Morti sul lavoro, le cifre vere

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Morti bianche

«Non chiamatele morti bianche», dice Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico di Firenze, riferendosi alle morti sul lavoro. «Fa pensare che non ci siano colpevoli, che sia una cosa pulita, e non è mai così». Marco, come Carlo Soricelli che ha creato l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro, ha lottato tutta la vita per la sicurezza sul lavoro. Entrambi, fino a un mese fa, erano considerati due teste calde. Due persone che insistevano sui numeri delle morti, mentre i dati ufficiali Inail dicono una cosa diversa: le morti sono in diminuzione, anno dopo anno.

Il 20 maggio è cambiato tutto: da quella domenica mattina in cui il terremoto ha fatto crollare i capannoni in Emilia uccidendo quattro operai. A giugno le morti sul lavoro sono già 45, e tra l’otto e l’undici del mese sono morte 17 persone in quattro giorni. L’allarme scatta in tutta Italia: il 15 giugno un’interrogazione in regione Abruzzo, a Brescia il primato italiano con 10 decessi dall’inizio dell’anno. La Cgil di Alessandria lancia l’allarme per nove morti nel 2012 nella sola provincia, mentre a Salerno la Cisl segnala tre morti in otto giorni. Nel Lazio i morti sono 12, e la regione propone una legge per la sicurezza sui cantieri. In Puglia, invece, il direttore regionale dell’Inail spiega che il calo dei decessi va letto alla luce della diminuzione della forza lavoro.

Continua a leggere l’inchiesta sul sito de L’Espresso…

di Michele Azzu @micheleazzu

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