Diario da Perugia: Abbiamo vinto!

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La premiazione

Ore 9.00 Smaltito il karaoke, Perugia ci sembra più accogliente. Facciamo colazione in hotel. Marco non disdegna imboscarsi una crostatina nella giacca. Usciamo e per miracolo non sta piovendo, anche se fa un freddo della madonna.

Ore 11.00 Arriviamo al quartier generale del Festival, l’Hotel Brufani: per arrivare alla sala stampa ci facciamo largo tra la folla schivando le interviste (fatte ad altri, non a noi) da veri professionisti del settore. E’ un gran viavai di giornalisti e volontari dell’organizzazione ma troviamo posto per sederci, guardare il programma della giornata, e cercare di scrivere questi maledetti diari da Perugia.

Ore 12.00 Mentre scriviamo il diario, stravaccati nei divanetti della hall, vediamo passare Luca de Biase (Sole 24Ore), membro della giuria del Premio Eretici Digitali, il motivo per cui siamo qui. Ci accomodiamo meglio e cerchiamo di darci un tono da giornalisti. Mentre assumiamo un’espressione concentrata sul monitor Michele ha la brillante idea di saltar su e agguantare De Biase per il braccio chiedendogli: “Oh, ciao Luca sono Michele Azzu de L’isola dei cassintegrati, senti ma abbiamo vinto?”

Ore 12.01 Evidentemente il nostro stile da gentiluomini del sud è stato frainteso perché subito dopo si avvicina Arianna Ciccone (organizzatrice del Festival) per deriderci: “Siete patetici”. La decisione della giuria è top secret, e probabilmente non rivedremo mai più Luca de Biase…

Con Fulvio Abbate

Ore 14.00 Conosciamo finalmente un grande sostenitore del nostro blog, Fulvio Abbate, meglio noto come Teledurruti, intellettuale e giornalista. Non fa fatica a riconoscerci, dato che ci scriviamo su Facebook da un anno e ha realizzato anche tre video per noi. Ci parla con grande serenità di come anche lui, nonostante la sua posizione di privilegio, cerchi di fare quello che può per aiutare gli operai. A volte un semplice messaggio può fare la differenza.

Ore 15.00 Michele è nervoso perchè teme che la “mossa de Biase” abbia compromesso l’esito del premio Eretici, e cerca invano la Ciccone per scusarsi. Marco è nervoso per due motivi: ha paura che Michele trovi la Ciccone e invece di riparare pregiudichi ulteriormente la nostra posizione al Festival. Il secondo motivo: e se non vincessimo? Come intitolare il diario di oggi? “Diario da Perugia: Abbiamo perso, ma l’importante è partecipare!”…

Ore 16.00 Ci siamo, è il momento della premiazione. La giuria prende posto e spiega motivi ed obiettivi del concorso, come il giornalismo debba evolversi e andare verso il digitale, compiendo così quella che viene definita una eresia per il giornalismo nostrano, ancora arroccato nelle redazioni cartacee. I progetti finalisti, dicono, sono tutti molto validi. Luca De Biase è l’unico membro della giuria a non presentarsi sul palco… sarà un caso? Ci intervistano le ragazze di Step1, che hanno vinto il premio l’anno passato.

Ore 16.30 Abbiamo vinto! Abbiamo vinto, cazzo! Il primo premio va a un collettivo di otto videoblogger indiane, ma Mario Tedeschini Lalli, presidente della giuria, spiega come sia stato davvero difficile scegliere tra i tre vincitori il premio. Inoltre le indiane non si presentano alla premiazione, e questo ci permette di prenderci la parte grossa e di spiegare al pubblico la nostra inchiesta sul lavoro. Scendendo dal palco ci fanno i complimenti Elisabetta Tola di formicablu, che rivedremo più in là, e Alessio Jacona de L’Espresso. Anche Daniele Sensi (L’Anticomunitarista), che se la ride, si avvicina a stringerci la mano. Incontriamo Federico Mello e Stefano Feltri de Il Fatto Quotidiano, che ci seguono dagli albori di questa avventura.

Parliamo un po’, è bello conoscere chi ha creduto nel tuo lavoro, e cogliamo l’occasione per proporre a Mello un titolone da prima pagina su di noi per il FQ di domani. Durante le foto di rito con la targa Arianna Ciccone dice: “Come siete carini!” indicandoci sul maxi schermo. Molto meglio che patetici, senza dubbio!

col celebre Manuel De Carli

Ore 17.00 Ma la celebrità più celebre di tutti la conosciamo appena scesi dal palco, si tratta di lui, proprio lui… il buon vecchio mito di vignettista di questo blog, Manuel De Carli! Pensare che lavoriamo assieme da 14 mesi e non ci eravamo ancora visti di persona, lui vive a Tivoli. Ci abbracciamo e scambiamo pacche da blogger, decidiamo di andare a caccia di un bar per festeggiare. Fra le coppe di champagne e il caviale è bello parlare con Manuel di tutto quello che si è fatto in rete negli scorsi 14 mesi e di tutto ciò che ancora di buono si può fare. Manuel è un comunistaccio duro e puro, uno coi piedi per terra, e senza problemi ci dice che se avessimo preso il primo premio ci avrebbe sfanculato. Gli chiediamo perchè, e risponde che: “Perchè il troppo è troppo”. Solo dopo qualche giorno capiamo cosa voleva dire. E insomma, averci un vignettista filosofo non è da tutti. Dopo la saggezza ci regala perfino un suo primo libro a fumetti, con tanto di dedica illustrata realizzata sul momento.

Ore 19.00 Abbandoniamo il vignettista De Carli e torniamo al Brufani in mezzo alla tormenta. Guardiamo sprazzi di conferenze – che qui chiamano panel – salutiamo gente che conosciamo, siamo davvero euforici. Alla fine riusciamo a vedere i 20 minuti finali dell’intervento di Aldo Cazzullo al Teatro Pavone, che parla dell’Italia e del suo nuovo libro. L’unico momento in cui riesce a nominare qualcosina della sardegna fa un errore clamoroso, parla di una inesistente rivalità tra Sassari e Nuoro, mentre storicamente è tra Sassari e Cagliari. Non lo biasimiamo, nessuno sa mai un cavolo della Sardegna, va da sempre così.

Ore 22.00 Dopo aver lasciato la targa premio in stanza ci ributtiamo per le strade del centro, convinti di incontrare i nostri amici volontari. Difatti sulla strada principale troviamo Vincenzo Sassu, nostro grande sostenitore ed ora amico, un giovane giornalista in ascesa che collabora al Messaggero ed ha perfino scritto e presentato un libro qui a Perugia. Ci dice che sono tutti dentro la pizzeria, e ci infiliamo dentro con lui e con gli altri soliti: Robiula, Pamela, Pasquale, Gaetano e Valeria. Loro ancora non lo sanno, ma presto saranno tutti imprigionati dentro le grinfie de L’unico reality reale, L’isola dei Cassintegrati. Abbiamo bisogno di nuovi redattori, e passiamo la serata a convincerli di partecipare al nostro progetto.

Ore 23.00 Finiamo la serata dentro Il Birraio, un locale carino, sotterraneo e pieno di cuscini, dove il barista ci spiega che Perugia è non solo il capoluogo umbro, ma anche la capitale dello spaccio italiana. Non ci impressiona, sappiamo che ai baristi piace vantarsi di questi primati campanilisti, ma da dove veniamo noi, Sassari, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno.

Lì conosciamo Maria Elena, che scrive per Repubblica sezione torinese, e cerchiamo di portare anche lei nel blog: ha un viso fatto per sorridere. Perugia è cara, fredda, e piena di resse, ma sarà per il festival. Se è così ne vale assolutamente la pena. All’uscita dal locale ci presentano tre giornalisti che erano seduti accanto a noi tutta la sera: uno di Rainews24, uno del Tg3 e uno del Tg2. Ringraziamo quello del Tg3, Marcello Greco, per tutto lo spazio che ci hanno dato in passato, chiediamo a quello del Tg2 come diavolo fa a lavorarci, imploriamo Mario Forenza di Rainews24 di dare finalmente il turno a Lampedusa a Riccardo Frugone – nostro amico – che è ormai da due mesi sull’isola come inviato. Ridono tutti, è un bell’ambiente qui a Perugia, dove anche i giornalisti possono rilassarsi. E noi con loro.

A domani per i diari in differita da Perugia!

Di Marco Nurra e Michele Azzu
(15 aprile 2011)

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