Magnifici un cazzo

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Essendo un blog un pò particolare per la nostra storia, non possiamo vedere scene di questo genere e commentare: “Però vediamo i piani, giusto ritrovare l’unità…”. Noi siamo quelli che in piazza stanno nel corteo, quelli che occupano, quelli davvero senza una lira. Da mesi in Spagna, in Grecia e poi in Italia giovani e vecchi manifestano in maniere nuove e indipendenti da sindacati e partiti per dire: NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO.

Nella foto sopra c’è il segretario di un sindacato che afferma di esistere per proteggere i grandi investimenti (?!), poi la segretaria di un altro sindacato che epura i suoi sindacalisti troppo radicali e che promette balle, questa stringe la mano a una proprietaria di aziende record per incidenti sul lavoro. Sommando il costo dei loro vestiti si ottiene un anno di cassa integrazione. Questo vediamo noi.

Magnifici quattro? Magnifici un cazzo.

di Michele Azzu
(29 luglio 2011)

Naturalmente la NOMINATION della settimana è dedicata al Sindacato. Partecipa anche tu!

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  • goffredo aprea

    ti lascio leggere questo altro articolo cosi sdramatizzi un pò anche te sulla vicenda:
    http://www.youcandid.com/video/4cd0d12895c2cb87c15c4554bb867291/

  • ahahahahaha, bè l’attinenza è poca, ma grazie del pensiero!

  • Andrea

    Ma cosa c’entra che i loro vestiti costano più di un anno di cassa integrazione? E’ la solita cagata comunista, del voler colpevolizzare il denaro guadagnato onestamente. Il punto è, l’hanno guadagnato onestamente? Se uno guadagna una cifra spropositata onestamente e c paga le tasse, non vedo che male ci sia. Su tutto il resto sarò anche d’accordo, ma l’ultima accusa sul prezzo dei vestiti fa ridere… Con questa testa non s va da nessuna parte: vuol dire che non si è capito il mondo in cui si vive, e che non si è davvero aperti alle persone, perché s giudicano negativamente solo per il loro conto in banca, quando magari s ammazzano di lavoro (non sto parlando dei 4 della foto).

  • Ciao Andrea, ho riflettuto su quanto hai scritto, e ammetto che hai ragione, il commento era un pò fuori luogo. Come dici tu il punto è se si guadagnano onestamente, non quanti soldi si hanno. Ecco, il giudizio implicito dell’articolo – che non voleva spiegare troppo – era proprio questo: crediamo che questi segretari prendano per il culo i loro iscritti. Ma la prossima volta eviterò di essere così settario proprio per evitare ciò che dici tu, di escludere automaticamente chi guadagna e se lo merita, e magari al giorno d’oggi vive tanti problemi che ci riguardano tutti (pensi a piccoli e medi imprenditori).

    Non dire che siamo comunisti però, personalmente non vedo chi si ritiene comunista in malo modo, ma certo non posso definirmi comunista, e soprattutto il blog e gli operai di cui parliamo non sono vendibili a un partito. Non lo abbiamo mai fatto proprio per onestà intellettuale nostra.

    nel senso: se uno è della lega e vuole poter dire la proprioa su questo blog deve farlo, o se vuole parlare del suo lavoro deve poterlo fare. Così come chi ha i soldi deve poter parlare senza essere escluso a priori.

    Ultimissima cosa: nel post volevo rendere chiaro quello che pensa a vedere una scena del genere chi si tropva nella situazione di non avere un lavoro, o è in cassa. E credimi, la prima cosa è proprio: “cazzo, però, quanto costano i loro vestiti, mentre parlano di operai!”. Era fuori luogo, forse, a del tutto sincero!

    Ciao Andrea e grazie delle critiche puntuali!

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