L’Industria è mortammazzata in Italia

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Gli operai cassintegrati della Vinyls di Porto Marghera ci inviano la loro testimonianza per la campagna #iosonopovero. Lo scorso settembre hanno occupato la torcia dello stabilimento a 150 metri d’altezza. Dimenticati dalle istituzioni, come i colleghi sardi di Porto Torres. La desertificazione industriale nella frase: “Io sono povero perché l’industria è mortammazzata in Italia”.

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Abbiamo vissuto sulle nostre spalle due fallimenti: uno dall’imprenditore Sartor e uno dai commissari straordinari che dovevano salvaguardare i lavoratori degli impianti Vinyls. Non ci sono riusciti a far fallire anche le nostre vite.

Porto Marghera era una città di lavoro, dignità e speranza, mentre oggi è una città senza un progetto concreto di sviluppo. Divenuta terreno fertile di degrado, delinquenza, prostituzione e droga. E i suoi cittadini sono sempre più poveri nella laguna di Venezia.

Ti ritrovi prigioniero di un’angoscia che priva di ogni libertà, ma non quella con la ‘L’ maiuscola. Parlo delle libertà della vita quotidiana: ho qualche carie ma non posso andare dal dentista, è una spesa che per ora posso considerare non necessaria. Masticherò dall’altro lato. Mio padre è gravemente invalido ma non posso pagargli un’assistenza migliore. E l’angoscia che provo ogni volta che vedo una bolletta nella cassetta della posta e non so se aprirla o farla aspettare lì qualche giorno, col rischio che arrivino altre a farle compagnia.

Sono costretto ad andare a lavorare nell’azienda che è fallita per portare avanti i presidi di sicurezza – in un impianto chimico è necessario – senza venire pagato da mesi, ma la benzina devo metterla e costa sempre di più.

Vogliamo fare un appello a Susanna Camusso e Emilio Miceli (segretario nazionale Filtcem Cgil) per un intervento legale su Vinyls. Senza polemiche, ma con responsabilità. La nostra chiusura è iniziata cinque anni fa con il disimpegno di Eni e Ineos e col Ministero dello Sviluppo che dichiarava la chimica un settore strategico ma non garantiva nulla.

Da cinque anni ormai ci troviamo in mano solo promesse. Troppe. Nessun fatto concreto. Nonostante i lavoratori Vinyls, pur non essendo retribuiti, hanno sempre e con responsabilità, finché le forze glielo hanno permesso, mantenuto il presidio negli impianti per la sicurezza ambientale e della cittadinanza. Come noi tantissimi dipendenti dell’Industria di questo paese, mortammazzata dalla incapacità degli ultimi governi.

Tutti parlano di bonifiche a Porto Marghera ma per ora sono solo parole. Siamo in una situazione dove le regole non valgono più, alle prese con uno scaricabarile delle responsabilità. Gli unici a pagarne le conseguenze sono i lavoratori. Privati della libertà di vivere una vita normale.

Lavoravi in una fabbrica che ha chiuso? RACCONTA LA TUA STORIA

di Lucio Sabbadin e Alessandro Gabanotto

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