Vinyls Marghera, le ultime decisioni prese al MiSE

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Porto Marghera

Vinyls Marghera, venerdì pomeriggio l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, “un’occasione importante a non perdere”, diceva la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto. Sì, perché se c’è una speranza concreta per dare un futuro ai lavoratori della Vinyls (oltre 150 famiglie) la risposta arriverà solo dal MiSE. I cassintegrati di Marghera le hanno provate tutte: l’ultima impresa è stata quella di scrivere una canzone che proporranno a Vasco Rossi per la Festa dei Lavoratori.

Ore 14:00, 2 marzo 2012, ufficio del Ministero. Commissari Vinyls, l’Oleificio Medio Piave (possibile compratore), l’Autorità portuale veneziana e quelli del Ministero. Rimaniamo in attesa di notizie tutto il pomeriggio quando finalmente Nicoletta Zago (lavoratrice di Porto Marghera da sempre in prima linea nella lotta per il lavoro) ci fa sapere per Twitter quali novità: “Pare che l’attività portuale abbia dato l’ok al progetto banchina – che consentirebbe di fare attraccare le navi che porteranno i semi vegetali da lavorare nel nuovo stabilimento - ma l’oleificio ha detto costerebbe 26.000.000 di euro”.

Pochi minuti dopo un nuovo tweet: “l’assessore del comune di Venezia si è impegnato a lavorare sulla Regione Veneto e con i Ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico per stipulare a breve accordo di programma che farebbe abbassare il costo dei lavori alla banchina”. A quanto pare quindi si va avanti quindi, ma che la vicenda non sia finita venerdì lo dimostrano la richiesta di una ulteriore proroga della cassa integrazione già presentata al Ministero del Lavoro, e una del commissariamento straordinario per altri tre mesi: per Cig e commissari, dunque, si profila una nuova scadenza, il 9 di giugno.

di Marco Nurra | @marconurra
(3 marzo 2012)

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  • Robertone

    A marghera ci sono anche altri casini , ultimamente si parla anche della raffineria ENI , che doveva essere spostata in Slovenia.
    Pare che il governo si sia opposto e glielo abbia impedito , dico pare, naturalmente, non si sa mai.
    Forse alla Vinyls interessa chiudere o smontare lo stabilimento e rimontarlo all’estero?

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