Alessandro Benetton risponde al nostro appello

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Dopo meno di 24 ore Alessandro Benetton risponde al nostro appello contro i licenziamenti Autogrill, lanciato dal Popolo Viola in collaborazione con L’isola dei cassintegratiÈ un grande risultato: chi conosce le dinamiche sindacali sa che per ottenere una risposta ufficiale a volte servono molti mesi di proteste e scioperi.

Buongiorno a tutti, rispondo solo ora perché, come in molti già sanno, ci tengo a farlo di persona. Nelle ultime ore alcuni di voi mi hanno chiesto, intervenendo su questa pagina, di prendere una posizione rispetto a temi relativi alla società Autogrill. Autogrill è una società che è quotata presso la Borsa di Milano e ha quindi un suo management e governance ben distinti da quelli di Benetton Group. Non è mio compito nè è legittimo che io intervenga nella gestione operativa di un’azienda che non è quella per la quale ricopro incarichi operativi. Allo stesso tempo ho piena fiducia nell’operato del management di Autogrill che so si sta occupando di questa questione.” (qui potete leggere il messaggio originale)

Un precisazione: vogliamo ricordare ai lettori (e a lui) che Alessandro Benetton fa parte del Consiglio di Amministrazione di Autogrill, quindi un ruolo di responsabilità nell’azienda lo ricopre eccome. Ma su questo torneremo nei prossimi giorni.

È importante la risposta di Benetton? Sì, perché vuol dire che il nostro appello è arrivato a destinazione. Ottenere una risposta in cosi poco tempo è un risultato che non va sottovalutato, specialmente perché dice di avere “piena fiducia nell’operato del management di Autogrill che so si sta occupando di questa questione“. Staremo a vedere.

È sufficiente la risposta di Benetton? No, perché stiamo parlando di 76 lavoratrici licenziate. Potremo dirci soddisfatti solo quando riavranno il loro lavoro, nel frattempo continueremo a sostenere la lotta. Grazie a noi, L’Espresso (citandoci) e il Corriere della Sera (che invece non ci cita) parlano dei licenziamenti Autogrill… e questo è solo l’inizio!

Chiudiamo questo articolo prendendo atto anche delle ‘scuse’ dell’amministratore dalla pagina Facebook di Benetton, che aveva cancellato TUTTI i commenti contrari ai licenziamenti (qui potete leggere il messaggio originale). Per un personaggio pubblico cancellare i messaggi dei ‘fan’ dalla propria bacheca Facebook è un gravissimo errore di comunicazione, per fortuna sembra che questa volta abbiano imparato la lezione.

di Marco Nurra| @marconurra
(17 aprile 2012)

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  • Silvia

    Buono, c’è anche chi non risponde per nulla. In quanto membro comunque può portare il problema in Consiglio di amministrazione. In certi casi, sarebbe giusta una riunione con le licenziate affinché loro possano mostrare la loro situazione ai dirigenti e l’azienda può spiegare loro perché di quesi posti non c’è bisogno e vedere se c’è una possibilità di riassorbimento altrove. Al di là di questo fatto singolo, anche per questo credo sia importante la riqualificazione (cosa di cui in Italia si parla ancora relativamente) perché quando un’azienda è in crisi (parlo di aziende in crisi non di altri casi come delocalizzazione ecc…) il lavoratore dovrebbe avere la possibilità di riqualificarsi così da fare qualcosa durante il periodo di inattività e i corsi dovrebbero basarsi su ciò che realmente serve al mercato in quel momento.

  • Alberto

    Finalmente anche in italia la rete acquista peso e potere.
    Solo attraverso la forza di tanti singoli possiamo far capire a chi pensa di essere troppo grande e troppo potente che il loro potere non è nulla al confronto di centinaia di migliaia di individui consapevoli, preparati e mediamente incavolati neri!
    E’ ora di far capire a questi “imprenditori” che la pacchia è finita, che i cittadini sono stufi di essere spremuti come limoni e poi gettati nella spazzatura.
    Da parte mia, che abbia o meno “incarichi operativi”, i benetton non vedranno più un euro che sia uno. Niente autogrill, niente abbigliamento (alla mia ragazza piaceva tanto…pazienza), niente panini da burger king e poi…c’è la rete per capire come colpire. Niente violenza, solo cose che a loro danno un intensissimo dolore: il portafogli!

  • fedii

    TUTTE STUPIDAGGINI DA INTRATTENIMENTO ..

    LA FAMIGLIA BENETTON DOVREBBE ESSERE PROCESSATA PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA..
    BASTA GUARDARE IN PATAGONIA CHE STANNO CACCIANDO POPOLI NATI IN QUELLE TERRE DA GENERAZIONI ..
    non si puo comprare quella terra ..
    E’ gia una truffa ai danni delle popolazioni indigene …
    LO stato che ha venduto e chi ha comprato a queste condizioni sono NULLITA GALATTICHE , polvere di niente cosmica ..

    ma la BENETTON non era quella azienda che era diventata famosa per quella campagna pubblicitaria
    contro IL RAZZISMO ? HANNO USATO IL POTERE DELLA SOLIDARIETà PER COSA ?

    sta arrivando il giorno del GIUDIZIO miei cari parassiti…

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