La mia Sicilia del lavoro gratis, in nero, merce di scambio elettorale

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Ti vendi bene tu, che prendi 500 euro al mese per lavorare 12 ore al giorno? Ti vendi bene tu, che a 35 anni hai dovuto chiedere un prestito ai tuoi genitori? #tivendibenetu è una campagna de L’isola dei cassintegrati sulle reali condizioni di lavoro, e di vita, dei giovani in Italia.

alessandro_sardoni

Fa un caldo infernale nella mia stanza, nonostante tiri il maestrale su Agrigento. Spiaggiarsi come una balena arenata sulla battigia significa andare incontro ad una tempesta di sabbia. Diamo uno sguardo agli annunci di lavoro. Trovo questo: “Ai fini dell’acquisizione del titolo di giornalista, si ricercano n° 2 – che burocratica eleganza – per il giornale online taldeitali, nelle sedi di Montelusa e Fiacca”.

E telefoniamo un po’ al numero, va. Risponde una signorina dalla voce acuta, sarà sicuramente molto giovane, eppure ha imparato bene quel che deve dire: “Metto le mani avanti dicendole che si tratta di un tirocinio non retribuito, valido però – finissima inversione a U finalizzata a stupirmi – al conseguimento del tesserino dell’Ordine dei Giornalisti”.

Che bello – penso – avrò l’opportunità di lavorare a gratis per guadagnarmi l’onore di versare un centinaio di euro all’anno ad un istituto che in altri paesi non ha equivalenti. “Va bene, arrivederci”. Chiudo laconicamente la telefonata. Che bravi! Nemmeno il rimborso spese che in altre testate online riuscivo a percepire. Da ragazzino avevo un sogno: fare il giornalista. Mi è bastata qualche esperienza lavorativa nel settore, con editori più o meno improvvisati, che nella loro magnanimità offrono ai giovani la possibilità di mettere un passo nel meraviglioso mondo della stampa.

E adesso? A due esami dalla laurea lavoro saltuariamente nella ristorazione. Almeno pagano. Dalle mie parti c’è un detto: “Cu nesci, arrinesci”. Chi va via, chi emigra, chi recide le proprie radici migliora le proprie condizioni di vita. Un po’ quel che è successo a Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, e tanti altri agrigentini. Chi continua a vivere anche dopo il diploma nella mia città, si abitua presto a veder scomparire dalla circolazione i propri coetanei. Non soltanto la propria cerchia di amicizie: tutta la generazione d’appartenenza.

Un paese per vecchi. Dove il lavoro è poco e spesso merce di scambio elettorale. “La Sicilia havi un patruni / un patruni sempri uguali / ca la teni misa ‘n cruci / e ci canta lu funerali”. Il resto è in nero. Anni di lavoro senza pagare il minimo contributo (allontanando il raggiungimento dell’età pensionabile), senza la possibilità di inserire le proprie esperienze professionali in un curriculum da presentare a un ente pubblico. Come per il Piano Giovani Sicilia. 500 euro al mese per sei mesi, legittimazione dei compensi da lavoro nero.

“Meglio di niente”, dice qualcuno. Certo, meglio di niente. “La Sicilia è addrummisciuta / dormi un sonnu di li morti / ed aspetta mentri dormi / chi canciassi la so sorti. / Ma la sorti nun è ostia / nun è grazia di li santi / si conquista cu’ la forza / ‘nta li chiazzi e si va avanti”.

(Versi in siciliano dalla canzone “La Sicilia havi un patroni”, di Rosa Balistreri)

di Alessandro Sardone

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  • Luigi Ghirri

    Scusa ma perché non parti, emigra, qui non c’è futuro!!

  • Max88

    E LORO OCCUPATI A TIRARSI LE SECCHIATE D’ACQUA IN TESTA, poveri noi

  • Carlo B

    Caro Alessandro, è un emigrato da tanti anni dalla Sicilia che ti parla. Parti, non guardarti indietro. Sarà dura i primi anni ma poi se ci crederai avrai tanto da guadagnare. Un abbraccio.

  • finche la gente contiuna ad accettare e a sottomettersi a certe condizioni lavorative,non se ne esce! la corsa al ribasso porta allo sfascio totale…..
    ecco perche l unica soluzione e il reddito di cittadinanza

  • Mario Capuozzo

    Meglio partire, lo so è brutto sentirselo dire e non avere scelta, ma sarà la migliore vendetta contro quel tipo di società che non permette ai giovani di affermarsi e così chi resta rimane gratificato dal proprio egoismo ma senza terra sotto i piedi. Prima o poi tutto crollerà ed allora tu da fuori starai a farti delle belle e sonore risate, la migliore vendetta che possa capitarti !!
    Auguri.

  • Mario Capuozzo

    Ma tanto a forza di fare così tra poco in Sicilia mancherà materiale umano sul quale esercitare questo accanimento !!

  • Questo e’ un post che ho postato ieri su FQ….. non siamo proprio gli unici a fare stupidaggini:

    un aneddoto…. come il PE intende la Politica di Rilancio Economico.
    Lunedi’ ero in Spagna (cercando lavoro ad un alto livello) e un amico locale mi ha spiegato cosa sta succedendo:
    Il governo da’ la possibilita’ di assumere con tagli dello stipendio base del 30%… cosa fanno molte ditte? CHIUDONO, licenziano tutti, RIAPRONO “comperando” gli asset della vecchia ditta e RIASSUMONO tutti al 30% in meno del minimo…. quindi se prima un Sales Manager internazionale prendeva sui 2500 euro (piu’ o meno come in Italia) ora ne prende, quando e’ fortunato, 1300-1500 PRENDERE o LASCIARE.
    Una premessa…. mettiamo che il macchinario COSTI al fabbricante 100 e lo si vende a 200…. anche con questo passaggio di assunzioni che dimezzano il COSTO del personale il titolare della ditta COMUNQUE “guadagna” 100 anzi, un po’ di piu’ perche’ il personale costa meno… chi ci ri-guadagna alla fine?

    E questo sara’ il futuro anke per l’Italia.
    Saluti. (P.S. il lavoro non l’ho trovato in quanto le spese quasi sarebbero piu’ del salario).

  • syovol

    Mi sembra un pò tardi per lamentarsi, 30 anni che in silcilia votate gentaglia sapendo chi e perchè, nel 1992 TUTTI seggi al pdl, poi Vi lamentate di disoccupazione,raccomandazioni, mafia e lavoro nero, bisognava PENSARE AL FUTURO, prima di votare.
    Se tutti gli onesti e i furbi non vanno a votare, saremo governati dai ladri e dagli stupidi.
    meditate, gente meditate

  • syovol

    La scelta ce l’avevate dentro la cabina elettorale, ma era meglio vendere il voto, magari un mammasantissima Vi assumeva in regione-provincia-comune-guardia forestale e ufici vari.
    I meridionali,se fossero furbi come pensano, dopo 30 anni, dovrebbero avere capito i danni che hanno fatto i “loro onorevoli”.
    Oggi paghi Tu,domani i Vostri figli, fra qualche anno i vostri nipoti.
    TONTI, IN UNA SOLA TORNATA ELETTORALE POTETE FARLI SPARIRE TUTTI,

    era meglio andare a votare che emigrare, ma contenti Voi….

  • Ignazio Prato

    Sono siciliano come te. Ti sei mai chiesto chi vota questi signori che stanno a Roma e Palermo…

  • Salvatore

    Si’ e’ un vero problema….”aiutati che dio ti aiuta”

  • Salvatoreale salvo

    in sicilia il lavoro in nero è l’unica realtà che da sempre tutti hanno vissuto facendo finta di nulla altro che art.18 ,gli imprenditori si sono arricchiti negli anni piangendo miseria, hanno preso e non hanno sviluppato mai nulla lasciando tanta gente oggi nella merda,deve finire questa vita da schiavi senza diritto di parola ribellatevi a la classe dirigente politica che da sempre vi sfrutta mano alle mazze

  • willy forbert

    I Siciliani avrebbero dovuto capire tutto, dallo sbarco dei mille, da Nino Bixio, da s. Giuliano, da Falcone, l elenco è lungo ma significativo. È terra di baronie come del resto gran parte Dell Italia. Quindi per gli italiani in cerca di dignità ce ‘ poco, quasi niente. Non a caso gli italiani che stanno all’ Estero sono il triplo di quelli che stanno qua!

  • Marco martone

    Ma quando la facciamo sta rivoluzione?

  • Stefano Sgamp Pisano

    Mah! Uno dei più grandi giornalisti italiani era … tedesco. Tiziano Terzani non ha mai scritto una riga per una testata italiana. Forse oggi bisogna imitarlo anche in questo.

  • Scoooncettante

    Ma a parte il caso specifico, a qualcuno è capitata la singolare situazione che, risposto ad un annuncio, si ottenga un riscontro positivo via e-mail, si susseguano richieste di invio ulteriore documentazione, si riceva ulteriore riscontro via sms…e poi si riceva sempre via sms la richiesta di chiamare ad un numero di cellulare, di op fra l’altro a me sconosciuto….per fissare il proprio colloquio di lavoro?!?!?!

    MA vi rendete conto come siamo messi?

  • JJ Ted

    e siamo di più caro mio, a qualsiasi livello, in qualsiasi regione, questa è una macchia d’olio che dilaga e inghiotte tutti / tutto. E siamo punto e a capo. E tutto cambia affinchè niente cambi. E IO NON LO TOLLERO PIù. Hai ragione, è un paese per vecchi, potenti e ignoranti.

  • miramare

    oh, non che nel resto d’Italia siamo messi meglio.

  • Mattia

    Troppo bella, forse un po’ esagerata, ma chiara e cristallina la
    risposta di Frank Merenda a un’iscritta del suo gruppo “Venditore
    Vincente” , al quale consiglio di iscriverti anche tu!

    Copio e incollo integralmente!! 🙂

    Michela fenu scrive..

    “Schiavista
    vincente: 750 euro al mese per stare 30 ore alla settimana in un centro
    commerciale a vendere sim ricaricabili. NB 150 sim, perchè se sono 149
    ti prendi 300 eurini e basta.Questo li fa i soldi, altro che ponzi, ha
    un esercito di sudditi. Succede a Cagliari, non in Burundi”

    Frank Merenda commenta.. Scusate se mi permetto di intromettermi in questa
    bella discussione tesa a riavvivare i fasti di Rifondazione Comunista e
    portare condizioni di lavoro più “equo-solidali” ai poveri lavoratori
    sfruttati dal “padrone cattivo” , ma già che ci sono vi dico la mia.

    Mi SEMBRA che io continui a spiegare, ma il demone comunista che è dentro
    di voi (perchè in Italia, sotto sotto sono comunisti anche quelli che si
    professano liberali, questa è la verità), non vi permette di
    comprendere l’intima verità delle cose che si riassume con la frase :

    “Guadagni per quanto vali”

    “Guadagni per quando vali”, non si può ridurre al mero “Più vendi più fatturi”
    che è una conseguenza quasi logica dell’essere venditore.

    Va letto invece in un’ottica di frame di vita, che inquadra il tuo valore in una
    “scatola” ben precisa, e dalla quale tu devi fuggire.

    Sì, tu hai il compito di risolvere il “cubo di Rubik” di quella fase della tua vita
    per passare a un’altra, e come “premio” avrai un cubo di Rubik più difficile ma magari guadagni o opportunità maggiori.

    Michela mi perdonerà il tono “canzonatorio” che ho usato fin’ora. Comprendo
    perfettamente come sia facile divenire “emotivi” davanti a problemi tangibili di un parente, amico, fratello, conoscente o quello che è, quando lo incontriamo in una condizione di necessità.

    Permettetemi di aprire una piccola finestra per poi tornare subito al discorso principale. Seguitemi per favore: Da qualche giorno uno dei miei “fan” qui sul gruppo ha “trovato lavoro”. Come ha fatto?

    Si è fatto infamare da me.

    Dopo un po’ di volte che mi scriveva in privato per farsi “consolare”, dicendo che era a casa a non fare nulla, che era disperato, che la sua regione è malamend’ e che era inutile continuare a cercare perchè tanto “lavoro non se ne trova”, semplicemente l’ho mandato affanculo.

    Il tono è stato più o meno questo:

    “Senti,sottospecie di relitto umano sfigato e fallito. Io non sono un motivatore, nè sono un tuo amico pezzente e sfigato col quale sfogarti. Ora se vuoi il mio rispetto, tu alzi il culo da quel divano del cazzo e ti metti a cercare lavoro e accetti il primo lavoro di merda che trovi,
    fosse anche pulire i cessi con la lingua o drizzare le banane col culo.
    Quando hai fatto torni a rivolgermi la parola, ci siamo capiti, sfigato?”

    E’come non ‘è, dopo 3 giorni di numero, il povero sfigato che abita nella
    regione brutta ecc…ecc… ha trovato lavoro come cameriere di sera. 40
    succosi N€uri al giorno per farsi un discreto culo.

    Improvvisamentenon si è sentito più tanto “sfigato”, e con quei soldi può finalmente
    sentirsi uomo, drizzare la schiena, mettere via due soldini per frequentare Venditore Vincente e risolvere il primo livello del suo cubo
    di Rubik che è “Sono un inutile sfigato”.

    Questo per dire che la situazione media dell’italiano è questa.

    E’ comunista dentro e a meno che la situazione non diventi disperata,
    preferisce perdere la dignità di uomo stando a casa a farsi mantenere
    dai genitori, piuttosto che alzare il culo e cercarsi le opportunità.

    Questo è vero ancora di più perchè sono i genitori , amici e parenti stessi che aggravano questa situazione.

    Parliamoci chiaro.

    Questa “crisi” non è nulla rispetto alla crisi che ci fu negli anni 60′-70′. Lì davvero “non c’era lavoro” ma proprio non ce n’era e si faceva la fame vera.

    Cos’era diverso allora. GLI ITALIANI ERANO DIVERSI.

    I miei nonni, mio padre e i miei zii, non è che stavano tanto lì a farsi le seghe mentali come la gente di oggi.

    Sapevano solo una cosa: c’era da farsi il culo. Come, dove, quando, con cui… non erano COSE importanti.

    Genteche ha preso le “valigie” dalla sera alla mattina e se n’è andata in
    terre impossibili per quegli anni tipo la Germania, senza parlare nè
    poter capire uno straccio di lingua, a fare il muratore, il manovale, lo
    straccino, QUALUNQUE COSA pur di mandare i soldi a casa.

    Erano Italiani. Gente con la schiena DRITTA. Gente per la quale la dignità, il
    senso del dovere e il farsi il culo erano nel DNA.

    Per loro “stare a casa” non era una cosa concepibile. Essere “choosy” non
    sapevano manco cosa volesse dire. Facevano quello che c’era da fare.

    Inproporzione alle opportunità, ai mezzi, alla cultura a disposizione, io
    che qualcuno di voi magari pensa pure che sia figo, come uomo non valgo
    un centesimo rispetto a mio padre, a qualunque dei miei zii e ai miei
    nonni prima di loro.

    Non c’è partita. Io sono il “figlio minore” della mia stirpe, seppur ho accumulato magari più fortune.

    Il mio sangue, rispetto al loro, è annacquato. Se mio nonno è un Brunello di Montalcino d’annata, io sono un lambrusco allungato con acqua nella
    migliore delle ipotesi.

    Ciò detto, se questo è quello che penso di me, figuriamoci cosa penso del resto degli itaGliani

    Quello che fa di sbagliato Michela in questo momento, e 9/10 dell’ItaGlia con
    lei, è fare pietismo dannoso nei confronti di gente che è mediamente inutile.

    Non è bello dirlo magari, ma è così.

    Il cubo di Rubik che deve risolvere la persona in questione, decidendo o meno se
    accettare il lavoro dello “sfruttatore” in realtà è:

    “Io sono un inutile idiota incapace, non so fare un cazzo e non valgo nulla sul mercato”.

    Fare pietismo, non lo aiuterà.

    Per un inutile idiota che non sa fare un cazzo, il modo per raggiungere la
    “velocità di fuga” e concludere quel livello del cubo di Rubik, si
    chiama “accettare QUALUNQUE lavoro mal pagato, mal retribuito e
    degradante che sia, pur di non essere più un inutile idiota incapace,
    che non sa fare un cazzo e non vale nulla sul mercato”.

    Ma il buon comunista questa cosa non la capisce. Si fissa sul lato sbagliato della
    candela, che è “Quanto mi danno???”, invece che su :

    “Cosa so fare? Quanto valgo?”

    Ri-piccola parentesi: nella vita ci sono due momenti. Un primo momento è quello da
    70 ore alla settimana. Il secondo è “lavori quanto vuoi” magari.

    Io dopo 16 anni di “70 ore alla settimana”, ho risolto così tanti cubi di
    Rubik che ora sono nella seconda fase. Ma non ho preso scorciatoie. Mi
    sono fatto il culo 16 anni 70 ore alla settimana senza fiatare.

    Quando ho cominciato, non sapevo fare un cazzo. Quante volte l’ho detto?

    Non mi davano manco un fisso, e per imparare a vendere, lavoravo di
    giorno come venditore, la sera andavo a fare il cameriere, e nei week
    end lavoravo come sicurezza nei locali (più altri lavoretti)
    3-4 lavori di media solo per sbarcare il lunario.

    Senza essere “choosy” nè provare nemmeno a lamentarsi.

    Sapevo
    dove volevo arrivare e il culo che mi dovevo fare. Sapevo anche che ero
    un un “frame”, in un “momento” della mia vita dove dovevo acquisire
    competenze per poter fare dei passi avanti.

    Non dovevo
    concentrarmi su “quanto mi danno”.Torniamo quindi al povero ragazzo e al
    contratto da sfruttatore.Il dato è che questa persona è un inutile
    idiota. Altrimenti non penserebbe nemmeno di accettare o no un lavoro
    del genere.

    Se fosse capace, sarebbe un venditore ricco come
    Augusto (che vive in Sardegna anche lui, non su Marte) o avrebbe la sua
    di impresa. Visto che non è in nessuna di queste due condizioni, è un
    pirla incapace e inutile.

    Tertium non datur.

    Quindi il sardo
    in questione, è nella scala sociale del lavoro nè più nè meno
    qualificato del senegalese appena sbarcato col gommone (che magari ha 2
    lauree mentre lui ne ha rubata una facendosi mantenere da mammà a
    Cagliari).

    Con tutta una serie di vantaggi però… non avendo le
    barriere linguistiche, sociali, di integrazione e di razzismo alle quali
    va in contro il povero senegalese.

    Con l’unica vera differenza è
    che il senegalese non essendo “choosy” e non avendocela la famiglia per
    farsi mantenere (ma avendo però la dignità intatta), dopo una settimana
    che è qui va a cavare in nero i pomodori sotto il sole e lavora, e il
    sardo sta a casa da mamma piangendo che “non c’è lavoro”. (è certo… non
    sai fare un cazzo)
    Ora, vediamo quanto è “brutto” sto contratto: 750€
    per 30 ore a settimana (avere un budget di produzone quando si vende è
    il minimo quindi non voglio manco citare l’argomento), a casa mia sono
    una grande opportunità.

    Molto di più di quello che ho avuto io ai miei tempi.
    Certo,
    a livello di “frame” inutile idiota, le “opportunità” di lavoro sono a
    livello “schiavo sfruttato” ma va bene così. Non è a quello che devi
    guardare.

    Nemmeno il datore di lavoro pensa che quella sia
    l’opportunità della vita per nessuno nè lo dice. E’ ovvio che sia un
    lavoretto “carne da cannone” per sbarcare il lunario intanto che si fa
    un po’ di esperienza”.

    Ciò detto, il ragazzo in questione (o la
    ragazza?) può benissimo accettare il lavoro e mettersi alla prova e
    vedere se quelle 150 sim riesce ad appiopparle in un mese, mentre si
    cerca un altro lavoro (magari la sera come cameriere… l’ho fatto io non
    vedo perchè cazzo non possa farlo lui) e riempie altre 30 ore della sua
    settimana.
    Fatto questo, fa esperienza e raggiunge la famosa
    “velocità di fuga” per saltare fuori dal livello del cubo di Rubik noto
    come “inutile schiavo”.

    Da lì ha la possibilità di affrontare
    colloqui di lavoro con mandanti serie dicendo che ha una bella
    esperienza di vendita dura nei centri commerciali, che per imparare si è
    fatto il culo dando via le pizze la sera e che ora si sente pronto per
    fare il salto da venditore professionista.

    Ai miei occhi sarebbe un curriculum decisamente più interessante… ai vostri no?
    Perchè non lo fa?

    Perchè è un ItaGliano comunista dentro sfigato, che si aspetta che le cose “gli siano dovute”.

    Pensa
    in termini di sindacati, di “avere dei diritti a un lavoro onesto e
    dignitoso” o peggio “lavorare per ciò che ha studiato” e altre menate
    del genere.

    In più la sua famiglia, i suoi amici, e i suoi
    parenti, per quella “immagine sociale” da mantenere lo spingono a non
    accettare due lavori nè a lavorare per “guadagnare così poco”.

    Comunisti
    dentro, non c’è nulla da fare. Ora parliamoci chiaro… ma uno che fa
    l’apprendistato anni da commercialista, avvocato, architetto ecc… ma
    quanto guadagna? Un lavoro da schiavo per 3 anni e una stretta di mano,
    ecco cosa guadagna. Rimborsi mensili nell’ordine di 2-300 € quando va
    bene.

    E allora di che cazzo mi venite a parlare? Ripeto: di che cazzo mi venite a parlare?

    Questa
    gente accetta di “lavorare gratis” per anni, perchè sa che è un modo
    per evadere da quel livello del cubo di Rubik e guadagnarsi il diritto
    di mettersi in proprio, avere il proprio studio, andare a lavorare
    presso uno studio prestigioso ecc…

    Non li sento protestare “ma sono sottopagato! sfruttatore sto commercialista!!”

    E’
    così e basta. Fine. Quindi in sintesi, per gli inutili idioti (come
    siamo stati tutti credo), ci sarà SEMPRE uno o più lavori infami e
    sottopagati per cominciare. Ma non si chiamano “lavori sottopagati”.
    Hanno un altro nome.

    Si chiamano “esperienza”, “curriculum”,
    “valore aggiunto”, “abilità apprese” ecc… Ma questa cosa gli itaGliani
    l’hanno dimenticata. Sono davvero una manica di bamboccioni, sfigati,
    comunisti e rammolliti. Non sono severo.

    E’ così e basta. L’itaGlia è finita perchè gli itaGliani sono degli idioti. Stop.

    Gli imprenditori sono dei contadini arricchiti senza passare dal via,
    che hanno fatto girare le aziende sui prodotti, perchè là fuori c’era un
    mondo che voleva e aveva bisogno di comprare.

    Ora che c’è un po’
    di contrazione dei consumi e serve qualche competenza in più di parlare
    dialetto, pacche sulle spalle e portare a troie i clienti, chiudono,
    falliscono, si impiccano…ecc…ecc… Bene, impiccatevi tutti e fate in
    fretta. Liberate il mondo dalla vostra idiozia e dal vostro essere
    vigliacchi senza spina dorsale. Mio nonno non si sarebbe mai impiccato.
    Perchè era Italiano. Si sarebbe semplicemente rimboccato le maniche e si
    sarebbe fatto il culo da zero. Il concetto di “immagine sociale” non
    esiste nemmeno nella gente di quella generazione.

    L’itaGlia è un posto di persone deboli. Inutili, piagnucolose e sfigate.
    Il
    meglio che sanno fare queste persone, invece di farsi il culo, è andare
    a votare Peppe Crillo perchè “cambi le cose” o gli dia “il reddito di
    cittadinanza”.

    Per questo merita di affondare, con tutti i suoi
    bamboccioni, i suoi mafiosi, i suoi parassiti sociali, i suoi dipendenti
    statali del cazzo ecc…ecc…

    Chi doveva drizzare le gambe lo ha già
    fatto. Chi doveva saltarci fuori c’è già saltato fuori. Chi ci dovrà
    saltare fuori, lo farà anche nel mare di merda che lo circonda.

    Chi deve affondare (il 99,9% delle persone) affonderà.

    Spero che accada il prima possibile, e che dalle ceneri possa rinascere nei decenni una nuova generazione.
    Una
    generazione senza aifòn a rate, senza mutande di dolce e gabbana, senza
    rolex finti, senza camicie da sfigato con le iniziali ricamate sopra,
    senza la casa delle banche pagata con mutui a 30 anni, senza niente di
    niente.

    Gente che provata la fame vera, si tolga dalla testa tutte le cazzate, e faccia davvero qualcosa per il proprio futuro.
    Con un po’ di fortuna, ci schianteremo presto e in una ventina d’anni forse qualcosa si potrà ricostruire. [fine]

  • Mattia

    troppo bella, forse un po’ esagerata, ma chiara e cristallina la
    risposta di Frank Merenda a un’iscritta del suo gruppo “Venditore
    Vincente” , al quale consiglio di iscriverti anche tu!

    Copio e incollo integralmente!! 🙂

    Michela fenu scrive..

    “Schiavista vincente: 750 euro al mese per stare 30 ore alla settimana in un centro
    commerciale a vendere sim ricaricabili. NB 150 sim, perchè se sono 149
    ti prendi 300 eurini e basta.Questo li fa i soldi, altro che ponzi, ha
    un esercito di sudditi. Succede a Cagliari, non in Burundi”

    Frank Merenda commenta.. Scusate se mi permetto di intromettermi in questa
    bella discussione tesa a riavvivare i fasti di Rifondazione Comunista e
    portare condizioni di lavoro più “equo-solidali” ai poveri lavoratori
    sfruttati dal “padrone cattivo” , ma già che ci sono vi dico la mia.

    Mi SEMBRA che io continui a spiegare, ma il demone comunista che è dentro
    di voi (perchè in Italia, sotto sotto sono comunisti anche quelli che si
    professano liberali, questa è la verità), non vi permette di
    comprendere l’intima verità delle cose che si riassume con la frase :

    “Guadagni per quanto vali”

    “Guadagni per quando vali”, non si può ridurre al mero “Più vendi più fatturi”
    che è una conseguenza quasi logica dell’essere venditore.

    Va letto invece in un’ottica di frame di vita, che inquadra il tuo valore in una
    “scatola” ben precisa, e dalla quale tu devi fuggire.

    Sì, tu hai il compito di risolvere il “cubo di Rubik” di quella fase della tua vita
    per passare a un’altra, e come “premio” avrai un cubo di Rubik più difficile ma magari guadagni o opportunità maggiori.

    Michela mi perdonerà il tono “canzonatorio” che ho usato fin’ora. Comprendo
    perfettamente
    come sia facile divenire “emotivi” davanti a problemi tangibili di un
    parente, amico, fratello, conoscente o quello che è, quando lo
    incontriamo in una condizione di necessità.

    Permettetemi di aprire
    una piccola finestra per poi tornare subito al discorso principale.
    Seguitemi per favore: Da qualche giorno uno dei miei “fan” qui sul
    gruppo ha “trovato lavoro”. Come ha fatto?

    Si è fatto infamare da me.

    Dopo
    un po’ di volte che mi scriveva in privato per farsi “consolare”,
    dicendo che era a casa a non fare nulla, che era disperato, che la sua
    regione è malamend’ e che era inutile continuare a cercare perchè tanto
    “lavoro non se ne trova”, semplicemente l’ho mandato affanculo.

    Il tono è stato più o meno questo:

    “Senti,sottospecie
    di relitto umano sfigato e fallito. Io non sono un motivatore, nè sono
    un tuo amico pezzente e sfigato col quale sfogarti. Ora se vuoi il mio
    rispetto, tu alzi il culo da quel divano del cazzo e ti metti a cercare
    lavoro e accetti il primo lavoro di merda che trovi,
    fosse anche pulire i cessi con la lingua o drizzare le banane col culo.
    Quando hai fatto torni a rivolgermi la parola, ci siamo capiti, sfigato?”

    E’come non ‘è, dopo 3 giorni di numero, il povero sfigato che abita nella
    regione brutta ecc…ecc… ha trovato lavoro come cameriere di sera. 40
    succosi N€uri al giorno per farsi un discreto culo.

    Improvvisamentenon si è sentito più tanto “sfigato”, e con quei soldi può finalmente
    sentirsi
    uomo, drizzare la schiena, mettere via due soldini per frequentare
    Venditore Vincente e risolvere il primo livello del suo cubo
    di Rubik che è “Sono un inutile sfigato”.

    Questo per dire che la situazione media dell’italiano è questa.

    E’ comunista dentro e a meno che la situazione non diventi disperata,
    preferisce perdere la dignità di uomo stando a casa a farsi mantenere
    dai genitori, piuttosto che alzare il culo e cercarsi le opportunità.

    Questo è vero ancora di più perchè sono i genitori , amici e parenti stessi che aggravano questa situazione.

    Parliamoci chiaro.

    Questa “crisi” non è nulla rispetto alla crisi che ci fu negli anni
    60′-70′. Lì davvero “non c’era lavoro” ma proprio non ce n’era e si
    faceva la fame vera.

    Cos’era diverso allora. GLI ITALIANI ERANO DIVERSI.

    I miei nonni, mio padre e i miei zii, non è che stavano tanto lì a farsi le seghe mentali come la gente di oggi.

    Sapevano solo una cosa: c’era da farsi il culo. Come, dove, quando, con cui… non erano COSE importanti.

    Genteche ha preso le “valigie” dalla sera alla mattina e se n’è andata in
    terre impossibili per quegli anni tipo la Germania, senza parlare nè
    poter capire uno straccio di lingua, a fare il muratore, il manovale, lo
    straccino, QUALUNQUE COSA pur di mandare i soldi a casa.

    Erano Italiani. Gente con la schiena DRITTA. Gente per la quale la dignità, il
    senso del dovere e il farsi il culo erano nel DNA.

    Per loro “stare a casa” non era una cosa concepibile. Essere “choosy” non
    sapevano manco cosa volesse dire. Facevano quello che c’era da fare.

    Inproporzione alle opportunità, ai mezzi, alla cultura a disposizione, io
    che qualcuno di voi magari pensa pure che sia figo, come uomo non valgo
    un centesimo rispetto a mio padre, a qualunque dei miei zii e ai miei
    nonni prima di loro.

    Non c’è partita. Io sono il “figlio minore” della mia stirpe, seppur ho accumulato magari più fortune.

    Il
    mio sangue, rispetto al loro, è annacquato. Se mio nonno è un Brunello
    di Montalcino d’annata, io sono un lambrusco allungato con acqua nella
    migliore delle ipotesi.

    Ciò detto, se questo è quello che penso di me, figuriamoci cosa penso del resto degli itaGliani

    Quello che fa di sbagliato Michela in questo momento, e 9/10 dell’ItaGlia con
    lei, è fare pietismo dannoso nei confronti di gente che è mediamente inutile.

    Non è bello dirlo magari, ma è così.

    Il cubo di Rubik che deve risolvere la persona in questione, decidendo o meno se
    accettare il lavoro dello “sfruttatore” in realtà è:

    “Io sono un inutile idiota incapace, non so fare un cazzo e non valgo nulla sul mercato”.

    Fare pietismo, non lo aiuterà.

    Per un inutile idiota che non sa fare un cazzo, il modo per raggiungere la
    “velocità di fuga” e concludere quel livello del cubo di Rubik, si
    chiama “accettare QUALUNQUE lavoro mal pagato, mal retribuito e
    degradante che sia, pur di non essere più un inutile idiota incapace,
    che non sa fare un cazzo e non vale nulla sul mercato”.

    Ma il buon comunista questa cosa non la capisce. Si fissa sul lato sbagliato della
    candela, che è “Quanto mi danno???”, invece che su :

    “Cosa so fare? Quanto valgo?”

    Ri-piccola parentesi: nella vita ci sono due momenti. Un primo momento è quello da
    70 ore alla settimana. Il secondo è “lavori quanto vuoi” magari.

    Io dopo 16 anni di “70 ore alla settimana”, ho risolto così tanti cubi di
    Rubik che ora sono nella seconda fase. Ma non ho preso scorciatoie. Mi
    sono fatto il culo 16 anni 70 ore alla settimana senza fiatare.

    Quando ho cominciato, non sapevo fare un cazzo. Quante volte l’ho detto?

    Non mi davano manco un fisso, e per imparare a vendere, lavoravo di
    giorno come venditore, la sera andavo a fare il cameriere, e nei week
    end lavoravo come sicurezza nei locali (più altri lavoretti)
    3-4 lavori di media solo per sbarcare il lunario.

    Senza essere “choosy” nè provare nemmeno a lamentarsi.

    Sapevo
    dove volevo arrivare e il culo che mi dovevo fare. Sapevo anche che ero
    un un “frame”, in un “momento” della mia vita dove dovevo acquisire
    competenze per poter fare dei passi avanti.

    Non dovevo
    concentrarmi su “quanto mi danno”.Torniamo quindi al povero ragazzo e al
    contratto da sfruttatore.Il dato è che questa persona è un inutile
    idiota. Altrimenti non penserebbe nemmeno di accettare o no un lavoro
    del genere.

    Se fosse capace, sarebbe un venditore ricco come
    Augusto (che vive in Sardegna anche lui, non su Marte) o avrebbe la sua
    di impresa. Visto che non è in nessuna di queste due condizioni, è un
    pirla incapace e inutile.

    Tertium non datur.

    Quindi il sardo
    in questione, è nella scala sociale del lavoro nè più nè meno
    qualificato del senegalese appena sbarcato col gommone (che magari ha 2
    lauree mentre lui ne ha rubata una facendosi mantenere da mammà a
    Cagliari).

    Con tutta una serie di vantaggi però… non avendo le
    barriere linguistiche, sociali, di integrazione e di razzismo alle quali
    va in contro il povero senegalese.

    Con l’unica vera differenza è
    che il senegalese non essendo “choosy” e non avendocela la famiglia per
    farsi mantenere (ma avendo però la dignità intatta), dopo una settimana
    che è qui va a cavare in nero i pomodori sotto il sole e lavora, e il
    sardo sta a casa da mamma piangendo che “non c’è lavoro”. (è certo… non
    sai fare un cazzo)
    Ora, vediamo quanto è “brutto” sto contratto: 750€
    per 30 ore a settimana (avere un budget di produzone quando si vende è
    il minimo quindi non voglio manco citare l’argomento), a casa mia sono
    una grande opportunità.

    Molto di più di quello che ho avuto io ai miei tempi.
    Certo,
    a livello di “frame” inutile idiota, le “opportunità” di lavoro sono a
    livello “schiavo sfruttato” ma va bene così. Non è a quello che devi
    guardare.

    Nemmeno il datore di lavoro pensa che quella sia
    l’opportunità della vita per nessuno nè lo dice. E’ ovvio che sia un
    lavoretto “carne da cannone” per sbarcare il lunario intanto che si fa
    un po’ di esperienza”.

    Ciò detto, il ragazzo in questione (o la
    ragazza?) può benissimo accettare il lavoro e mettersi alla prova e
    vedere se quelle 150 sim riesce ad appiopparle in un mese, mentre si
    cerca un altro lavoro (magari la sera come cameriere… l’ho fatto io non
    vedo perchè cazzo non possa farlo lui) e riempie altre 30 ore della sua
    settimana.
    Fatto questo, fa esperienza e raggiunge la famosa
    “velocità di fuga” per saltare fuori dal livello del cubo di Rubik noto
    come “inutile schiavo”.

    Da lì ha la possibilità di affrontare
    colloqui di lavoro con mandanti serie dicendo che ha una bella
    esperienza di vendita dura nei centri commerciali, che per imparare si è
    fatto il culo dando via le pizze la sera e che ora si sente pronto per
    fare il salto da venditore professionista.

    Ai miei occhi sarebbe un curriculum decisamente più interessante… ai vostri no?
    Perchè non lo fa?

    Perchè è un ItaGliano comunista dentro sfigato, che si aspetta che le cose “gli siano dovute”.

    Pensa
    in termini di sindacati, di “avere dei diritti a un lavoro onesto e
    dignitoso” o peggio “lavorare per ciò che ha studiato” e altre menate
    del genere.

    In più la sua famiglia, i suoi amici, e i suoi
    parenti, per quella “immagine sociale” da mantenere lo spingono a non
    accettare due lavori nè a lavorare per “guadagnare così poco”.

    Comunisti
    dentro, non c’è nulla da fare. Ora parliamoci chiaro… ma uno che fa
    l’apprendistato anni da commercialista, avvocato, architetto ecc… ma
    quanto guadagna? Un lavoro da schiavo per 3 anni e una stretta di mano,
    ecco cosa guadagna. Rimborsi mensili nell’ordine di 2-300 € quando va
    bene.

    E allora di che cazzo mi venite a parlare? Ripeto: di che cazzo mi venite a parlare?

    Questa
    gente accetta di “lavorare gratis” per anni, perchè sa che è un modo
    per evadere da quel livello del cubo di Rubik e guadagnarsi il diritto
    di mettersi in proprio, avere il proprio studio, andare a lavorare
    presso uno studio prestigioso ecc…

    Non li sento protestare “ma sono sottopagato! sfruttatore sto commercialista!!”

    E’
    così e basta. Fine. Quindi in sintesi, per gli inutili idioti (come
    siamo stati tutti credo), ci sarà SEMPRE uno o più lavori infami e
    sottopagati per cominciare. Ma non si chiamano “lavori sottopagati”.
    Hanno un altro nome.

    Si chiamano “esperienza”, “curriculum”,
    “valore aggiunto”, “abilità apprese” ecc… Ma questa cosa gli itaGliani
    l’hanno dimenticata. Sono davvero una manica di bamboccioni, sfigati,
    comunisti e rammolliti. Non sono severo.

    E’ così e basta. L’itaGlia è finita perchè gli itaGliani sono degli idioti. Stop.

    Gli imprenditori sono dei contadini arricchiti senza passare dal via,
    che hanno fatto girare le aziende sui prodotti, perchè là fuori c’era un
    mondo che voleva e aveva bisogno di comprare.

    Ora che c’è un po’
    di contrazione dei consumi e serve qualche competenza in più di parlare
    dialetto, pacche sulle spalle e portare a troie i clienti, chiudono,
    falliscono, si impiccano…ecc…ecc… Bene, impiccatevi tutti e fate in
    fretta. Liberate il mondo dalla vostra idiozia e dal vostro essere
    vigliacchi senza spina dorsale. Mio nonno non si sarebbe mai impiccato.
    Perchè era Italiano. Si sarebbe semplicemente rimboccato le maniche e si
    sarebbe fatto il culo da zero. Il concetto di “immagine sociale” non
    esiste nemmeno nella gente di quella generazione.

    L’itaGlia è un posto di persone deboli. Inutili, piagnucolose e sfigate.
    Il
    meglio che sanno fare queste persone, invece di farsi il culo, è andare
    a votare Peppe Crillo perchè “cambi le cose” o gli dia “il reddito di
    cittadinanza”.

    Per questo merita di affondare, con tutti i suoi
    bamboccioni, i suoi mafiosi, i suoi parassiti sociali, i suoi dipendenti
    statali del cazzo ecc…ecc…

    Chi doveva drizzare le gambe lo ha già
    fatto. Chi doveva saltarci fuori c’è già saltato fuori. Chi ci dovrà
    saltare fuori, lo farà anche nel mare di merda che lo circonda.

    Chi deve affondare (il 99,9% delle persone) affonderà.

    Spero che accada il prima possibile, e che dalle ceneri possa rinascere nei decenni una nuova generazione.
    Una
    generazione senza aifòn a rate, senza mutande di dolce e gabbana, senza
    rolex finti, senza camicie da sfigato con le iniziali ricamate sopra,
    senza la casa delle banche pagata con mutui a 30 anni, senza niente di
    niente.

    Gente che provata la fame vera, si tolga dalla testa tutte le cazzate, e faccia davvero qualcosa per il proprio futuro.
    Con un po’ di fortuna, ci schianteremo presto e in una ventina d’anni forse qualcosa si potrà ricostruire. [fine]

  • mattia

    Troppo bella, forse un po’ esagerata, ma chiara e cristallina la
    risposta di Frank Merenda a un’iscritta del suo gruppo “Venditore
    Vincente” , al quale consiglio di iscriverti anche tu!

    Copio e Incollo integralmente!! 🙂

    Michela fenu scrive..

    “Schiavista
    vincente: 750 euro al mese per stare 30 ore alla settimana in un centro
    commerciale a vendere sim ricaricabili. NB 150 sim, perchè se sono 149
    ti prendi 300 eurini e basta.Questo li fa i soldi, altro che ponzi, ha
    un esercito di sudditi. Succede a Cagliari, non in Burundi”

    Frank Merenda commenta.. Scusate se mi permetto di intromettermi in questa
    bella discussione tesa a riavvivare i fasti di Rifondazione Comunista e
    portare condizioni di lavoro più “equo-solidali” ai poveri lavoratori
    sfruttati dal “padrone cattivo” , ma già che ci sono vi dico la mia.

    Mi SEMBRA che io continui a spiegare, ma il demone comunista che è dentro
    di voi (perchè in Italia, sotto sotto sono comunisti anche quelli che si
    professano liberali, questa è la verità), non vi permette di
    comprendere l’intima verità delle cose che si riassume con la frase :

    “Guadagni per quanto vali”

    “Guadagni per quando vali”, non si può ridurre al mero “Più vendi più fatturi”
    che è una conseguenza quasi logica dell’essere venditore.

    Va letto invece in un’ottica di frame di vita, che inquadra il tuo valore in una
    “scatola” ben precisa, e dalla quale tu devi fuggire.

    Sì, tu hai il compito di risolvere il “cubo di Rubik” di quella fase della tua vita
    per passare a un’altra, e come “premio” avrai un cubo di Rubik più difficile ma magari guadagni o opportunità maggiori.

    Michela mi perdonerà il tono “canzonatorio” che ho usato fin’ora. Comprendo
    perfettamente
    come sia facile divenire “emotivi” davanti a problemi tangibili di un
    parente, amico, fratello, conoscente o quello che è, quando lo
    incontriamo in una condizione di necessità.

    Permettetemi di aprire
    una piccola finestra per poi tornare subito al discorso principale.
    Seguitemi per favore: Da qualche giorno uno dei miei “fan” qui sul
    gruppo ha “trovato lavoro”. Come ha fatto?

    Si è fatto infamare da me.

    Dopo
    un po’ di volte che mi scriveva in privato per farsi “consolare”,
    dicendo che era a casa a non fare nulla, che era disperato, che la sua
    regione è malamend’ e che era inutile continuare a cercare perchè tanto
    “lavoro non se ne trova”, semplicemente l’ho mandato affanculo.

    Il tono è stato più o meno questo:

    “Senti,sottospecie
    di relitto umano sfigato e fallito. Io non sono un motivatore, nè sono
    un tuo amico pezzente e sfigato col quale sfogarti. Ora se vuoi il mio
    rispetto, tu alzi il culo da quel divano del cazzo e ti metti a cercare
    lavoro e accetti il primo lavoro di merda che trovi,
    fosse anche pulire i cessi con la lingua o drizzare le banane col culo.
    Quando hai fatto torni a rivolgermi la parola, ci siamo capiti, sfigato?”

    E’come non ‘è, dopo 3 giorni di numero, il povero sfigato che abita nella
    regione brutta ecc…ecc… ha trovato lavoro come cameriere di sera. 40
    succosi N€uri al giorno per farsi un discreto culo.

    Improvvisamentenon si è sentito più tanto “sfigato”, e con quei soldi può finalmente
    sentirsi
    uomo, drizzare la schiena, mettere via due soldini per frequentare
    Venditore Vincente e risolvere il primo livello del suo cubo
    di Rubik che è “Sono un inutile sfigato”.

    Questo per dire che la situazione media dell’italiano è questa.

    E’ comunista dentro e a meno che la situazione non diventi disperata,
    preferisce perdere la dignità di uomo stando a casa a farsi mantenere
    dai genitori, piuttosto che alzare il culo e cercarsi le opportunità.

    Questo è vero ancora di più perchè sono i genitori , amici e parenti stessi che aggravano questa situazione.

    Parliamoci chiaro.

    Questa “crisi” non è nulla rispetto alla crisi che ci fu negli anni
    60′-70′. Lì davvero “non c’era lavoro” ma proprio non ce n’era e si
    faceva la fame vera.

    Cos’era diverso allora. GLI ITALIANI ERANO DIVERSI.

    I miei nonni, mio padre e i miei zii, non è che stavano tanto lì a farsi le seghe mentali come la gente di oggi.

    Sapevano solo una cosa: c’era da farsi il culo. Come, dove, quando, con cui… non erano COSE importanti.

    Genteche ha preso le “valigie” dalla sera alla mattina e se n’è andata in
    terre impossibili per quegli anni tipo la Germania, senza parlare nè
    poter capire uno straccio di lingua, a fare il muratore, il manovale, lo
    straccino, QUALUNQUE COSA pur di mandare i soldi a casa.

    Erano Italiani. Gente con la schiena DRITTA. Gente per la quale la dignità, il
    senso del dovere e il farsi il culo erano nel DNA.

    Per loro “stare a casa” non era una cosa concepibile. Essere “choosy” non
    sapevano manco cosa volesse dire. Facevano quello che c’era da fare.

    Inproporzione alle opportunità, ai mezzi, alla cultura a disposizione, io
    che qualcuno di voi magari pensa pure che sia figo, come uomo non valgo
    un centesimo rispetto a mio padre, a qualunque dei miei zii e ai miei
    nonni prima di loro.

    Non c’è partita. Io sono il “figlio minore” della mia stirpe, seppur ho accumulato magari più fortune.

    Il
    mio sangue, rispetto al loro, è annacquato. Se mio nonno è un Brunello
    di Montalcino d’annata, io sono un lambrusco allungato con acqua nella
    migliore delle ipotesi.

    Ciò detto, se questo è quello che penso di me, figuriamoci cosa penso del resto degli itaGliani

    Quello che fa di sbagliato Michela in questo momento, e 9/10 dell’ItaGlia con
    lei, è fare pietismo dannoso nei confronti di gente che è mediamente inutile.

    Non è bello dirlo magari, ma è così.

    Il cubo di Rubik che deve risolvere la persona in questione, decidendo o meno se
    accettare il lavoro dello “sfruttatore” in realtà è:

    “Io sono un inutile idiota incapace, non so fare un cazzo e non valgo nulla sul mercato”.

    Fare pietismo, non lo aiuterà.

    Per un inutile idiota che non sa fare un cazzo, il modo per raggiungere la
    “velocità di fuga” e concludere quel livello del cubo di Rubik, si
    chiama “accettare QUALUNQUE lavoro mal pagato, mal retribuito e
    degradante che sia, pur di non essere più un inutile idiota incapace,
    che non sa fare un cazzo e non vale nulla sul mercato”.

    Ma il buon comunista questa cosa non la capisce. Si fissa sul lato sbagliato della
    candela, che è “Quanto mi danno???”, invece che su :

    “Cosa so fare? Quanto valgo?”

    Ri-piccola parentesi: nella vita ci sono due momenti. Un primo momento è quello da
    70 ore alla settimana. Il secondo è “lavori quanto vuoi” magari.

    Io dopo 16 anni di “70 ore alla settimana”, ho risolto così tanti cubi di
    Rubik che ora sono nella seconda fase. Ma non ho preso scorciatoie. Mi
    sono fatto il culo 16 anni 70 ore alla settimana senza fiatare.

    Quando ho cominciato, non sapevo fare un cazzo. Quante volte l’ho detto?

    Non mi davano manco un fisso, e per imparare a vendere, lavoravo di
    giorno come venditore, la sera andavo a fare il cameriere, e nei week
    end lavoravo come sicurezza nei locali (più altri lavoretti)
    3-4 lavori di media solo per sbarcare il lunario.

    Senza essere “choosy” nè provare nemmeno a lamentarsi.

    Sapevo
    dove volevo arrivare e il culo che mi dovevo fare. Sapevo anche che ero
    un un “frame”, in un “momento” della mia vita dove dovevo acquisire
    competenze per poter fare dei passi avanti.

    Non dovevo
    concentrarmi su “quanto mi danno”.Torniamo quindi al povero ragazzo e al
    contratto da sfruttatore.Il dato è che questa persona è un inutile
    idiota. Altrimenti non penserebbe nemmeno di accettare o no un lavoro
    del genere.

    Se fosse capace, sarebbe un venditore ricco come
    Augusto (che vive in Sardegna anche lui, non su Marte) o avrebbe la sua
    di impresa. Visto che non è in nessuna di queste due condizioni, è un
    pirla incapace e inutile.

    Tertium non datur.

    Quindi il sardo
    in questione, è nella scala sociale del lavoro nè più nè meno
    qualificato del senegalese appena sbarcato col gommone (che magari ha 2
    lauree mentre lui ne ha rubata una facendosi mantenere da mammà a
    Cagliari).

    Con tutta una serie di vantaggi però… non avendo le
    barriere linguistiche, sociali, di integrazione e di razzismo alle quali
    va in contro il povero senegalese.

    Con l’unica vera differenza è
    che il senegalese non essendo “choosy” e non avendocela la famiglia per
    farsi mantenere (ma avendo però la dignità intatta), dopo una settimana
    che è qui va a cavare in nero i pomodori sotto il sole e lavora, e il
    sardo sta a casa da mamma piangendo che “non c’è lavoro”. (è certo… non
    sai fare un cazzo)
    Ora, vediamo quanto è “brutto” sto contratto: 750€
    per 30 ore a settimana (avere un budget di produzone quando si vende è
    il minimo quindi non voglio manco citare l’argomento), a casa mia sono
    una grande opportunità.

    Molto di più di quello che ho avuto io ai miei tempi.
    Certo,
    a livello di “frame” inutile idiota, le “opportunità” di lavoro sono a
    livello “schiavo sfruttato” ma va bene così. Non è a quello che devi
    guardare.

    Nemmeno il datore di lavoro pensa che quella sia
    l’opportunità della vita per nessuno nè lo dice. E’ ovvio che sia un
    lavoretto “carne da cannone” per sbarcare il lunario intanto che si fa
    un po’ di esperienza”.

    Ciò detto, il ragazzo in questione (o la
    ragazza?) può benissimo accettare il lavoro e mettersi alla prova e
    vedere se quelle 150 sim riesce ad appiopparle in un mese, mentre si
    cerca un altro lavoro (magari la sera come cameriere… l’ho fatto io non
    vedo perchè cazzo non possa farlo lui) e riempie altre 30 ore della sua
    settimana.
    Fatto questo, fa esperienza e raggiunge la famosa
    “velocità di fuga” per saltare fuori dal livello del cubo di Rubik noto
    come “inutile schiavo”.

    Da lì ha la possibilità di affrontare
    colloqui di lavoro con mandanti serie dicendo che ha una bella
    esperienza di vendita dura nei centri commerciali, che per imparare si è
    fatto il culo dando via le pizze la sera e che ora si sente pronto per
    fare il salto da venditore professionista.

    Ai miei occhi sarebbe un curriculum decisamente più interessante… ai vostri no?
    Perchè non lo fa?

    Perchè è un ItaGliano comunista dentro sfigato, che si aspetta che le cose “gli siano dovute”.

    Pensa
    in termini di sindacati, di “avere dei diritti a un lavoro onesto e
    dignitoso” o peggio “lavorare per ciò che ha studiato” e altre menate
    del genere.

    In più la sua famiglia, i suoi amici, e i suoi
    parenti, per quella “immagine sociale” da mantenere lo spingono a non
    accettare due lavori nè a lavorare per “guadagnare così poco”.

    Comunisti
    dentro, non c’è nulla da fare. Ora parliamoci chiaro… ma uno che fa
    l’apprendistato anni da commercialista, avvocato, architetto ecc… ma
    quanto guadagna? Un lavoro da schiavo per 3 anni e una stretta di mano,
    ecco cosa guadagna. Rimborsi mensili nell’ordine di 2-300 € quando va
    bene.

    E allora di che cazzo mi venite a parlare? Ripeto: di che cazzo mi venite a parlare?

    Questa
    gente accetta di “lavorare gratis” per anni, perchè sa che è un modo
    per evadere da quel livello del cubo di Rubik e guadagnarsi il diritto
    di mettersi in proprio, avere il proprio studio, andare a lavorare
    presso uno studio prestigioso ecc…

    Non li sento protestare “ma sono sottopagato! sfruttatore sto commercialista!!”

    E’
    così e basta. Fine. Quindi in sintesi, per gli inutili idioti (come
    siamo stati tutti credo), ci sarà SEMPRE uno o più lavori infami e
    sottopagati per cominciare. Ma non si chiamano “lavori sottopagati”.
    Hanno un altro nome.

    Si chiamano “esperienza”, “curriculum”,
    “valore aggiunto”, “abilità apprese” ecc… Ma questa cosa gli itaGliani
    l’hanno dimenticata. Sono davvero una manica di bamboccioni, sfigati,
    comunisti e rammolliti. Non sono severo.

    E’ così e basta. L’itaGlia è finita perchè gli itaGliani sono degli idioti. Stop.

    Gli imprenditori sono dei contadini arricchiti senza passare dal via,
    che hanno fatto girare le aziende sui prodotti, perchè là fuori c’era un
    mondo che voleva e aveva bisogno di comprare.

    Ora che c’è un po’
    di contrazione dei consumi e serve qualche competenza in più di parlare
    dialetto, pacche sulle spalle e portare a troie i clienti, chiudono,
    falliscono, si impiccano…ecc…ecc… Bene, impiccatevi tutti e fate in
    fretta. Liberate il mondo dalla vostra idiozia e dal vostro essere
    vigliacchi senza spina dorsale. Mio nonno non si sarebbe mai impiccato.
    Perchè era Italiano. Si sarebbe semplicemente rimboccato le maniche e si
    sarebbe fatto il culo da zero. Il concetto di “immagine sociale” non
    esiste nemmeno nella gente di quella generazione.

    L’itaGlia è un posto di persone deboli. Inutili, piagnucolose e sfigate.
    Il
    meglio che sanno fare queste persone, invece di farsi il culo, è andare
    a votare Peppe Crillo perchè “cambi le cose” o gli dia “il reddito di
    cittadinanza”.

    Per questo merita di affondare, con tutti i suoi
    bamboccioni, i suoi mafiosi, i suoi parassiti sociali, i suoi dipendenti
    statali del cazzo ecc…ecc…

    Chi doveva drizzare le gambe lo ha già
    fatto. Chi doveva saltarci fuori c’è già saltato fuori. Chi ci dovrà
    saltare fuori, lo farà anche nel mare di merda che lo circonda.

    Chi deve affondare (il 99,9% delle persone) affonderà.

    Spero che accada il prima possibile, e che dalle ceneri possa rinascere nei decenni una nuova generazione.
    Una
    generazione senza aifòn a rate, senza mutande di dolce e gabbana, senza
    rolex finti, senza camicie da sfigato con le iniziali ricamate sopra,
    senza la casa delle banche pagata con mutui a 30 anni, senza niente di
    niente.

    Gente che provata la fame vera, si tolga dalla testa tutte le cazzate, e faccia davvero qualcosa per il proprio futuro.
    Con un po’ di fortuna, ci schianteremo presto e in una ventina d’anni forse qualcosa si potrà ricostruire. [fine]

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