Gazebo mostra che sulle manganellate agli operai Ast Terni ci hanno mentito

Poche ore fa il programma Gazebo di Diego “Zoro” Bianchi, ha mandato in onda su Raitre alcune immagini girate durante i fatti avvenuti il 29 […]

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Ora che ho perso il lavoro potrò laurearmi

Ti vendi bene tu, che prendi 500 euro al mese per lavorare 12 ore al giorno? Ti vendi bene tu, che a 35 anni hai […]

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La guerra fra vecchi e giovani di cui non si parla più

Ieri mattina a Roma c’è stata la protesta dei giornalisti precari davanti la sede del sindacato Fnsi. Reo, quest’ultimo, di avere firmato l’accordo sull’equo compenso. […]

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15 verità sul lavoro che nel 2015 non troverete sui giornali

A leggere i giornali durante le feste sembra che il 2014 sia stato un anno di selfie e gattini. Su “L’Isola dei cassintegrati” abbiamo vissuto […]

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Video messaggio dall’occupazione ad alta quota Meridiana

Le trattative sono ferme in Meridiana, la compagnia aerea non vuole tornare indietro sui 1634 esuberi annunciati e le recenti indiscrezioni su un presunto fondo […]

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Articolo 18, Marchionne e i cococo: debunking di Matteo Renzi da Fabio Fazio

Ieri Matteo Renzi è stato ospite alla prima di “Che tempo che fa”. Ha detto molte cose interessanti sul lavoro, dall’annunciata abolizione dei co.co.pro, che […]

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Spagna, una ‘dittatura perfetta’ (che molti governi vorrebbero imitare)

(versión en español) La svolta autoritaria della Spagna fa riflettere sull’ipocrisia della classe politica europea, pronta a difendere i diritti umani a parole davanti alle telecamere, […]

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Partita Iva, neolaureata, cassintegrato: il Natale che non si racconta

Volevo scrivere un post di Natale per “L’isola dei cassintegrati”. Mi sono detto, potrei parlare delle 40 vertenze industriali mai risolte che Matteo Renzi spaccia […]

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La rabbia di Maurizio Landini e degli operai Ast l’ho vissuta anche io

Io la rabbia di Maurizio Landini la conosco bene. Ci sono passato anche io, l’ho vista in tante storie simili fra loro, l’hanno vissuta i […]

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Il mio amico Mario ha un contratto di un anno e la gamba rotta

Voglio raccontarvi una storia in cui, sono certo, molti di voi si riconosceranno. Il motivo per cui devo raccontarla io, anziché farla scrivere a chi […]

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Sono tornata in Italia perché non voglio rassegnarmi

Il mio è un lavoro temporaneo (precario?), ho una borsa da ricercatore che scade il prossimo marzo. Ho 29 anni e un lavoro che per […]

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10 cose da fare mentre aspetti un pagamento a 90 giorni

Partita Iva? Precario? Lavori con la Pubblica Amministrazione? Beh, allora sai di cosa stiamo parlando, di quelle fatture che invii di fretta perché loro devono […]

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Palermo, British Telecom vuole 10 milioni per salvare il call center

ll centro palermitano Accenture chiude per la scadenza della commessa di British Telecom. Che chiede 10 milioni per farsi carico dei lavoratori. E da tre […]

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Quando Matteo Renzi diceva: “Cancelleremo la cassa integrazione”

La cassa in deroga doveva finire qui. Ma è stato necessario rifinanziare gli ammortizzatori, perché i soldi erano già stati spesi. E i sussidi universali? […]

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Emergenza lavoro: dai giovani ai cinquantenni non si salva più nessuno

I giovanissimi “neet”, i precari quasi trentenni, i disoccupati over 50 e gli esodati. Ognuna di queste categorie è considerata un’emergenza. L’inchiesta di Michele Azzu per L’Espresso. […]

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España, una ‘dictadura perfecta’

(versión en italiano) El giro autoritario de España nos hace reflexionar sobre la hipocresía de la clase política europea, dispuesta a defender los derechos humanos […]

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La mia Sicilia del lavoro gratis, in nero, merce di scambio elettorale

Ti vendi bene tu, che prendi 500 euro al mese per lavorare 12 ore al giorno? Ti vendi bene tu, che a 35 anni hai […]

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Morti sul lavoro, ‘L’isola dei cassintegrati’ ospite del Tg3

Le morti sul lavoro sono un problema politico. Se gli incidenti si ripetono sugli stessi luoghi – all’Ilva, alla Marcegaglia, alla metro di Roma – […]

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España, una ‘dictadura perfecta’

(versión en italiano)

El giro autoritario de España nos hace reflexionar sobre la hipocresía de la clase política europea, dispuesta a defender los derechos humanos con palabras ante las cámaras, mientras con la otra mano empuja leyes represivas a golpes de mayoría absoluta en Parlamento, como la reforma del Código Penal, la Ley de Seguridad Ciudadana, o la Ley Antiterrorista. Parece tan lejana la imagen de los líderes europeos manifestándose por la libertad de expresión en París… 

La resistencia pasiva es un "atentado al autoridad", según el nuevo Código Penal

El Congreso español ha aprobado este miércoles la Reforma del Código Penal solo con los votos del Partido Popular, que gobierna el país con mayoría absoluta en Parlamento. En febrero pasará al Senado para ser aprobada definitivamente.

Más de 60 catedráticos de Derecho Penal acusan al PP de “pisotear la dignidad humana”. Hemos perdido la cuenta de las alarmas lanzadas en los últimos meses por Amnistía Internacional, la última hace pocas horas, sobre el peligro que corren algunos derechos fundamentales como el de expresión, de reunión, o de asilo político.

Más represión y más corrupción, el leitmotiv del nuevo Código Penal

La reforma se caracteriza por el endurecimiento de todas las penas, pero olvida los delitos de guante blanco y reduce las penas por corrupción (un alivio por los políticos del PP involucrados en el caso Gürtel).

Una de las novedades más importantes para la jurisprudencia española es, sin duda, la introducción de la cadena perpetua, llamada “prisión permanente revisable”, que prevé una revisión del caso después de los primeros 25/35 años de carcel, para determinar si el condenado puede ser reinsertado en la sociedad. Según algunos constitucionalistas, esta norma entraría en conflicto con el artículo 25 de la Constitución, que exige que las penas privativas de libertad estén orientadas hacia la reeducación y reinserción social.

El objetivo de muchas enmiendas es reprimir la disidencia de los ciudadanos. Por ejemplo, se equiparan los guardias privados a las fuerzas de policía del estado, pues no sería un disparate imaginar que dentro de un año algunas empresas se hayan organizado con sus propios vigilantes para repartir palizas a los trabajadores que protestan. Y habrá que tener mucho cuidado durante una manifestación pacifica, porque la resistencia pasiva será castigada a la par de la resistencia activa y violenta. Detenerse, tirarse al suelo y no moverse, mientras la policía te rompe la cara a patadas, será considerado un delito.

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Spagna, una ‘dittatura perfetta’ (che molti governi vorrebbero imitare)

(versión en español)

La svolta autoritaria della Spagna fa riflettere sull’ipocrisia della classe politica europea, pronta a difendere i diritti umani a parole davanti alle telecamere, mentre in Parlamento spinge a colpi di maggioranza leggi repressive come la Riforma del Codice Penale, la Legge di Sicurezza Cittadina, o la Legge Antiterrorismo. Sembra ormai lontana l’immagine dei leader europei manifestando a Parigi per la libertà d’espressione, ma forse la sentivamo già distante mentre li guardavamo in diretta sui nostri televisori.

La resistenza passiva è un crimine: attentato contro l'autorità

Il nuovo Codice Penale stabilisce che la resistenza passiva è un “attentato contro l’autorità”

Mercoledì mattina il Congresso dei deputati spagnolo ha approvato la Riforma del Codice Penale, con i soli voti del Partito Popolare che è al governo del paese con la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. A febbraio verrà presentata al Senato e per marzo/aprile dovrebbe essere legge.

Ho già criticato alcuni aspetti della riforma in un articolo per Valigia Blu, ma penso che meglio di me parlino gli oltre 60 cattedratici spagnoli di Diritto Penale che accusano il PP di calpestare la dignità umana e di voler mettere il bavaglio alle centinaia di proteste cittadine che si susseguono ogni giorno. O gli allarmi lanciati negli ultimi mesi da Amnesty International, l’ultimo di poche ore fa, sul pericolo che corrono alcuni diritti fondamentali come quello d’espressione, di manifestazione, o di asilo politico.

Più repressione e più corruzione, il leitmotiv del nuovo Codice Penale

La riforma si caratterizza per l’inasprimento di tutte le pene, tranne quelle relative ai reati di corruzione politica che, anzi, vengono ridotte (con un sospiro di sollievo del PP, coinvolto nel Caso Gurtel, il maxi processo per corruzione che occupa le prime pagine di tutti i giornali).

Una delle novità più importanti per la giurisprudenza spagnola è senza dubbio l’introduzione del carcere a vita, chiamato “prisión permanente revisable”, che prevede un secondo esame del caso dopo i primi 25-35 anni di carcere, per stabilire se il condannato verrà reinserito o meno nella società. Secondo alcuni costituzionalisti questa norma entrerebbe in conflitto con l’articolo 25 della Costituzione, che esige che le pene privative della libertà siano orientate alla rieducazione e al rinserimento sociale.

Vengono poi introdotti tutta una serie di emendamenti che servono a reprimere ancor di più il dissenso dei cittadini. Per esempio, nella nuova legge le guardie private sono equiparate a tutti gli effetti alle forze di polizia, quindi è probabile che fra un anno le imprese si muniscano di “vigilantes” per manganellare i lavoratori che protestano.

E bisognerà stare molto attenti durante una manifestazione pacifica, perché con la nuova legge la resistenza passiva sarà punita alla pari della resistenza attiva e violenta. Se vi buttate a terra rifiutando di muovervi, mentre la polizia vi spacca la faccia a calci, sappiate che state compiendo un crimine. Leggi il resto di questa notizia »

15 verità sul lavoro che nel 2015 non troverete sui giornali

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A leggere i giornali durante le feste sembra che il 2014 sia stato un anno di selfie e gattini. Su “L’Isola dei cassintegrati” abbiamo vissuto un 2014 diverso. L’anno della disoccupazione record, della riforma sui contratti di lavoro precari, della fine delle fabbriche, della stangata sulle partite Iva. Il 2014 dei morti sul lavoro, dell’abbandono degli esodati, della fine dei sindacati, della rabbia sociale.

Ecco una selezione di storie dei nostri protagonisti, che non avete trovato sui giorali nel 2014, e che non troverete nel 2015. Buon anno nuovo a tutti voi, a chi non rimane indifferente, a chi non si arrende. Leggi il resto di questa notizia »

Partita Iva, neolaureata, cassintegrato: il Natale che non si racconta

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Volevo scrivere un post di Natale per “L’isola dei cassintegrati”. Mi sono detto, potrei parlare delle 40 vertenze industriali mai risolte che Matteo Renzi spaccia per grandi successi. Oppure, del dramma delle partite Iva e di come può vivere una giovane donna che ha deciso di aprirla con mille difficoltà. Si potrebbe scrivere di tutte le occupazioni e i presidi in Italia. Poi su Facebook mi è arrivato il messaggio di Anna, una giovane neolaureata. E il commento di Alfredo, della fabbrica Sangalli Vetro di Manfredonia. Le loro parole mi hanno colpito e le riporto qui sotto col loro consenso. C’è una parte d’Italia che, ancora nel 2014, non viene raccontata. E quando succede, è sempre perché fa comodo, sempre in maniera superficiale, sempre a dare la versione del più forte. Sapere che per tutti gli altri, per chi non viene raccontato, L’isola dei cassintegrati è un punto di riferimento è motivo di grande orgoglio. Da gennaio sul sito ci saranno grosse novità. Buon natale a chi non viene raccontato mai. 

*      *      *

Anna: “Caro Michele, è passato un anno da quando è uscito questo articolo e, anche se non ci conosciamo, e con il rischio di sembrare un po’ fuori luogo, ci tenevo a scrivere un messaggio. Perché mi son resa conto che un anno fa questo articolo, proprio questo, ha cambiato qualcosa. Questo, e poi a seguire tutto il progetto de “L’isola dei cassintegrati” (sì, ci sono arrivata un poco in ritardo, lo ammetto) e tutto il lavoro incredibile che fate e fai, sempre preciso, puntuale, dettagliato.

Credo sia una questione di punto di vista: vedere e scrivere dalla parte di chi non viene mai raccontato, e dovrebbe essere invece il centro delle attenzioni e degli sforzi di tutti. Le storie dei lavoratori, ignorate, seppellite dall’informazione spicciola che lascia spazio all’indifferenza di chi non si sente toccato, ed etichetta tutto come “battaglia ideologica”. Che lascia spazio ai: “Con Marchionne senza se e senza ma”. Leggi il resto di questa notizia »