Cadigia Perini, cassintegrata Agile Eutelia e redattrice di questo blog ci aggiorna sul processo di Arezzo del crack Eutelia. Lo svuotamento del ramo Eutelia, l’evasione [...]
Disoccupato, 39 anni, pronto a partire: ‘Non solo i cervelli, oggi fuggono tutti’
La storia di Daniele, disoccupato 39enne: “Quelli della mia generazione se non hanno già un lavoro, qui in Italia non lo troveranno più, sono fuori dal mercato”. E la tentazione di ‘fuggire’ all’estero si fa forte.

“Prima fuggivano all’estero solo i cervelli. Ora se ne stanno andando tutti, non solo gli intellettuali, i medici, i ricercatori”. Daniele Saladino, 39 anni, è pronto ad andare via dall’Italia. Una via di fuga per poter lavorare, l’unica che ha individuato dopo due anni di disoccupazione e centinaia di curricula inviati invano. Diploma di ragioniere, ha sempre lavorato con contratti a tempo determinato o di collaborazione. Prima come segretario in uno studio di commercialisti, poi di avvocati.
Nel 2009 la società interinale Tempor vince un appalto con l’Inps: 600 persone, poi diventate 1200, andranno a lavorare per l’ente previdenziale, contratto di somministrazione. Il loro compito è quello di digitalizzare e archiviare su pc il materiale cartaceo. In pochi mesi il lavoro si conclude. Nuovo appalto, tutti i lavoratori vengono richiamati a ottobre del 2009, contratto fino ad aprile 2011. Appena riassunti svolgono corsi interni per imparare a svolgere attività specifiche.
A Daniele, che lavora nella sede di Roma, affidano l’incarico di gestire le pratiche dei collaboratori nelle aziende private e negli enti pubblici di Roma e provincia. Le società o gli enti mandano le loro denunce relative ad ogni persona e versano i contributi. Daniele verifica l’esattezza di quelle cifre, richiama le aziende se i conti non tornano e spiega loro come mettersi in regola. Negli ultimi mesi del contratto arriva anche a gestire le pratiche dei rimborsi. Muove lui il denaro, come fosse un lavoratore Inps a tutti gli effetti. Ma il contratto è a termine. La politica si muove, almeno a parole, per difendere quei posti di lavoro e le competenze acquisite. Tentativi di interrogazione parlamentare che non arrivano in porto. I lavoratori manifestano, lottano, ma senza ottenere nulla. Leggi il resto di questa notizia »
Crack Agile, udienza lunga 7 ore: ‘Così hanno svuotato Eutelia’
Cadigia Perini, cassintegrata Agile Eutelia e redattrice di questo blog ci aggiorna sul processo di Arezzo del crack Eutelia. Lo svuotamento del ramo Eutelia, l’evasione fiscale. Parallelamente prosegue il processo romano, con gli imputati Landi, Massa e Liori. Infine – come pubblicammo a gennaio poi ripresi dai quotidiani – l’ombra dello scandalo Banca Monte dei Paschi si allunga su Agile Eutelia.

Il processo di Arezzo contro la famiglia Landi e soci per il crack Eutelia è entrato nel vivo. Nell’udienza di ieri 13 giugno, durata più di sette ore, anche Samuele Landi (nella foto) ha voluto dire la sua. No, non ha lasciato l’amata Dubai dove è fuggito da tempo: lui avrebbe voluto partecipare al processo in videoconferenza ma i giudici non lo hanno permesso. Landi non si è comunque arreso (non è nella sua indole) e ha fatto pervenire, per mano del suo avvocato, una lettera al Consiglio dei Giudici per raccontare la sua versione su alcune delle operazioni contestate.
Molto difficile, però, smontare un’accusa così ben documentata, anche per Samuele Landi. Nell’udienza del 31 maggio, e di nuovo nel contro-interrogatorio ieri, il maresciallo della Guardia di Finanza Stefano Menchi ha raccontato con precisi riferimenti l’affare VoicePlus, società controllata dalla fiduciaria svizzera Cumbres, dietro cui le indagini hanno trovato tracce della famiglia Landi. VoicePlus fino al 2005 era solo una scatola vuota – come diventerà poi Eutelia, vuota fatta eccezione per i lavoratori – ma nel marzo 2006 Landi e soci cedono a VoicePlus la redditizia attività di Eutelia delle numerazioni a valore aggiunto (i servizi 199). La cessione è valutata 62 milioni ma i Landi la regalano a VoicePlus, causando un danno rilevante per Eutelia che comincia così a scricchiolare. Naturalmente il fatturato di VoicePlus dopo la cessione sale alle stelle, passando da 67 mila euro a 124 milioni di euro, con un utile di 23 milioni tutti presi ad Eutelia. Leggi il resto di questa notizia »
Mobbing sugli esodati: depositata la denuncia alla Fornero
L’Inps mette i numeri online: a un anno e mezzo dalla Riforma delle pensioni che ha prodotto 314.576 esodati (fonte: Ragioneria di Stato) solo l’8,7 per cento dei 130mila salvaguardati ha ottenuto la pensione. 11mila persone. Oggi alcuni comitati di esodati hanno depositato la denuncia all’ex ministro del lavoro Elsa Fornero per mobbing sociale, presentata lo scorso dicembre.

Sugli esodati abbiamo fatto il punto più volte, da quando abbiamo pubblicato i numeri veri allo scorso marzo, in cui ancora le pratiche dei salvaguardati risultavano ferme. Dopo un anno di grande confusione il 5 ottobre 2012 la Ragioneria di Stato mette nero su bianco la cifra esatta degli esodati: 314.576. Di questi, ad oggi, sono salvaguardati in 130.130 persone, con i restanti 184.500 non salvaguardati. Sono ormai partite le prime pratiche di salvaguardia, sullo scaglione di 65.000 relativo al primo iter legislativo (in totale gli interventi sono stati tre), e ora l’Inps mette i numeri online: sono 11mila ad oggi ad aver ricevuto la pensione.
Oggi, 13 giugno 2013, è stata ufficialmente notificata al Ministero del Lavoro, e poi depositata in tribunale, la richiesta di risarcimento del danno morale relativo alla denuncia per mobbing sociale, che alcuni comitati di esodati (Contributori volontari e Quindicenni) hanno presentato lo scorso dicembre contro l’ex ministro Fornero. Ci spiega Francesco Flore, portavoce dei Contributori Volontari: “Sono serviti sei mesi per mettere assieme i documenti, tra cui i certificati medici di tanti esodati che hanno sofferto di patologie psicologiche derivanti dall’enorme stress subito”. Ci scrivono: “La Riforma Fornero delle pensioni, è ormai di pubblico dominio, era finalizzata a fare cassa immediata e ha finito per stravolgere la vita di centinaia di migliaia di persone. Si tratta di un procedimento giudiziale prima di tutto di natura dichiaratamente etico-morale ed è importante sottolineare che gli attori in giudizio chiedono un simbolico risarcimento danni di 10.000 euro ciascuno, che sarà quasi totalmente devoluto ad una costituenda associazione senza fini di lucro, con il fine di sostenere le famiglie indigenti dei colpiti dalla riforma previdenziale Monti-Fornero”.
L’ultima volta che abbiamo scritto di esodati si era in campagna elettorale, campagna in cui il Pd si era fatto portavoce della questione, come lo stesso ex segretario Bersani ci aveva scritto su twitter. E ora che al governo c’è Letta, che fine hanno fatto le loro rivendicazioni? Solo ieri il ministro del lavoro Giovannini ha annunciato l’imminenza di una ricognizione della platea. “Sia ben chiaro che la denuncia attiene esclusivamente all’operato del precedente Ministro”, ci scrivono gli esodati. “E non certamente del ministro Giovannini che, ne siamo certi, ed anche a seguito dei solenni impegni presi dal Presidente Letta nelle sue dichiarazioni programmatiche, si impegnerà proficuamente per risolvere alla radice il dramma dei cosiddetti esodati”. Leggi il resto di questa notizia »




















