sulla <a href="http://manibucate.com/2012/01/10/mani-bucate-scandalo-alcoa-chiude-in-sardegna-perche-finiscono-i-sussidi-e-deve-ancora-restituire-295-milioni/" target="_blank">storia e il business di Alcoa</a> hanno guadagnato in tanti: dai politici ai produttori di energia elettrica. A pagare, invece, sempre e solo loro: i <strong>lavoratori</strong>. Ecco perché la Sardegna rappresenta la nostra Grecia.</p>
<p>di <strong><em>Marco Cobianchi | <a href="http://twitter.com/marcocobianchi" target="_blank">@marcocobianchi</a> | </em><span style="color: #ff0000;"><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/08/alcoa-il-caso-che-fa-della-sardegna-la-nostra-grecia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Panorama</span></a></span></strong><br />
<em> (8 febbraio 2012)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rockwool: &#8220;Qui nel Sulcis si vive di fame&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la crisi in cui è sprofondata l&#8217;Italia ha un simbolo, questo è il Sulcis, nel sudovest della Sardegna. Dove un terzo degli abitanti è disoccupato, le miniere e le fabbriche stanno tutte chiudendo e con la terra non si campa più: «Ormai dormiamo al freddo e siamo alla fame, letteralmente. Qui non abbiamo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se la crisi in cui è sprofondata l&#8217;Italia ha un simbolo, questo è il Sulcis, nel sudovest della Sardegna. Dove un terzo degli abitanti è disoccupato, le miniere e le fabbriche stanno tutte chiudendo e con la terra non si campa più: «Ormai dormiamo al freddo e siamo alla fame, letteralmente. Qui non abbiamo più nulla da perdere» Il Sulcis è una terra poverissima, dimenticata da Dio e dalla politica. Il Sulcis è una terra cava sotto, svuotata di ogni ricchezza, e quello che ne rimane oggi è solo la buccia. Eppure, nonostante tutto, qualcosa di buono resiste da queste parti.</em> <span style="color: #ff0000;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-provincia-piu-povera-ditalia/2172542//0" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi la notizia completa su L&#8217;Espresso</span></a></span></p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sgDLcvj-tjg?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/sgDLcvj-tjg?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Torniamo a parlare degli operai <strong>Rockwool</strong>, che con una lotta intelligente ed estenuante sono riusciti a riconquistarsi il lavoro. Pochi chilometri più a nord c&#8217;è Buggerru, dove il 4 settembre del 1904 i minatori protestarono per le condizioni di lavoro disumane. Morirono in tre sotto i fucili dei soldati, ma l&#8217;eccidio portò al primo sciopero nazionale della storia d&#8217;Italia. Se poi ti avvicini alla costa, nel Sulcis, il mare è ancora bellissimo e ti ricordi d&#8217;un tratto di essere in Sardegna. Le rocce levigate, le spiagge intatte, e, ovunque, i tramonti da cartolina: «Quelli erano l&#8217;unico conforto dai finestrini del bus, nei giorni di attesa» racconta ancora Tore, che qui ha passato tutta la vita. Ma dura poco, come nei film, mentre stai nuotando guardi la costa e ci trovi buchi, scalette, condutture scavate nella roccia. Le miniere a Porto Flavia finivano a strapiombo sul mare, e sono lì per ricordarti che non ti sei liberato del vuoto che sta sotto la terra del Sulcis. Nell&#8217;ultima provincia italiana oltre un secolo fa cambiò la storia del lavoro, ed è qui che oggi dobbiamo guardare per capire come andranno le cose nel prossimo futuro.<span id="more-14822"></span></p>
<p>«Cerchi i minatori?» chiede<strong> Tore Corriga</strong>, leader della protesta della Rockwool. «Eccoci qui». Sono infatti tutti ex minatori gli operai che producevano lana di roccia, un materiale isolante. «Hai presente lo zucchero filato nella ruota?», continua, «noi facevamo lo stesso ma col basalto». Tore ha 50 anni, tutti spesi ad Iglesias a lavorare duro. Lui e i suoi 60 colleghi avevano preso un premio di produzione dietro l&#8217;altro, ma nell&#8217;aprile 2009 un&#8217;email li informa che la Rockwool intende chiudere entro 70 giorni. Iniziano tre lunghi anni di lotta: «Ma chi li ha mai fatti tre anni di protesta così?» si chiede Tore. Prima 14 mesi in presidio ai cancelli, poi occupano il ponte sulla strada statale, e lo riempiono di striscioni e bandiere. Nell&#8217;estate 2010 danno vita al<strong> festival musicale ROCK(wool)</strong>, per coinvolgere la cittadinanza, con l&#8217;inverno portano un bus abbandonato davanti la miniera e lo trasformano nella loro base.</p>
<p>La vita nel &#8220;<strong>Rockbus</strong>&#8221; (<a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/category/rockwool-la_penisola_dei_cassintegrati/diario-dal-rockbus/" target="_blank">raccontata per mesi sull&#8217;Isola dei cassintegrati</a>) diventa un secondo lavoro. Gli operai fanno i turni con Nunzio, Fabio, Matteo e Franco. Ignazio, che nonostante tutto indossa la maglietta Lacoste e sfoggia il &#8220;ciuffo brizzolato alla Richard Gere&#8221;, Maurizio che fa il caffè buono, il cane Whiskey che gironzola, una piccola tv per vedere le partite. L&#8217;ironia sempre, per scongiurare la disperazione: «Per la Uil abbiamo un solo messaggio: vaffanculo».</p>
<p>Sopra tutto c&#8217;è la lotta estenuante con la Regione per rientrare nei corsi di riqualificazione del &#8220;piano bonifiche&#8221;. Sopra tutti c&#8217;è Tore, che tiene viva la protesta e il fiato sul collo agli assessori. Gli altri lo chiamano &#8220;Il Cé&#8221;, perché è un rivoluzionario, e anche perché nel bus c&#8217;é sempre, scherza qualcuno. Solo un mese fa, l&#8217;11 dicembre, gli operai di mille presidi hanno occupato per 11 giorni <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/12/24/rockwool-dopo-11-giorni-abbandonano-la-miniera-occupata/" target="_blank"><strong>la galleria della miniera</strong></a>, al buio, perché anche i giovani operai venissero riqualificati (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sgDLcvj-tjg" target="_blank">guarda il video</a>). «La nostra è una lotta di tutti, e se si vince si vince tutti» racconta Tore. Alla fine hanno vinto, quelli della Rockwool, e già a febbraio potrebbero tornare a lavorare. Il bus è ancora lì, tutto dipinto, vero e proprio museo della resistenza in mezzo ai veleni del Sulcis.´</p>
<p>di <strong><em>Michele Azzu | <a href="http://twitter.com/micheleazzu" target="_blank">@micheleazzu</a> |</em> <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-provincia-piu-povera-ditalia/2172542//0" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">L</span><span style="color: #ff0000;">&#8216;Espresso</span></a></strong><br />
<em>(10 febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I lavoratori Midal vi invitano al DisGusto Tour</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di Midal, azienda leader nel settore alimentare da circa 27 anni, con sede a Latina, 335 dipendenti dislocati tra logistica, amministrazione e 18 punti vendita tra Roma e provincia di Latina. I suoi dipendenti hanno lanciato da un mese per protesta l&#8217;inizizativa DIS-GUSTO TOUR (visitate il loro gruppo su Facebook). Per capire di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oggi parliamo di<strong> Midal</strong>, azienda leader nel settore alimentare da circa 27 anni, con sede a Latina, 335 dipendenti dislocati tra logistica, amministrazione e 18 punti vendita tra Roma e provincia di Latina. I suoi dipendenti hanno lanciato da un mese per protesta l&#8217;inizizativa <strong>DIS-GUSTO TOUR</strong> (<a href="http://www.facebook.com/groups/disgustotour/" target="_blank">visitate il loro gruppo su Facebook</a>). Per capire di cosa stiamo parlando bisogna fare qualche passo indietro&#8230;</em></p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_pA7Fexfv_M?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/_pA7Fexfv_M?version=3&amp;hl=es_ES&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: left;">Nei primi mesi del 2010 i dipendenti del punto vendita <strong>Gusto Sidis</strong>, cominciano a capire che qualcosa non va. I fornitori più importanti come pane, salumi, e rifornimenti della scaffalatura, cominciano a non consegnare i prodotti. I negozi sono sempre più sforniti. E iniziano ad arrivare notizie ai dipendenti che la proprietà Izzi avrebbe dato in gestione i punti vendita.</p>
<p>I dipendenti che si occupano della logistica, iniziano una occupazione di 25 giorni che purtroppo si conclude con la chiusura del magazzino e la loro dislocazione. A settembre 2011 i lavoratori si rendono conto che la promessa dell’azienda del saldo delle spettanze non si sarebbe verificata e comunicano ai direttori<strong> l’intenzione di attuare uno sciopero ad oltranza</strong>, ma nel pomeriggio stesso, l’azienda abbassa le serrande e gli impedisce di proseguire la protesta.<span id="more-14778"></span></p>
<p>Parliamo con Andrea De Santis che ci racconta: “veniamo <em>parcheggiati</em> in ferie e la proprietà comunica che tutti i punti vendita vengono rilevati per conto della società Sigma Prime”. A questo punto iniziano le trattative con i sindacati e vengono coinvolte anche le istituzioni: Provincia, Comune, Prefettura e Ispettorato del Lavoro. Tutti assieme appassionatamente<strong> firmano un accordo</strong> che avrebbe dovuto tutelare i posti di lavoro mantenendo il contratto a tempo indeterminato.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-14781" title="disgusto" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/disgusto-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />“La realtà al momento della presentazione del verbale d’intesa l&#8217;accordo si è rivelato una vera tagliola: contratti a tempo determinato per dodici mesi. Va sottolineato che la nuova azienda ha percepito il massimo degli sgravi fiscali previsti dalla legge e cioè 24 mesi, ma<strong> la ciliegina sulla torta sono i 60 giorni di prova per un posto già nostro!</strong>”, spiega sempre De Santis. Cominciano altre trattative contro questo contratto ma qualsiasi modifica viene impedita da diverse organizzazioni. Molti dipendenti firmano l’accordo convinti di non avere scelta, ma più di 30 rifiutano questo documento “tagliola”.</p>
<p>Le testate locali indicano il caso come risolto nel migliore dei modi. Ma gli ex dipendenti del gruppo Midal non accettano questa fine. “Abbiamo deciso di impugnare i licenziamenti, per difendere i nostri diritti, e amareggiati e arrabbiati abbiamo messo in atto un sit.in di protesta denominato Dis-Gusto Tour, mettendoci la faccia e dicendo la verità sulla torta spartita dalle varie organizzazioni sindacali&#8221;.</p>
<p>I lavoratori sono decisi: &#8220;Continueremo la nostra lotta proseguendo con la causa per il reintegro nelle nostre sedi di lavoro, rivogliamo ciò che è nostro, che ci è stato sottratto perché non abbiamo abboccato alla falsa promessa che fosse stato fatto tutto nel pieno rispetto dei patti. La conciliazione si è rivelata invece un pietra tombale e i nostri colleghi che hanno apposto la loro firma in quel documento, allo stato di fatto, vivono con un cappio al collo. La loro illusione è che, vista la crisi mondiale, sono fortunati ad avere un contratto, così almeno per un anno lavoreranno. Ma poi? &#8230;lascio a voi la conclusione.&#8221;</p>
<p>di <strong><em>Alessia Colanero | <a href="http://twitter.com/alessiacolanero" target="_blank">@alessiacolanero</a></em></strong><br />
<em> (7 febbrario 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>La nuova era cinese del made in Italy</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14789" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><img class="size-full wp-image-14789 " src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/La-nuova-era-cinese.jpg" alt="" width="640" height="464" /><p class="wp-caption-text">La nuova era cinese della Ferretti Yachts | Foto: velablog.com</p></div>
<p>Nel 2011, sul finale d’anno la notizia era stata di quelle “forti”. La <strong>Ferretti Yachts</strong> una delle aziende più rappresentative del made in Italy (tra i suoi marchi annovera anche il noto Riva) era divenuta ufficilamente parte integrante della Shandong Heavy Industry-Weichai Group: la holding ha partecipazioni in diverse società, tra cui Caterpillar, nel settore dei motori, gruppi elettrogeni e sistemi di propulsione. Un debito di circa un miliardo di euro caratterizza l’azienda di Forlì: in parte da saldare (circa seicentomila euro), in parte in accollo a Mediobanca.</p>
<p>Nel luglio 2011, era stato siglato proprio con la Shig, in maniera non vincolante, un Memorandum of Understanding (MoU) per la costituzione di una joint venture, risoltosi poi in un nulla di fatto. A seguito di un recente accordo e con un investimento iniziale complessivo pari a <strong>374 milioni di euro</strong>, la nuova proprietà ha acquisito il 75% delle quote Ferretti. Il 25% è finito, invece, in mano ai creditori, come Royal Bank of Scotland e Strategic Value Partners.<span id="more-14788"></span></p>
<p>Al termine di questa fase, è previsto un aumento del capitale di 100 milioni di euro e una riduzione dell’indebitamento a un livello sostenibile pari a circa 120 milioni di euro. La multinazionale cinese ha reso noto di avere tra i suoi obiettivi “l’ulteriore espansione del Gruppo Ferretti nei mercati emergenti come quello asiatico, con particolare riferimento alla Greater China” considerata un’aerea strategica per la crescita futura. A ben vedere, è innegabile che l’Asia rappresenti<strong> un’ottima opportunità per sanare i conti</strong>: attualmente le aziende del lusso europee con i migliori fatturati sono proprio quelle radicate in Oriente. Nell’ambito nautico poi, più specificatamente nella produzione dei superyachts (con lunghezza superiore ai 24 metri, eccellenza della cantieristica italiana), la Cina ha registrato, nel quinquennio 2006/2011, un +4 negli ordini. L’Italia seppur ancora leader mondiale del comparto nel 2011 ha accusato una riduzione del 9% della quota mondiale (dati UCINA).</p>
<p>Dopo aver visto sfumare l’accordo estivo, nel novembre 2011, tramite i rappresentanti sindacali, i lavoratori avevano scritto chiedendo un incontro al ministro per lo Sviluppo economico, delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera. “Nei mesi di settembre e di ottobre l’azienda si è trovata con l’acqua alla gola, senza liquidità seppur con delle commesse in attesa” spiega Giovanni Giovanelli Segretario generale Filca-Cisl di Pesaro che garantisce i diritti di 2000 dipendenti sparsi in diverse regioni d’Italia. Anche ora che c’è stata la svolta, “la proposta rimane poiché c’è ancora il timore riguardo a una tenuta occupazionale garantita” precisa. “Tra alcuni lavoratori <strong>la paura di una delocalizzazione è reale</strong> — dice Carlo Valentini, magazziniere alla Ferretti di Mondolfo (Pu) — ma io vedo positivamente la novità. La Shig è la quarta realtà aziendale della Cina e <strong>una cultura imprenditoriale è quello che serve per ripartire</strong>. L’alternativa era la chiusura, ben vengano i compratori cinesi. Il nostro lavoro comunque è artigianale e particolare, non facile da ‘delocalizzare’. Sono, inoltre, fiducioso riguardo ai mercati dei Paesi emergenti.” Sulla stessa linea, Tan Xuguang presidente di Shig che parla di risultati da raggiungere nel settore degli yachts entro il prossimo quinquennio.</p>
<p>Le commesse ci sono già, come conferma anche Valentini, ma finora nulla è stato ultimato a causa della mancanza di materiale. “Visti i ritardi, si tratterà di terminare il lavoro di un intero anno nautico in quattro o cinque mesi ma non ci spaventa, siamo pronti” aggiunge il magazziniere che ci tiene a sottolineare come, in un periodo in cui i contrasti tra dirigenti e dipendenti sono all’ordine del giorno, i precedenti vertici dell’azienda si siano attivati richiedendo, a monte, alla leadership cinese quelle garanzie di stampo occupazionale che turbano ancora i sonni di alcuni lavoratori.</p>
<p>di <em><strong>Silvia Ilari | <a href="http://twitter.com/Silvia_Ilari" target="_blank">@Silvia_Ilari</a></strong><br />
(6 febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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		<title>Compagnie aeree &#8220;fuori rotta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nurra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pochi giorni fa ci ha scritto Katia, 13 anni nel settore aereo, per raccontarci l’abuso che certe compagnie aeree fanno della cassa integrazione straordinaria: mantengono i loro dipendenti in cassa integrazione e contemporaneamente assumendo personale a tempo parziale per coprire i picchi di attività stagionale (<a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/01/29/le-aereolinee-piu-pazze-del-mondo/" target="_blank">Leggi la sua lettera</a>).</em></p>
<p><em>Oggi torniamo sull&#8217;argomento con un&#8217;intervista a Katia, nella quale le chiediamo maggiori dettagli sulla sua storia.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14730" title="air" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/air_valee.jpg" alt="" width="756" height="600" /></p>
<p><strong>Ciao Katia, leggendo i commenti alla <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/01/29/le-aereolinee-piu-pazze-del-mondo/" target="_blank">tua lettera</a> (anche su Facebook) posso sintetizzare che il consiglio generale è quello di muoversi attraverso il Sindacato. Lo avete fatto?</strong></p>
<p>Nella prima lettera inviata alla redazione ho semplificato molti aspetti e tralasciato i particolari. Noi ci siamo mossi a livello sindacale, iscrivendoci alla CGIL più di un anno fa. L&#8217;azienda però non ha mai riconosciuto il Sindacato e per questo motivo nel 2011 sono stati proclamati tre scioperi.</p>
<p><strong>Nella tua prima lettera dici che in Air Vallée &#8220;<em>capita che si cancelli un volo e allora quel giorno non sarà conteggiato come riposo ma come un giorno di cigs, e i diendenti in questione lo scoprono direttamente dalla busta paga</em>”. Avete denunciato questo fatto all&#8217;INPS o all&#8217;Ispettorato del Lavoro?</strong></p>
<p>Io e altri  colleghi abbiamo fatto una denuncia alla Direzione Provinciale del Lavoro, ci è stato assegnato un ispettore ma di fatto pare tutto si sia arenato. Se hai voglia di leggerla ti mando la denuncia via mail (<a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/02/Denuncia-DPL-Air-Vallée.pdf" target="_blank">Leggi la denuncia</a>), dove spieghiamo come Air Vallée si muove nell&#8217;assegnare ore di cassa integrazione straordinaria a chi è in servizio. Considera che si tratta della primavera dell&#8217;anno scorso, quando noi lavoravamo in Francia. Oggi l&#8217;attività si svolge in Italia, ma le ore a consuntivo vengono comunque applicate: io oggi sono ufficialmente (da turno mensile) di riposo, ma quando avrò la busta paga saprò se di fatto si tratta di un riposo o di un giorno di cassa.<span id="more-14711"></span></p>
<p><strong>Quindi il Sindacato vi sta appoggiando?</strong></p>
<p>La via sindacale non è stata un gran successo e alcuni colleghi (sfiduciati, impauriti dalle ritorsioni che ci sono state) hanno tolto la delega al sindacato. Al momento in azienda è riconosciutala Uilche si sta muovendo proprio in questi giorni, principalmente sul fronte degli stipendi (pagati in ritardo e con delle irregolarità relative all’anzianità).  Mi auguro che questo “fronte” arrivi ad ottenere qualche risultato concreto  almeno sotto questo punto di vista e che si possa aprire un dialogo che coinvolga tutti, senza tabù (visto che vanno di moda) e soprattutto senza escludere qualcuno.</p>
<p><strong>Qualcuno, nei commenti al precedente articolo, suggerisce che tu stia zitta e smetta di protestare per evitare ritorsioni. </strong><strong>Un altro commento scritto da un anonimo (che lascia intendere di lavorare per Air Valée) ti accusa praticamente di essere una sovversiva. Cosa rispondi a queste persone?</strong></p>
<p>Noi abbiamo tentato la via sindacale e quella delle denunce,  con scarso successo purtroppo. Ma la vera vittoria sarebbe stata quella di non dover arrivare agli scioperi e nemmeno alle segnalazioni all’INPS o alle denunce. Ci si poteva fermare prima: un anno fa gli argomenti erano gli stessi di oggi. Perché dovrei tacere? Per sollevare questo problema fra altri dodici mesi?</p>
<p>Ringrazio <em>L&#8217;isola dei cassintegrati</em> per lo spazio concessomi e tutti coloro che hanno commentato la nostra situazione. Il confronto con altre persone è sempre importante.</p>
<p>di<strong> <em>Marco Nurra | <a href="http://twitter.com/marconurra" target="_blank">@marconurra</a></em></strong><br />
Illustrazioni:<strong> <em>Manuel de Carli</em></strong><br />
<em>(2 febbraio 2012)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14633" title="BANNER-CreativeCommons" src="http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2012/01/BANNER-CreativeCommons.jpg" alt="" width="400" height="102" /></p>
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