Una scelta inevitabile quella di delocalizzare, dice Nerino Grassi. Peccato che il gruppo, e sono parole del Sig. Grassi, abbia registrato una media di fatturato “stabile in questi anni di circa 620 milioni di euro”. L’odissea per le dipendenti Omsa continua…
“Nerino Grassi, fondatore del colosso della calza e dell’intimo Golden Lady, non ci sta a passare per l’affamatore del popolo, quello del licenziamento facile”. Così recita un passaggio dell’intervista uscita per la Gazzetta di Mantova al patron di uno dei gruppi industriali italiani più discussi del momento, il gruppo Golden Lady, titolare anche del marchio Omsa.
Ma che il signor Grassi ci stia o non ci stia poco importa, l’evidenza dei fatti è tutt’altra. Due situazioni su tutte parlano chiaro: il caso dell’Omsa di Faenza, dove ancora dopo ben due anni di vertenza aperta non si è trovata un’alternativa chiara e dove l’ultimo incontro il 20 gennaio scorso, fra ministero-azienda-parti sociali, ha delineato nient’altro che una flebile possibilità di riconversione del sito produttivo.
Ancora peggio stanno invece le 382 oramai ex-dipendenti dello stabilimento Golden Lady di Gissi in Abruzzo alle quali ,sebbene sia stato riconosciuto un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria, lo stato di crisi per la zona dove è ubicato lo stabilimento, che ne faciliterebbe la riconversione, non è invece stato ancora riconosciuto dal ministero. (continua…)
















