Archive for the ‘Omsa Faenza’ Category

Nerino Grassi non ce la conta giusta

mercoledì, febbraio 1st, 2012

Una scelta inevitabile quella di delocalizzare, dice Nerino Grassi. Peccato che il gruppo, e sono parole del Sig. Grassi, abbia registrato una media di fatturato “stabile in questi anni di circa 620 milioni di euro”. L’odissea per le dipendenti Omsa continua…

Nerino Grassi, fondatore del colosso della calza e dell’intimo Golden Lady, non ci sta a passare per l’affamatore del popolo, quello del licenziamento facile”. Così recita un passaggio dell’intervista uscita per la Gazzetta di Mantova al patron di uno dei gruppi industriali italiani più discussi del momento, il gruppo Golden Lady, titolare anche del marchio Omsa.

Ma che il signor Grassi ci stia o non ci stia poco importa, l’evidenza dei fatti è tutt’altra. Due situazioni su tutte parlano chiaro: il caso dell’Omsa di Faenza, dove ancora dopo ben due anni di vertenza aperta non si è trovata un’alternativa chiara e dove l’ultimo incontro il 20 gennaio scorso, fra ministero-azienda-parti sociali, ha delineato nient’altro che una flebile possibilità di riconversione del sito produttivo.

Ancora peggio stanno invece le 382 oramai ex-dipendenti dello stabilimento Golden Lady di Gissi in Abruzzo alle quali ,sebbene sia stato riconosciuto un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria, lo stato di crisi per la zona dove è ubicato lo stabilimento, che ne faciliterebbe la riconversione, non è invece stato ancora riconosciuto dal ministero. (continua…)

La Coop continuerà a vendere le calze Omsa

venerdì, gennaio 20th, 2012

Il boicottaggio OMSA su Facebook

Nei giorni scorsi si era parlato sulle colonne del Fatto Quotidiano di una possibile adesione della Coop al boicottaggio (o ‘consumo critico’ come preferiscono chiamarlo) dei prodotti Golden Lady, adesione che però ci è stata smentita da Samuela Meci, rappresentante Filtcem in Omsa, che ci ha confermato che la Coop stessa “ha fatto retromarcia sulla questione”.

Si apre oggi, 20 gennaio, un momento decisivo per l’Omsa di Faenza con l’incontro in Regione, incontro già rimandato una volta che si sarebbe dovuto svolgere il 12 gennaio scorso. La situazione si è infatti ulteriormente incrinata dopo la ‘bella’ sorpresa natalizia, o forse sarebbe il caso di dire vero e proprio ‘pacco’ che la società Golden Lady ha rifilato alle dipendenti dell’Omsa di Faenza. È stata questa la miccia che ha acceso, per davvero, l’indignazione in Rete dei moltissimi utenti che hanno aderito alle pagine di boicottaggio dei prodotti dell’azienda di Nerino Grassi, mentre il Corriere della Sera, la scorsa settimana, pubblicava un ritratto di famiglia di una delle tante dinastie italiane che stanno abbandonando il paese lasciandosi dietro le macerie. Una competizioni tra paesi che non condividono le stesse regole del gioco, come ci spiega Marco Cobianchi nel suo libro “Mani Bucate”.

Tutto si è infiammato quando il 27 dicembre è giunta alle 239 dipendenti Omsa, ancora in attesa di un futuro, una lettera di licenziamento via fax da parte dell’azienda (Leggi il fax originale). Lettera datata 23 dicembre, il giorno dell’ultimo incontro fra impresa, ministero e parti sindacali, il giorno in cui ancora si millantavano soluzioni alternative, il giorno stesso in cui presumibilmente l’azienda aveva già deciso di licenziare, ma senza dirlo a viso aperto. Da quel punto in avanti anche il Popolo Viola si è mosso attraverso il proprio blog e l’oramai irrinunciabile Facebook, creando l’evento “Mai più Omsa” a cui hanno oramai aderito più di 99.000 utenti. (continua…)

Omsa Faenza, le operaie non si arrendono

venerdì, ottobre 28th, 2011

Risale a più di un mese fa l’ultimo incontro che le operaie Omsa hanno avuto con un partner istituzionale, il Ministero. Era il 5 settembre, e da allora l’unica nota positiva sul tavolo delle trattative, di quella che sta diventando una situazione sempre più preoccupante, è stato l’impegno (ma informale!) per garantire la cassa integrazione anche il prossimo anno.

Tuttavia anche questa misura resta solo un intendimento, come ci spiega Samuela, una delle delegate Cgil più presenti nel corso di questa lotta che dura ormai da due anni, come ha raccontato il 14 ottobre a Faenza, assieme ai nostri blogger Marco e Michele, lì per presentare il libro Asinara Revolution.

Bisognerà poi valutare se si parla di cassa integrazione in deroga o straordinaria, fra le due sussiste una bella differenza: la prima slega virtualmente l’azienda dal territorio e viene anticipata dall’Inps. E se c’è stato un intendimento chiaro in tutta questa vicenda è proprio quello da parte della Golden Lady, proprietario di Omsa, di voler abbandonare questo territorio che ha loro dato tanto.

Una misera soddisfazione, in ogni caso. Perché quello che veramente chiedono le operaie a gran voce da un anno e mezzo a questa parte, dalla firma del primo accordo, è proprio quel piano industriale che latita, ed è una triste storia ricordare puntualmente le mille promesse fatte e non mantenute e le tante volte in cui la proprietà ha millantato fantomatici (continua…)

TAVOLO LAVORO. La lotta di Omsa Faenza

lunedì, settembre 19th, 2011

Omsa presente al TAVOLO LAVORO di Roma

Si era detto di aspettare settembre. Bene settembre è arrivato senza novità per le 242 operaie Omsa ancora in attesa della riconversione degli impianti faentini. Ma la lotta delle coraggiose lavoratrici non si arresta e nella trasferta romana del nostro blog, che lo scorso 10 settembre ha organizzato un Tavolo sul Lavoro in Piazza San Giovanni, c’erano anche loro. Tanto gentili perfino da portarci piadine e sangiovese, prodotti tipici della loro terra, quasi come quell’azienda che non c’è più.

Se si vuole ragionare in un’ottica aziendale diamo qualche numero di quello che è l’Omsa oggi: 347 dipendenti, di cui solo 80 posti in mobilità nel marzo scorso, due presidi organizzati in azienda, due boicottaggi realizzati per due diversi periodi nei Golden Point della regione, decine di proteste e manifestazioni, due anni di cassa integrazione e perfino la realizzazione di un documentario per raccontare la loro storia. Non è certo poco.

Tutto questo deriva dalla cronica mancanza di risposte e soluzioni da parte di una proprietà che nella persona di Nerino Grassi, patron Golden Lady, è sembrata trattare tutti senza rispetto. Ricapitoliamo. Tutto inizia con la cosiddetta crisi nell’inverno 2009-2010; l’Omsa ha deciso di ricollocare gli impianti faentini (da ben 71 anni produttivi in città) in Serbia. La cassa integrazione scatta a marzo 2010 per continuare fino ad ora. Nel frattempo ci sono i primi presidi in fabbrica per non far fermare la produzione. (continua…)