L’articolo 18 può salvare la vita a chi muore sul lavoro

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Qui su “L’Isola dei cassintegrati” in merito all’articolo 18 abbiamo una politica: fare parlare chi ne sa più di noi. Per questo, in passato, abbiamo pubblicato chi è a favore e chi è contro. Oggi pubblichiamo l’appello di Carlo Soricelli, che da anni realizza l’utilissimo Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro. E di cui abbiamo scritto su L’Espresso

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La tragedia di Adria, in cui 4 operai sono morti intossicati da sostanze chimiche, mette in luce una verità banale e scontata. L’articolo 18 tutela (anche) la sicurezza dei lavoratori. Del resto lo scrivo da anni: le morti sul lavoro sono quasi tutte da ricercarsi in luoghi dove non c’è questa protezione (e dove non è presente il sindacato). Quanto successo ad Adria mette in luce i veri aspetti della posta in gioco. Un’azienda di soli 10 dipendenti, come quella dove si è verificata la tragedia, non ha l’articolo 18 e quindi non ha un rappresentante della sicurezza.

Un’azienda di quel tipo non ha probabilmente nessun iscritto al sindacato, ed è quindi quasi impossibile fare un’assemblea per discutere dei problemi aziendali con un rappresentante dei lavoratori. Un camionista, che purtroppo è morto, è andato a versare direttamente in una vasca il contenuto della cisterna del camion contenente acido fosforico, mentre l’acido doveva andare in un silos a decantare.

Com’è stato possibile? Di chi è la responsabilità? Ma davvero i lavoratori tramano contro la loro vita e volontariamente non rispettano le procedure di sicurezza che possano tutelarli? Un camionista ha deciso da solo di saltare le procedure, o era una prassi abituale, e perché non è stato fermato? La magistratura chiarirà. Ma, mi chiedo: se ci fosse stato presente un sindacato, se ci fosse stato un rappresentante sulla sicurezza, la tragedia ci sarebbe stata ugualmente?

Io credo di no. Ed è per questo che, da cittadino “normale”, da anni mi sto battendo contro queste tragedie. I lavoratori non hanno nessuna arma di difesa se non hanno protezioni adeguate come l’articolo 18, che evita gli “omicidi sul lavoro”. I dati raccolti dall’Osservatorio Indipendente di Bologna Morti sul Lavoro lo dimostrano inequivocabilmente. Le vittime calano in questi anni tra gli iscritti all’Inail ma aumentano complessivamente. Siamo in questo momento a + 6,4% rispetto al 2008, e addirittura + 8,7% rispetto al 23 settembre del 2013 (nonostante in questi anni la crisi abbia fatto perdere tutti quei posti di lavoro).

In questi anni ho tempestato di email le forze politiche e la stampa, ma niente: salvo rare eccezioni a nessuno interessa la vita di chi lavora. Voi pensate ad un politico, di qualsiasi schieramento, e sappiate che è stato avvertito della situazione dei morti sul lavoro. Nessuno si è mai degnato di rispondere e di chiedere di vedere “le carte”. E questo vale soprattutto per chi in questo momento ci sta governando.

Il 28 febbraio 2014 ho mandato un’email a Matteo Renzi, Maurizio Martina, Giuliano Poletti avvertendoli dell’imminente strage di agricoltori che entro pochi giorni sarebbe arrivata, per via dei ben noti problemi di sicurezza dei trattori. Credo che in un paese civile i ministri avrebbero risposto, perlomeno si sarebbero informati. Invece niente, il silenzio più totale. Da quel giorno sono morti così, atrocemente, 127 agricoltori. Bastava solo fare una campagna informativa e una “leggina” per la protezione delle cabine.

Io credo che qualcuno si dovrebbe vergognare. Ma tanto hanno dalla loro parte amministratori, stampa e televisione e giornalisti che non sanno neppure cosa vuol dire avere la schiena dritta. E forse non è neppure questo il motivo dell’indifferenza verso queste tragedie. La verità è ancora più banale: della vita di chi lavora, a questa classe dirigente, non importa niente. Mi arrendo, basta sacrifici, basta stare ore ed ore al computer per raccogliere dati e denunciare. Non serve a niente. Chi lavora ormai è solo merce.

di Carlo Soricelli, direttore Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro 


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  • Biagio Gravante

    Dovrebbero vergognarsi e basta !!!

  • Enrico Micheletti

    poveri noi

  • consulente

    forse i sindacati dovrebbero lasciare i soldi in azienda e non mangiarseli loro, le aziende sono alla carità e per rimanere a galla devono tagliare ovunque. prima di tutto bisognerebbe tagliare i politici ed i sindacati che in italia hanno solo fatto danni!!!

  • Genere Rock

    Bah, che dire … viviamo in uno stato così confusionale, davvero eccessivo … saranno i mass media, saranno i debunker, sarà che non crediamo oramai più a niente e ci facciamo cullare da una stronzata all’altra facendo finta di ersorcizzare la nostra precaria situazione polemizzando sulle banalità del momento … oppure saranno queste dannate scie chimiche che ci offuscano la mente e ci ammalano il corpo e nessuno ne fa chiarezza. Siamo circondati da nebbie oscure piene di doppi sensi e virus letali di cui però non ce ne rendiamo conto. … Siamo dunque così alienati da non accorgerci che stiamo morendo lentamente sia come spirito che come nazione. Nessuno crede al NWO (nuovo ordine mondiale) quando invece ne è parte integrante fin dalla prima guerra mondiale fomentata dal Mazzini per tornaconto suo e dello stesso NWO già da anni in azione, e che per nostra fortuna la guerra fu vinta chissà come. Ha (NWO) ritentato 20anni dopo (circa) con Hitler da loro finanziato, guerra finita con milioni di morti e col teatrino della finta liberazione. Ma il popolo italiano non si accorse o non volle accorgersi di nulla ed ancor oggi lodiamo i nostri presunti liberatori, gli stessi che stanno democratizzando il resto del mondo con le armi a discapito di milioni di morti innocenti poiché loro ritengono queste mefaste azioni nienta’ltro che un semplici business (affari) … così come lo è stato il buttar giù due torri con 3000 persone all’interno con l’intento (riuscito) di provocare la guerra in IRAQ, gli stessi che stanno provocando la nostra destabilizzazione nazionale.
    … Dicevo che … siamo talmente confusi che chi ci sta pian piano uccidendo ce lo abbiamo di fronte al naso ma è più forte di noi, non ce ne accorgiamo proprio, continuiamo a fare supposizioni su personaggi (burattini) come sto renzi e chi come lui (compreso i sindacati) al comando di chi è realmente artefice della nostra costante precarietà vitale (i burattinai)! … Così come le nostre vite (i nostri pensieri) il sole è diventato opaco, per cui se potete non fate AMMUINA!

  • velenoso

    Son d’accordo. L’articolo 18, distruggendo di fatto posti di lavoro, e’ un modo molto efficace di prevenire gli incidenti sul lavoro. Li previene alla radice. Previene proprio il lavoro. Non fa una grinza. Moriremo lo stesso, ma con incidenti da disoccupati o da occupati in nero.

  • silvano

    Il signor Soricelli ha scritto delle inesattezze per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, infatti il Dlgs 81/08(testo unico sul lavro) stabilisce che è obbligo nominare il rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza(RLS) in tutte la aziende con lavoratori dipendenti a prescindere dal numero dei dipendenti stesso; per quanto concerne le trattrici, il medesimo decreto prevede l’obbligo di montare cabine/Telai di sicurezza e sistemi di ritenzionezione da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi/coltivatori diretti.

  • Genere Rock

    Comunque sia ora non è più una questione di articolo 18 ma di direzione europea (potere sovra-nazionale) di cui sia l’articolo 18 che l’intera nostra costituzione non ne fa parte … se del Trattato di Lisbona se ne sa qualcosa il potere nazionale non conta una ceppa … il lavoratore che sciopera deve rendere conto alle leggi dell’unione europea e non a quella nazionale dello statuto dei lavoratori … e su questo i sindacati ci marciano perché sanno ma non dicono per non perdere i soldi degli iscritti e quelli trattati con i governati per qualche diritto rimasto da dover sormontare .. e che sono scemi a renderti chiara la situazione? .. sta di fatto che finché gli operai sono tenuti a bada dai sindacati non ci sarà mai una vera rivolta popolare che possa dare una svolta alla nostra sempre più accentuata precarietà …

  • Genere Rock

    … ma i sindacati sono sovvenzionati dagli stessi operai a cui i sindacati stessi defraudano i diritti acquisiti con anni di dure battaglie vendendoseli poi al miglior offerente e cioè la lobby di turno avallata dai governanti poiché anch’essi, a prescindere dalla corrente politica, ci prendono l’adeguata mazzetta .. per cui se gli operai non si svegliano e continuano a portare bandiere insignificanti ed a gridare la loro rabbia contro i burattini come renzi invece che contro i burattinai … campa cavallo che l’erba cresce!

  • carlo soricelli

    Vorrei rispondere a quell’esperto che si chiama Silvano, guardi che conosco bene quello che scrive, tutto applicato sulla carta, ma mai nella realtà. Poi sorrido quando scrive che in tutte le aziende a prescindere dal numero di dipendente. ho conosciuto aziende, e non frar le più piccole, dove sulla carta tutto funzionava perfettamente, ma praticamente erano solo “burocrazia” che praticamente non veniva mai applicata. io vivo in una regione l’Emilia Romagna che sulla “carta” è all’avanguardia, con esperti in tutti i campi inerenti alla sicurezza. Se poi si va a vedere l’andamento di TUTTE LE MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO e non solo tra gli assicurati INAIL, che vorrei ricordare monitora solo i propri assicurati ti accorgi che la realtà è tutt’altra cosa. l’Emilia Romagna è in questo momento prima in classifica, assieme al Veneto per il numero dei morti sui luoghi di lavoro. E tutte e due hanno subito, come si legge nella cronaca delle morti collettive. Ma vorrei ricordare a Silvano che a morire sul lavoro sono soprattutto precari, partite iva individuali, lavoratori in nero, è proprio ieri è morte in provincia di Mantova di una lavoratrice domiciliare indiana). Le critiche al Sindacato ci stanno tutte, io stesso negli ultimi dieci anni di lavoro non mi sono più iscritto proprio per queste motivazioni. ma è da pazzi pensare di farne a meno, dove sono presenti (non sulla carta) le morti sono quasi inesistenti. il sindacato non ha più forza contrattuale solo perchè non hanno capito e chiuso gli occhi sulle nuove forme di lavoro che praticamente impedisce a queste nuove figure d’iscriversi, pena il licenziamento. Quando non ci saranno più, ed è molto probabile tra qualche anno, visto che stanno abolendo l’unico articolo (il 18) che permette un’iscrizione libera ad un sindacato, il mondo del lavoro sarà nel silenzio più totale dei diritti, oltre che economici, anche civili. l’articolo 18 va allargato a tutti, questo dovrebbe far riflettere anche quelli come Silvano che probabilmente lavorano nel settore della Sicurezza..

  • Carlo Soricelli

    La vera battagli adi civilità a protezione di chi lavoroa sono l’abolizione con referendum delle leggi Treu, biagi e Fornero. Tra l’altro alcuni industriali tra i più aperti si stanno accorgendo che è il precariato e il mancato rispetto delle regole a distruggere le aziende. Sono loro stessi (gli industriali), non avendo una visione “lunga” che non capiscono che se in azienda non c’è qualcuno che si oppone anche a potenziali sbagli, ‘è la possibilità che sbagliano l’azienda la distuggono. e questo mi è stato confermato da un industriale che era anche abbastanza importante, qui nel bolognese. la follia di fare da soli porta a questo e anche Renzi presto se ne accorgerà

  • Michele Azzu

    Ciao Silvano, volevo notificarti che sopra Carlo Soricelli ti ha risposto. Grazie.

  • alessandro di stasi

    Non è rispettoso nei confronti di chi ha perso la vita e di
    chi vivrà la propria sapendo di non poter più ascoltare la voce di un amico, di
    un padre, di un marito che non potrà riabbracciare. E’ squallido ignorare tanto
    dolore, anzi no è disumano usare lo strazio altrui come insegna luminosa per il
    proprio ideale politico, facendo passare l’abolizione dell’articolo 18 come l’abolizione
    della sicurezza sul lavoro.

  • francesco

    state dicendo delle cose che non centrano niente con la disgrazia in questione, ma abbiate rispetto

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