Agile-Eutelia: condannati i lavoratori

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La polizia scorta i vigilantes fuori dalla sede Eutelia

Il 18 marzo il GIP del Tribunale di Roma Roberta Palmisano notifica a 12 lavoratori Agile ex Eutelia presenti nella sede quando il loro ex boss Samuele Landi fece un blitz con falsi poliziotti, un “decreto penale di condanna” con l’accusa di invasione arbitraria, con finalità di occupazione, dell’immobile di proprietà di Eutelia” e una multa di 7.600 euro ciascuno.

Ma come andarono i fatti? Era il 10 novembre 2009, alle 5.20 una squadra di una quindicina di uomini in tenuta simil militare fa irruzione nella sede romana di Agile-Eutelia, presidiata all’interno dai lavoratori che da quattro mesi non prendono lo stipendio e vedono in serio rischio il loro posto di lavoro. Queste persone forzano le porte con piedi di porco, entrano negli uffici e, spacciandosi per poliziotti, svegliano brutalmente i lavoratori puntando loro negli occhi torce elettriche lunghe come manganelli e intimano i lavoratori di alzarsi e di uscire dalle stanze, li raccolgono in un ufficio, chiedono i documenti, impediscono loro di muoversi, non permettono nemmeno ad un lavoratore che si stava sentendo male di andare in bagno.

Dopo un primo momento di smarrimento, i lavoratori cominciano ad insospettirsi, quei personaggi non avevano la divisa da poliziotti né di altre forze dell’ordine, riconoscono invece nella squadra il loro l’ex AD Samuele Landi. La tensione sale. I lavoratori decidono quindi di chiamare la polizia, quella vera. Gli aggressori non demordono, è chiaro che il blitz ha uno scopo ben preciso, intimano ai lavoratori di rimanere nella stanza. Si sentono rumori di porte sfondate e scrivanie forzate. Arriva la polizia e il quadro è subito chiaro si tratta di un’irruzione illegale bella e buona. Vengono chiesti i documenti a tutti i presenti e a quel punto il commando appare per quel che è, un gruppo di vigilantes di un’azienda in sorveglianza privata ingaggiati dal Landi.

Il giorno dopo tutta la stampa ha titoli forti sull’accaduto, che vanno dal “Bande paramilitari contro i lavoratori” de Il Manifesto, al “Eutelia, blitz di vigilantes: minacce e aggressioni agli operai che occupano” de Il Giornale. Unanime e forte anche la condanna di diversi esponenti politici e pubblici amministratori, e naturalmente del sindacato. Tantissimi i comunicati di solidarietà da lavoratori di altre aziende.

Quella notte era presente nella sede il giornalista Federico Ruffo di Rai Educational, lì per un’inchiesta, che con prontezza ha subito attivato la telecamera ed ha così potuto documentare con un filmato che ha fatto il giro delle TV e dei blog, la drammatica notte. Una bruttissima vicenda, quindi, “ma ora la giustizia farà il suo corso” si dissero i lavoratori, forti anche della testimonianza oculare e filmata di un terzo e della loro posizione di pacifici dimostranti e il presidio era noto forze dell’ordine sempre informate di ogni manifestazione.

Ed invece oggi dal Tribunale di Roma arriva questa ennesima doccia gelata che scatena la rabbia dei lavoratori Agile ex Eutelia in tutt’Italia. “I dodici colleghi che quella notte erano presenti a nome di tutti i lavoratori in agitazione avranno tutto il necessario supporto, materiale e morale. Se questa condanna venisse confermata prenderebbe corpo un precedente gravissimo che impedirebbe, di fatto, qualsiasi protesta in difesa del diritto al lavoro”, scrivono sul sito del coordinamento sindacale.

E dal blog “Vertenza Eutelia-Agile” i lavoratori chiedono al giudice Palmisano “con quale coscienza morale e civile ha potuto emettere una simile ignominiosa sentenza?”

In effetti questa sentenza di condanna oltre che sconvolgente è assolutamente inaspettata, perché il presidio nella sede di Roma, come anche in tutte le altre sedi presidiate, non ha mai impedito lo svolgimento delle attività a quanti volessero continuarle e non è mai giunta in nessuna delle sedi una richiesta di sgombero. I presidi erano gestiti insieme a carabinieri e polizia, con il ministero dell’interno sempre informato.

E allora perché questa condanna adesso? Che messaggio si vuol far arrivare a questi lavoratori, ma anche indirettamente ai tantissimi lavoratori costretti ad azioni estreme per attirare l’attenzione di un paese anestetizzato dai media e di politici attorcigliati su loro stessi? Ora i lavoratori accusati, assistiti dai legali della FIOM, che sembra rimasta l’unica organizzazione veramente dalla loro parte, dovranno presentare ricorso e produrre la loro difesa entro 15 giorni.

di Cadigia Perini

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