Crack Midal: in manette i vertici del colosso alimentare

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Pochi giorni fa davamo la notizia della prima sentenza per i licenziamenti Midal vinta dai lavoratori (grazie all’applicazione del’Articolo 18, ormai cancellato dal Governo Monti). La giustizia segue il suo corso e l’indagine della Procura ha portato, nelle ultime ore, all’arresto di 5 persone accusate di essere responsabili del crack fraudolento dell’azienda. Gli imputati avrebbero provocato il fallimento del colosso della grande distribuzione, dirottando dalle casse della società oltre dieci milioni di euro.

arresti_midalIn manette 5 persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul crack Midal. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari riguardano gli alti vertici del colosso della distribuzione alimentare: la presidente del consiglio d’amministrazione Rosanna Izzi, il consigliere delegato Ivo Lucarelli, l’amministratore delegato (e consigliere del Cnel) Paolo Barberini, il presidente del collegio sindacale Sergio Gasbarra e il revisore dei conti Sandro Silenzi. L’operazione ha rappresentato una svolta nelle indagini della Procura. Dodici in totale gli indagati, tra cui anche gli imprenditori intervenuti dopo la chiusura dei supermercati.

Le ipotesi di reato sono varie: si va dalla bancarotta fraudolenta al falso in bilancio. Il procuratore aggiunto ha dichiarato in seguito al blitz che gli arrestati avrebbero nascosto sin dal 2005 lo stato di salute della società, che attraversava una gravissima crisi finanziaria, “compiendo dissennate operazioni gestorie, con la complicità degli organi di controllo, hanno distratto dall’attivo della società ingentissime somme di denaro quantificate in oltre dieci milioni di euro“.

I lavoratori, i primi a denunciare le irregolarità della gestione aziendale culminata con il fallimento del gruppo, sono soddisfatti: “Vogliamo ricordare – dichiara uno dei lavoratori intervistato dall’Isola dei cassintegrati – che quando è cominciata la favola Midal del passaggio al gruppo Le botteghe, 34 lavoratori non avevano accettato l’accordo, mettendo in atto il DisGusto Tour e gridando a gran voce la verità nelle piazze della città. Oggi possiamo dire finalmente che avevamo ragione”. A confermare la loro denuncia, il comunicato stampa della Procura della Repubblica di ieri pomeriggio.

di Marco Nurra | @marconurra
(Video di Andrea De Santis, licenziato Midal)

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