L’Ilva uccide solo d’estate

“Ma l’Ilva ucciderà anche noi?” “Tranquillo. Ora siamo in primavera. L’Ilva uccide solo d’estate”. Risponderei così – citando il film di Pif – a un […]

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Io sono un evasore: venite a prendermi

“Quando la crisi ci ha investito come un treno in corsa alla fine del 2009 abbiamo fatto l’unica cosa che sapevamo fare: resistere. Ebbene sì, lo […]

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Electrolux svuota i magazzini di Forlì durante la festa del patrono

Ieri in commissione industria in senato l’Electrolux ha fatto marcia indietro sulle notizie degli ultimi giorni: niente taglio degli stipendi del 40%, lo stabilimento di […]

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Omsa, le donne, il lavoro (che non c’è)

Pochi giorni fa Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato in un intervista al Corriere della Sera che l’Italia fa troppo poco per […]

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5 segreti per cucinare una partita Iva

Diamo 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 25.000 euro l’anno, dice Matteo Renzi. Giusto. Bravo. E tutti gli altri? […]

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500 euro al mese per un contratto che non arriva mai

Dopo gli operai, gli imprenditori falliti, i call center, #iosonopovero si occupa nuovamente di precari. Valentina ha 25 anni, un sogno nel cassetto, e lavora […]

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Odio, odio, odio il mio lavoro! Ciò che molti pensano ma non diranno mai al proprio capo

Per dare uno sguardo al futuro provate a pensare a un dipendente sfruttato che batte a macchina: “Io odio il mio lavoro. Io odio il […]

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46 contratti per rimanere precari a vita (alla faccia di Ichino)

Parla un sindacalista impegnato sui nuovi contratti. “C’è di tutto: anche chi fa 8 ore in garage e 3 in un maneggio”. E risponde al […]

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8 donne che vi insegneranno il significato dell’8 marzo

Per la Giornata internazionale della donna ci tornano alla mente tutte le storie di donne pubblicate in questi anni su L’Isola dei cassintegrati. Donne che […]

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Tutti licenziati: i dimenticati Vinyls presi in giro dalla politica

Con in mano una lettera di licenziamento collettivo, dopo cinque anni di lotta, Alessandro Gabanotto, cassintegrato della Vinyls di Porto Marghera, ci scrive: “Tante promesse […]

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In quali paesi le donne guadagnano meno degli uomini?

La risposta corretta a questa domanda è: “ovunque”. Non esiste, infatti, un solo paese al mondo dove le donne guadagnino in media più dei loro […]

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Lo sciopero significa non poter sfamare i propri figli

Sciopero e corteo partecipatissimi per Almaviva di Palermo, mercoledì 29. Eppure ognuno dei dipendenti ha perso una giornata di lavoro dalla busta paga già ridotta alla […]

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Matteo Renzi si dimentica di voi precari

Non ci sarà un nuovo contratto unico, ma modifiche sostanziali al contratto di apprendistato di Fornero. Il sindacalista: “Dai contratti di collaborazione da uno o […]

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Punizioni esemplari: il mobbing estremo della Fiat

I tre dipendenti licenziati e reintegrati dalla Cassazione sono rientrati nello stabilmento. Ma ci sono altre situazioni limite di cui si sta occupando la magistratura: […]

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Lavoro e proteste: un Ferragosto di rabbia

Berlusconi, Napolitano, Grillo, il Pd: per la politica è un’estate calda. Ma lontano dai palazzi c’è l’Italia della crisi e della disoccupazione. Così c’è chi […]

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10 cose che devi sapere prima di aprire la partita Iva (se no sei fottuto)

Dire “Ho la partita Iva” per molti oggi equivale a dire: “Ho una malattia incurabile”. Eppure aprire la partita Iva non è per forza un […]

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Ho lavorato ogni giorno per studiare e non è servito a nulla

Pochi mesi fa il ministro Giovannini aveva chiamato “inoccupabili” i giovani che non trovano lavoro. La critica era rivolta alla formazione italiana, considerata inadeguata. Oggi pubblichiamo […]

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Io sono povera perché vivo in uno Stato macellaio

Io non sono cassintegrato, disoccupato o esodato. Non sono precario, a partita Iva o a progetto. Non sono a chiamata o interinale. Io. Sono. Povero. 14 volti […]

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Tutti licenziati: i dimenticati Vinyls presi in giro dalla politica

Con in mano una lettera di licenziamento collettivo, dopo cinque anni di lotta, Alessandro Gabanotto, cassintegrato della Vinyls di Porto Marghera, ci scrive: “Tante promesse non mantenute, tante prese in giro istituzionali… e adesso abbiamo ricevuto la lettera di licenziamento collettivo da parte della nostra azienda: la Vinyls Italia, unico produttore nazionale di PVC, con tre stabilimenti dislocati a Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres”.

La lettera arriva pochi giorni dopo la cessione al Comune dei terreni dello stabilimento da parte di Eni. “Alcuni giorni fa – racconta Alessandro – l’ormai ex amministratore delegato di ENI Scaroni ha firmato in ‘pompa magna’ con la Regione Veneto, il Comune di Venezia e i sindacati l’accordo di cessione delle aree ex industriali. Dentro quell’accordo non si sono voluti inserire i destini di 100 persone”. Così cade anche l’ultima speranza dei cassintegrati, quella di un accordo con Eni per salvare le maestranze.  Leggi il resto di questa notizia »

Odio, odio, odio il mio lavoro! Ciò che molti pensano ma non diranno mai al proprio capo

io-amo-il-mio-lavoro

Per dare uno sguardo al futuro provate a pensare a un dipendente sfruttato che batte a macchina: “Io odio il mio lavoro. Io odio il mio lavoro. Io odio il mio lavoro”, ininterrottamente. Proprio di questo è accusato uno stenografo del tribunale di Manhattan (New York), licenziato due anni fa dopo aver compromesso almeno 30 sentenze, secondo quanto riporta il New York Post. Si è poi scoperto che molti dei trascritti dello stenografo della corte erano “del tutto incomprensibili” poiché soffriva – come ha poi ammesso – gli effetti dell’abuso di alcol. Un dettato in particolare ha incuriosito l’opinione pubblica, quello che continene la frase “Io odio il mio lavoro” ripetuta all’infinito. Al momento i funzionari del tribunale sono all’opera per riparare ai danni, e lo stenografo afferma di essere in riabilitazione. Ma varrebbe la pena chiedersi quanto tempo è occorso affinché ci si rendesse conto che quella persona non stava trascrivendo assolutamente nulla.

Nonostante tutto, non si riesce a fare a meno di sentire un brivido di gioia per una parte di questa storia. Ognuno di noi, a un certo momento della sua vita, ha sognato di poter fare la stessa cosa (ma non ha osato).  Nel 2007, in un cupo ostello di Coventry, lessi Bartleby lo scrivano di Hermann Melville. La storia di un impiegato che si rifiuta gentilmente di fare tutto ciò per cui viene pagato, nello sconcerto del suo capo, e mi ritrovai a pensare: “È la più bella storia che abbia mai letto”. Infatti è un libro di cui si discute ancora. Chi non ha mai sentito il bisogno di dire al proprio capo: “Preferirei di no”, quando ci chiede di infilare quei documenti nella busta e poi correre all’ufficio postale? Leggi il resto di questa notizia »

Omsa, le donne, il lavoro (che non c’è)

Pochi giorni fa Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato in un intervista al Corriere della Sera che l’Italia fa troppo poco per favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro. ”Il vostro è uno dei Paesi della zona euro che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.

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I numeri dell’Istat parlano chiaro: nella fascia di età 15-64 anni gli uomini sono occupati al 64%, le donne al 46.6%. Il tasso di disoccupazione generale è del 12.5%, quello solo femminile è del 13.6%. E gli inattivi che non hanno un lavoro e neanche lo cercano? 5 milioni gli uomini, 10 milioni le donne.

In questi anni abbiamo raccontato ampiamente la realtà delle donne nel lavoro (qui potete incontrare una vasta selezione di articoli).  E ogni volta ci tornano in mente storie come quella delle operaie dell’Omsa, che incontrammo a Faenza per la presentazione del nostro libro Asinara Revolution.

Che fine hanno fatto? Delle 320 cassintegrate ne sono rimaste 58, per le quali è finita la cassa integrazione senza avere ritrovato lavoro. Francesco Farinelli, tre anni fa, aveva realizzato per il blog la serie di interviste “Storie di Omsa”. Ne riportiamo alcuni frammenti. Leggi il resto di questa notizia »

L’Ilva uccide solo d’estate

“Ma l’Ilva ucciderà anche noi?”

“Tranquillo. Ora siamo in primavera. L’Ilva uccide solo d’estate”.

Risponderei così – citando il film di Pif – a un operaio dell’Ilva e degli appalti che si preoccupa della sua sicurezza. O a una delle 386 persone morte nell’arco di 13 anni per colpa delle emissioni industriali, come stabilisce la relazione di tre epidemiologi realizzata per la procura di Taranto.

la-mafia-uccide-solo-d-estate

Risponderei così ma solo per rassicurare, perché non sarebbe vero.

Scrive il sindacato di base Usb, che 6 mesi fa scavalcava la Fiom affermandosi come secondo sindacato dopo la Uil, sullo sciopero di oggi:

A seguito dell’ennesimo infortunio che vede coinvolto un lavoratore dell’appalto il collega Teodoro Tamburriello, operaio della Transervice, ricoverato in gravissime condizioni presso il nosocomio locale, dopo essere caduto dal pianale di un rimorchio del Tir su cui lavorava, la scrivente proclama per il giorno 11/04/2013 ventiquattro ore di sciopero in tutto lo stabilimento Ilva Taranto.

Oggi ci sarà sciopero. E siccome l’Usb non ha firmato gli accordi sulle comandate può partecipare chiunque. Scrivono: “Scioperiamo per tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza, scioperiamo per tutelare la nostra vita”. Hanno ragione? Ecco una breve cronologia di infortuni e morti recenti all’Ilva di Taranto. Leggi il resto di questa notizia »