Acciaio opaco a San Giovanni Valdarno

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La tragedia del perdere il proprio impiego, ma anche un’importante testimonianza di solidarietà tra lavoratori. L’isola dei cassintegrati ha scoperto una nuova realtà di crisi, quella di un’acciaieria nella provincia di Arezzo, uno stabilimento un tempo lucente di speranza, oggi sempre più opaco, come il futuro di chi ci lavorava.

San Giovanni Valdarno, Arezzo, Acciaierie AFV Beltrame. È il 27 ottobre di quest’anno e l’ennesimo dramma del lavoro ha il suo epilogo: chiuso temporaneamente a giugno per ristrutturazione con un accordo di sei mesi di cassa integrazione stipulato tra le parti, il sito verrà invece chiuso definitivamente causa crisi.

Mauro Benucci, lavoratore dell’acciaieria, ci racconta lo sconcerto iniziale delle maestranze nell’apprendere la decisione dell’azienda. “Abbiamo visto caderci in testa una brutta tegola dopo soli 4 mesi dalla stipula dell’accordo, unilateralmente disatteso dall’azienda”. Poi, però, lo sconcerto cede il posto alla rabbia, quella pacifica ma testarda que noi conosciamo bene, e i lavoratori iniziano il presidio semipermanente dell’ingresso dello stabilimento.

Il 14 dicembre uno spiraglio di luce per i 79 dipendenti della fabbrica: azienda e parti sociali hanno siglato un accordo che prevede la cassa integrazione per crisi fino al 30 novembre 2012. Un po’ di respiro per i lavoratori e un minimo di serenità per proseguire con la lotta: “Certo la cassa integrazione non è il massimo ma non c’era alternativa al momento” precisa Mauro, e sottolinea che “la strage di aziende che si consuma in Valdarno non sta lasciando superstiti né alternative”.

Bellissimo e gradito gesto di solidarietà dai colleghi dello stabilimento di Vicenza – sede legale del gruppo Beltrame, dove iniziò l’attività nel 1886 – che hanno donato ai colleghi in San Giovanni Valdarno il corrispettivo delle ore di assemblea del 2011 non usufruite, grande vicinanza nei confronti dei colleghi meno fortunati che a dire il vero non sono gli unici del gruppo ad aver subito questa sorte: nel 2010 infatti sono state chiuse le fabbriche di Villadossola in provincia di Verbania e San Giorgio di Nogaro (Udine). Con la chiusura di San Giovanni il gruppo ha praticamente dimezzato la sua presenza in Italia con 3 stabilimenti, mentre rimane attiva la sua presenza in Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Romania.

Seguiremo da vicino l’evolversi di questa vicenda, ennesima isola nell’arcipelago dei cassintegrati in Italia. Iscrivetevi alla nostra pagina facebook per rimanere aggiornati sull’unico reality “reale”.

di Pietro Curis

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