15 verità sul lavoro che nel 2015 non troverete sui giornali

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A leggere i giornali durante le feste sembra che il 2014 sia stato un anno di selfie e gattini. Su “L’Isola dei cassintegrati” abbiamo vissuto un 2014 diverso. L’anno della disoccupazione record, della riforma sui contratti di lavoro precari, della fine delle fabbriche, della stangata sulle partite Iva. Il 2014 dei morti sul lavoro, dell’abbandono degli esodati, della fine dei sindacati, della rabbia sociale.

Ecco una selezione di storie dei nostri protagonisti, che non avete trovato sui giorali nel 2014, e che non troverete nel 2015. Buon anno nuovo a tutti voi, a chi non rimane indifferente, a chi non si arrende.

  1. Io sono povera perché vivo in uno Stato macellaio. La storia di Elena, cassintegrata che combatte contro la frustrazione e le difficoltà della cassa integrazione a 40 anni. Contro “Uno Stato che fa a pezzi le vite delle persone”.
  2. Io sono un evasore, venite a prendermi. “Quando la crisi ci ha investito come un treno in corsa alla fine del 2009 abbiamo fatto l’unica cosa che sapevamo fare: resistere. Lo confesso: sono un evasore. E sono povero”. La testimonianza di Antonello, che ha investito tutti i risparmi di una vita per mettere su un’attività.
  3. Ho lavorato ogni giorno per studiare e non è servito a nulla. “Dopo 5 anni di studi e esperienze lavorative ancora non riesco a farmi pagare per un servizio fotografico. Vorrei investire sul mio futuro, aprire uno studio, vorrei insegnare ai bambini, creare dei progetti di recupero sociale attraverso l’arte. E vorrei fare tutto questo nel mio paese”. La testimonianza di Naima, giovane precarie emigrata in cerca di lavoro.
  4. Una donna del sud non dovrebbe lavorare. Una delle testimonianze più crude mai ricevute su L’Isola: una giovane donna del Sud emigrata a Milano, licenziata, prova a vivere facendo la cameriera per un anno, ma alla fine è costretta a tornare dai genitori. E sente di avere perso.
  5. Noi, avvocati stagisti pronti a lavorare gratis. “Io certo non chiedo di essere pagata per un lavoro che ancora non so fare. Ma se scrivo documenti validi, se perdo mattinate agli sportelli del tribunale, se insomma faccio un lavoro che “se non fai tu poi lo devo fare io”, gradirei che almeno le spese vive – quelle che un avvocato chiede al cliente fuori dalla parcella – mi vengano rimborsate”. La testimonianza di Roberta, giovane avvocato precario.
  6. L’Italia esce dalla crisi: tirocini a 450 euro al mese. 53 tirocini da fame ci vengono venduti sui giornali come un grande successo per i giovani del programma del governo “Garanzia Giovani”. Una vergogna che avviene tutti i giorni, ma che nel 2014 ha visto senza dubbio il suo apice.
  7. Vinyls, operai licenziati e abbandonati dalla politica. Finisce la vertenza simbolo dell’industria in crisi, quella per cui è nato questo sito. 200 operai licenziati. Tutti i politici che fecero la passerella nel 2011 sono scomparsi dai radar nel 2014.
  8. Lavoro, scuola, amianto, alluvioni: ecco come esplode la rabbia sociale. Il 2014 è stato l’anno della rabbia sociale, delle contestazioni, degli scontri, delle rivolte nei quartieri e nelle periferie come non si eran mai viste. L’anno in cui la rabbia sociale è esplosa nelle strade.
  9. I sindacati perdono la guerra con Matteo Renzi. Cgil, Cisl e Uil sembrano ormai arrivati al capolinea, e nonostante la Cgil sia riuscita a portare 1 milione di persone in piazza a Roma. La battaglia sull’articolo 18 e sui contratti è stata persa.
  10. Il durissimo mondo dello sfruttamento nei supermercati. Il 2014 è stato anche l’anno della solitudine delle cassiere che lavorano nella grande sitribuzione. Un mondo di cui non si parla mai.
  11. 40 vertenze industriali, le più importanti del paese, che il governo afferma di avere risolto. E invece è una menzogna, perché per la maggior parte sono aziende a un passo dal fallimento. Un’operazione di propaganda vergognosa.
  12. La discriminazione contro la Fiom alla Fiat di Melfi. Alcuni dipendenti dello stabilimento Fiat di Melfi avevano fatto ricorso per essere stati trasferiti in un reparto non idoneo alle loro condizioni di salute. Ora hanno vinto il ricorso. Ma non torneranno alla catena di montaggio. Perché nel frattempo sono stati “venduti” assieme al traferimento del loro ramo d’azienda.
  13. Stato assente e leggi inefficaci: perché si continua a morire sul lavoro in Italia. “Stato… Stato… giustizia…”, dice così il padre di una delle vittime del rogo alla Thyssen di Torino, in cui morirono sette operai nel dicembre 2007. Dice queste poche parole, all’uscita del tribunale. Perché loro, i genitori dei morti sul lavoro, nello Stato non credono più: “Lo Stato non ha fatto niente. Noi moriamo assieme ai nostri figli”.
  14. 13 cose che devi sapere se devi aprire ora la partita Iva. La situazione delle partite Iva è davvero difficile, specialmente per i più giovani. Nel 2015 le tasse aumenteranno. Ecco 13 consigli importanti per non rimanere fregati.
  15. Industria, così è finita la meglio gioventù. La meglio gioventù era quella del posto fisso in Fiat, cresciuta nel boom economico e nel futuro immaginato da Olivetti. Quella che con la 500 poteva andare al mare, e col mutuo comprare la casa. Quante speranze aveva quella gioventù, quanti sogni nei cassetti, a differenza dei loro figli e nipoti che oggi sperano solo di trovare un lavoro. Con la chiusura della Vinyls, di Fiat e di Agile eutelia finisce un pezzo di quel sogno.
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  • Alessandro Girardi

    Interessante

  • maria rosa rosso

    non capisco perchè non riusciamo a ribellarci a queste cose

  • Vincenzo Conciatori

    Non credeteci piu’ alle promesse del governo…… preferisco Cappuccetto Rosso!

  • Carlo Mastrochicco

    Io ho 63 anni mi dispiace x le nuove generazioni troveranno molti problemi x lavorare Carlo

  • Pablo Palazzolo

    Tutto condivisibile ma i sindacati la guerra non la hanno mai persa, casomai hanno vinto gli accordi continuando a mantenere sotto controllo le proteste dei lavoratori e curando il serbatotio di voti dell’assistenzialismo come hanno sempre fatto negli utlimi anni.

  • Simo Shingo

    Spero che crepino.

  • Vito Leso

    Ormai in Italia è venuta la fine del mondo…non resta che emigrare(purtroppo)…..

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